Cronaca — 21 gennaio 2008

Mancato, con il magone alla gola, il tradizionale primo appuntamento dell’anno in occasione del giorno della Befana, per colpa di una super influenza, un’eccezionale giornata romana ha accolto me ed altri quasi 5000 podisti per la 10 km, anzi 10,310 km, più partecipata d’Italia.
Ieri, 20 gennaio, alle ore 10:00, è partita la 9ª edizione di una corsa fantastica: ‘La Corsa di Miguel’ organizzata dal Club Atletica Centrale e partita da Via dei Campi Sportivi.
Alla gara competitiva si è affiancata una passeggiata non competitiva di 3,5 km di modo che tutta Roma potesse ricordare Miguel Benancio Sanchez maratoneta a poeta argentino sequestrato trent’anni fa e mai più rilasciato, uno dei 30.000 desaperecidos dell’ultima dittatura militare che ha massacrato il suo paese dal 1976 al 1983, colpevole di difendere i diritti di chi correva, di gridare al mondo che non conta chi vince ma che tutti ci possano provare.
Starter d’eccezione Elvira Sanchez, sorella di Miguel, che ha dato il via ed ecco un fiume di atleti percorrere i primi metri e, dunque, la prima curva che porta all’ingresso dello Stadio Paolo Rosi da salutare, per il momento, solo fugacemente.
Più avanti si costeggia l’argine vicino al Tevere e qui è impossibile non volare con la mente rammentando un pezzo di storia del cinema, immaginando la scena in cui, in ‘Guardie e Ladri’, Aldo Fabrizzi insegue Totò urlandogli ‘ma guarda dove c’ha portato’. Si giunge, poi, alla rotonda, si tiene la destra e si passa sotto Ponte Flaminio per proseguire accarezzando il Lungotevere Flaminio dove abitualmente ci si allena per ridere e scherzare mentre si fa ‘il giro dei ponti’ questa volta siamo in gara eppure il clima che si respira, grazie anche ai musicisti gitani e la gran folla per strada, almeno per molti, è quello si della domenica ma del lungo con gli amici.
Ecco, più o meno velocemente, a seconda dell’andatura, avvicinarsi la Dea Romana, ecco Ponte Risorgimento, siamo a metà di questa gara particolarmente veloce che di certo non fa risparmiare energie e ci fa proseguire incontrando la pista ciclabile dove, ogni prima domenica del mese, c’è il famoso mercatino dell’antiquariato.
Il cuore della corsa ormai è vicino Ponte Milvio, il ponte più antico di Roma, gremito di tante promesse, tante speranze ed, a questo punto della corsa, anche di tanta fatica!
Siamo a soli 2 km dalla fine e si torna sul percorso dell’andata con il Lungotevere dell’Acqua Acetosa, la discesa fa respirare ed incita a dare tutto, ogni briciolo di forza rimasta deve essere impiegata, guai a tenersela, bisogna assolutamente prosciugarla. Lo Stadio Paolo Rosi è ormai davanti a noi, entrati all’interno ci sono gli ultimi 300 metri da percorrere tutti con la testa, la fatica delle gambe può aspettare.
Tra i tanti runners allo start ho avuto il piacere di conoscere un prete messicano Benito Guerrero Garcia, missionario in Guatemala, che l’anno scorso è stato in Terra Santa ed ha partecipato alla Maratona di Betlemme, il suo è stato un risultato di tutto rispetto, avendo chiuso la corsa in 38

Share

About Author

Peluso

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>