Cronaca — 28 gennaio 2009

Sui vari siti di podismo, da domenica 18 gennaio si leggono lodi e ringraziamenti ad Enrico Vedilei, detto ‘il Vichingo’,alla sua compagna Maria Luisa Costetti ,entrambi ex campioni del mondo di 100km, alla di lei sorella Franca e a tutta l’ASD PARK TRAIL,per l’organizzazione, della 1a Maratona della Pace –  Lamone Ultra trail, una garetta esposta come 48km ma, alla fine, misurata al GPS in km.51,300. C’eravamo anche io e Rosa, invitati in quel di Bagnacavallo (RA), e ci uniamo al coro dei plaudenti il Vyking, Marilù e soci.


Certo, è stata un’ultra un pò…anomala, sia come percorso che come impostazione ma era una “prima”  organizzata in tempi brevi con i limitati mezzi a disposizione quindi: tutto bene e onore al merito! Quel che serviva c’era ed il percorso non era poi male. E’ stato un trail non come generalmente lo si intende ossia tipo “Ventasso”o ‘Apuane sky race’ che sono circuiti con salitacce, sentieri, boschi, pietraie, guadi, piote bovine ed equine fresche, ortiche, serpi e chi più ne ha… ma un trail a yo-yo andando in su&giù sul largo argine prativo del Lamone, praticamente piatto e rettilineo, con una bell’atmosfera plumbea e nebbiosa, classica padano-invernale, senza nemmeno una siepe od un cespuglio a venire in aiuto della privacy a chi, come me, è stato assalito dal classico squaquascio fulminante da colpo di freddo. Il sole assenteista ha timbrato il cartellino solo per 10 penultimi minuti e avrebbe fatto la felicità del NanoRenato (Brunetta). Ma il nostro podismo Ã¨ bello anche per queste varietà di gare: percorsi, stagioni, ambienti,personaggi… (oddio… generalmente nel circolo ultra-super marathon club all’80% siamo i soliti simpatici matti… ). Praticamente: 4 ore e passa di du’balle!!!… ma anche piacevoli perché nei vari anda&rianda ci incrociavamo, salutavamo, incitavamo, sfottevamo, cercavamo di centrarci sputandoci le noccioline dei ristori, le coppiette si scambiavano un bacino e così via.


Nelle e-mail di ringraziamento Enrico ci ha elevati a primi atleti ad aver fatto una ultra trail invernale di pianura. Non so se sarà vero, ma essere pionieri di questa “disciplina” invernale è senz’altro una soddisfazione aggiunta a di averla finita, che non è da poco perchè, a parer mio, non è stata una passeggiatina da pensionati col cockerino al guinzaglio. Proprio per la natura soffice e sguillante del terreno con vari tratti di mota, è stato come correre costantemente una leggera salita ed alla fine le gambe, non certo quelle dei top ma di noi comuni tapascioff, si sono un po’ lamentate. Ne sa qualcosa una bella ragazza veneta, Elena, che si è ingrippata di brutto con i crampi a 3km dall’arrivo, quando era comodamente seconda. Poverina! Aveva delle gambe che parevan pezzi di baccalà e non c’è stato verso di ammorbidirgliele. Dare forfait a pochissimo così dalla fine e dopo una bella corsa è da sparo! Però sicuramente, a parte le urla di dolore, un aspetto positivo la sua disavventura l’ha avuto: sicuro che non le sarà mai capitato prima di avere 4bei ragazzi4, sopraggiunti nel frattempo e ben felici di perdere posizioni per siffatta opera di soccorso, appiccicati a scaldarla, coccolarla e massaggiarle le gambotte.


Alla fine, tornati nella bella e storica Piazza della Libertà di Bagnacavallo,un 4h,36 mi ha piazzato al 17°posto a pari merito con i compagni di soccorso ma, come detto a farla da padrone è stata maggiore la soddisfazione di aver fatto parte ad un evento preso come una festa. Il tempo cronometrico lo hanno fatto i marziani Cudin, Gazzola e Fattore. Su 80 iscritti, 60 partenti e 47 arrivati, la toscana si è ben evidenziata con una decina di elementi tra cui anche i mitici Papi e Toschi


Per quanto riguarda critiche&consigli (richiesti) per la futura seconda edizione, penso che l’esperienza della premiata ditta Costetti&Vedilei non abbia da imparare molto da chiunque. A parte gazebo, spogliatoi e le varie opzioni logistiche, ci metterei magari qualche omarino in più sul percorso, anche solo far da riferimento certo (ci sono anche i/le neofiti non esperti che a correre in solitaria nella nebbia vanno in angoscia) ed un ristoro con broda calda a metà della lunga, lunghissima strada lato nord. Se poi ci vorranno mettere sotto i bei portici di Piazza della Libertà anche due catinelle di brulè o di minestrone fumante faranno proprio 13!


 E va detto anche che il comune romagnolo ospitante ha dimostrato una coscienza sportiva che va’ oltre il calcio con notevole disponibilità per gli sport “minori” e più sani. Ha patrocinato la corsa inserita anche nel progetto ‘Parks Trail-corri senza lasciare traccia‘ che cerca di coinvolgere organizzatori e podisti al rispetto del percorso di gara. E non ci vuole poi  molto soprattutto nelle aree protette basta fare centro andando vicino ai sacchi con i bicchieri e non cercare di emulare Jordan nel realizzare delle ‘bombe da tre punti’ ciccando il cesto 9 volte su dieci (parlo per me, naturalmente).


 Ma, si sa, in Romagna è un’altra musica! Non voglio fare inutile demagogia ma, purtroppo, noi nelle civilissime provincie pratese e pistoiese abbiamo troppo spesso a che fare con amministrazioni con la finocchiona sugli occhi e i materassi nelle orecchie quando si deve organizzare qualche evento podistico, per non parare dei braccini cortini-cortiiini che hanno quando si tratta di dare una concreta mano ed aprire il borsellino (questo vale anche per molti sponsor). Stendiamo poi un velo pietoso sui comportamenti da puri bèceri Malapartiani dei cittadini che, a causa dei podisti, si vedono limitata la loro onesta libertà di movimento su 4 ruote.


Ho notato poi che sul’argine del Lamone c’erano vari cacciatori. Bene, mentre correvamo non ho sentito uno sparo o un vituperio a noi indirizzato ma ho visto riporre i fucili nel fodero. All’ultima Scarpirampi, pareva di essere a Gaza con fucilate dei cignialai a distanza ravvicinata sparate a bella posta per romperci i timpani ed altre coppie di organi sensibili. Ma ahimè, ognuno deve fare con quel che dispone. Sarà per questo che, con tutto il rispetto per le nostre bellissime gare e per chi si fa’il mazzo per organizzarle, vado sempre volentieri a correre oltre l’Appennino …

Autore: Raffaele Carli

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