Cronaca — 29 maggio 2009

 


Si prende spunto dalla gara più bella e dura di ultramaratona italiana di 202 km, organizzata e curata benissimo da Mario Castagnoli, per porre una questione penso da punto di vista di molti da risolvere. Purtroppo le gare di ultra, non a circuito, prevedono dei cancelli intermedi e dei traguardi da superare prima di un certo limite di tempo, altrimenti gli atleti vengono invitati a ritirarsi. E’ mai possibile che a questa gara nemmeno una donna abbia potuto scrivere il proprio nome nel glorioso albo d’oro. Dimostrato scientificamente, ed anche dai vari record registrati dell’ultramaratona, che l’uomo surclassa nettamente  la donna nei primati, e’ mai possibile che uomini e donne debbano passare ai cancelli o tagliare il traguardo negli stessi limiti di tempo? E’ giusto che gli uomini che in questa gara hanno tagliato il traguardo alla 29 ora debbano avere la gloria e le donne che con le stesse capacità fisiche che impiegherebbero forse 2 ore in più  debbano essere escluse? Purtroppo tale quesito riguarda anche altre gare importanti come la Spartalhon o ultratrail. Lo scorso anno è riuscita a classificarsi solo la bravissima Angela Gargano, unica italiana giunta al traguardo. Se ci sono problemi economici o altro è giusto sacrificare solo le donne? Sarebbe bello se tutti gli organizzatori di queste manifestazioni ci ripensassero.

Autore: giuseppe palumbo

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