Cronaca — 20 ottobre 2008

E’ stato il magnifico paesaggio delle crete senesi il protagonista della seconda edizione dell’Ecomaratona del Chianti, grazie soprattutto al tempo soleggiato che ha tenuto a ‘freno’ il terreno. Un percorso tra la natura della provincia toscana che porta a spasso per il mondo il suo famoso vino.


Una ‘eco’ di 42 km. che per questa edizione ha ‘prestato’ alla nazionale delle 24 ore a Seoul i suoi atleti di punta della passata edizione, Ivano Cudin e la vincitrice della classifica femminile, Monica Casiraghi; ma i campioni della lunghissima distanza sono stati ben rimpiazzati da coloro che sono succeduti sul podio dei più forti.


Castelnuovo Berardenga, il paesino-finestra del Chianti,  ha portato in auge due atleti che per questi percorsi, da tempo, si esprimono ai massimi livelli. In campo maschile il torinese Francesco Caroni (Atletica Cafasse), già quinto al Passatore, ha dimostrato di saperci fare per davvero lungo le salite e le discese in terra battuta di questa ecomaratona, tenendo a distanza il vincitore della scorsa edizione, il trevigiano Fabio Bernardi, che alla fine è giunto buon secondo. Altra prova di forza è venuta dal giovane americano Rickey Gates (Salomon), che ama correre in montagna spesso a torso nudo e che ha completato il podio uomini.


La bella (ma non inattesa) novità in campo femminile è venuta dalla Puglia, con il trionfo di Emma Delfine, la portacolori della Nadir On The Road, già vittoriosa nella maratona lungo l’arenile di San Benedetto del Tronto e con un’ottima performance a New York. La ragazza di Putignano e poi di Alberobello è giunta in buona forma, dimostrando di prediligere la quasi mancanza di asfalto in tutta la percorrenza. Al secondo posto l’emiliana Chiara Calciolari (Pasta Granarolo), mentre il gradino più basso del podio è stato appannaggio di Ilaria Razzolini (Pfizer Running Team).


L’organizzazione del team La Bulletta di Castelnuovo (con in testa Giovanni Burroni) è stata perfetta ed ai quasi 500 atleti non è mancato nulla, sia lungo il percorso che nel dopo gara. La festa di benvenuto ed il mega pasta-party meritano certamente larghi consensi.


Da cartolina il percorso di gara, sebbene duro, ma non impossibile; quella del Chianti è forse l’ecomaratona più ‘dolce’, rispetto all’intera rassegna e che comprende i Marsi, il Ventasso, i Cimbri, le Madonie ed il Sahara algerino. Quartier generale  con partenza ed arrivo in piazza Marconi a Castelnuovo Berardenga. Il tragitto verso Siena ed il panorama sui primi casali con la veduta delle crete hanno messo subito alla prova gli atleti; poi il passaggio verso il borgo Custrigona ed i poderi che conducono nel punto più rappresentativo e storico della  ‘eco’ toscana, il cippo di Monteaperti, con i tristi ricordi della funesta battaglia con i fiorentini. Da ricordare anche la salita verso il punto più alto del percorso (verso il 28° km) con altri panorami su vigneti e distese dei campi senesi e la scalinata verso Monte Giachi.


 

Autore: Giovanni Mauriello

Share

About Author

Peluso

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>