Cronaca — 21 aprile 2011

Un cielo incerto ricopriva Napoli quando, alle 7 del mattino, già i grandi preparativi fervevono per l’organizzazione del percorso, delle strade, della viabilità, dei ristori, degli spugnaggi, delle transenne e di tutto quello che poteva servire, di lì a 90 minuti, per l’avvio della quattordicesima edizione della Mezza Maratona di Napoli, denominata quest’anno Neapolis Half Marathon. Passavano i minuti, tra il lavoro collettivo sempre più frenetico e crescente, e pian piano arrivava l’ora di dare il via a questa gara, dalla spettacolare postazione di piazza del Plebiscito, invasa da maglie, tute, canotte e palloncini di tutti i colori, nonostante fossero solo le 8 del mattino. Il tempo di prendere una boccata d’aria, inglobare quell’emozione che tanti visi, coi loro occhi ed i loro sorrisi gioiosi e al contempo tesi per la gara, trasmettevano agli ‘esterni’, prendere quell’attimo di coraggio necessario a vincere l’adrenalina che, anche ripetendo le cose centinaia di volte, non sparisce mai ed esclamare ‘buongiorno’ sentendo la propria voce riecheggiare tra le mura, tra i monumenti e tra le anime di quella piazza ricca di storia, per emozionarsi ancor più e calarsi del tutto nel clima di festa e, al contempo, di agonismo che vigeva. Una rapida presentazione, le raccomandazioni del caso, le informazioni utili ai ‘naviganti’, mentre il fiume colorato prendeva sempre più forma prima di quell’arco di 8 metri con la scritta ‘partenza’, in un moto statico che impressionava per la propria mole il tempo di realizzare il tutto, accogliere Pino de Maio sul palco per intonare un vero inno al correre, seguito dall’Inno di Mameli, immancabile più che mai in occasione dei 150anni dell’unità d’Italia, ed esclamare ‘Via!’, scatenando con questo piccolo sforzo vocale, un moto immenso, quasi come la pietruzza che genera una valanga, con la differenza che questo movimento variopinto era fatto di sudore e passione, di emozioni e di concentrazione, che sarebbero dovute durare per tutti i 21,097 km che si paravano oltre la linea bianca di start. Un vero e proprio fiume umano scorreva sotto gli occhi di noi che restavamo lì ad attenderne il ritorno, mentre pian piano defluiva pensavo a cosa stesse accadendo verso casa mia, a 5/6 km di distanza, dove fervevano i preparativi dei volontari che, assieme all’ingente presenza delle forze dell’ordine, tentavano di assicurare il miglior svolgimento possibile della gara. Dopo solo 15 minuti gli atleti di testa, dopo aver percorso quasi interamente il lungomare partenopeo e valicato la Galleria Laziale, collegamento fondamentale con la zona occidentale di Napoli, giungevano a Fuorigrotta, percorrendo via Giulio Cesare ed accedendo all’interno del Parco della Mostra d’Oltremare dove, ad attenderli, trovavano uno spettacolare scenario fatto di fontane, giochi d’acqua ed una coinvolgente musica classica di sottofondo. Due intensissimi chilometri nel parco verde dell’Ente prima di riprendere la strada per via Caracciolo, transitanto prima del secondo passaggio nella Galleria, stavolta in senso opposto, per il decimo chilometro dove la classifica iniziava già a delinearsi, vedendo Eric Sebahire e Mattew Rugut Kiprotic fare da battistrada (30’40’ il parziale) davanti all’azzurro Danilo Goffi, staccato di un centinaio di metri, ed ai due atleti stranieri tesserati in Campania, ovvero Abdelkebir Lamachi e Abderrafii Roqti ad un minuto dal’italiano, mentre l’altra azzurra, Gloria Marconi, conduceva già in solitaria la gara femminile avendo netto vantaggio su Martina Rocco e Concetta Franzese. Così, dopo ben 15 chilometri di gara, Piazza del Plebiscito riaccoglieva, nonostante un forte vento freddo che spirava dal mare, tutti gli atleti in gara che, transitando sotto l’imponente colonnato della chiesa di San Francesco di Paola, si dirigevano verso via Toledo e successivamente via Medina, corso Umberto e piazza Garibaldi, sorretti ed incitati dalla folla stipata ai lati delle transenne delimitatrici del percorso, soprattutto in piazza Trieste e Trento, ove le posizioni di gara del decimo chilometro venivano nettamente confermate. Dopo il passaggio dei primi atleti, che risalivano dal lungomare in un immagine suggestiva, dettata dal fondo luccicante del mare che risaltava ancor più i colori delle varie divise sociali, il coinvolgimento continuava a crescere nel vedere passare innanzi ai propri occhi tanti amici, infreddoliti, sfiancati, affaticati, provati, ma determinati e concentrati, che affrontavano la loro gara, casomai proprio nella loro città, quella dove troppo spesso sembra essere un lusso o un sogno poter correre, tanto da farmi desiderare di essere lì per strada, con le scarpette, non col microfono, a correre con loro e tra loro in questo spettacolare tragitto che inorgoglisce ogni atleta napoletano. E così, tra una folata di vento e un frastuono di incitamenti ai protagonisti della gara, tutti, dal primo all’ultimo, si iniziava a sentire rimbombare tra i palazzi storici della città la sirena della moto battistrada che sanciva l’imminente arrivo della testa della gara da Piazza Municipio. Per un attimo l’esser stato in corsa mi è parso strano, ma inebraiato dal contesto, palpitante nell’attendere di vedere spuntare la figura del vincitore della gara, sono salito sul palco puntando gli occhi su piazza Trieste e Trento che, nel frattempo, si era ancor più popolata, proprio per applaudire il primo arrivato al traguardo che, in solitaria, andava a percorrere il rettilineo finale, costeggiando il Palazzo Reale e andando ad ascrivere il proprio nome, Eric Sebahire, atleta dell’Atletica Gonnesa, nell’albo d’oro della manifestazione, col tempo finale di 1h05’11’, davanti all’atleta dell’Atletica Potenza Picena, Mattew Rugut Kiprotic, secondo col tempo di 1h05’31’ ed al Carabiniere azzurro Danilo Goffi, terzo in 1h06’31’; poi, dopo aver accolto al traguardo un’altra quindicina di atleti, tutti campani, era il momento di tornare a fremere ed a stendere il nastro d’arrivo, visto che, col tempo finale di 1h16’29’ giungeva sul traguardo la vincitrice della gara femminile, lei che dopo tante vicissitudini e il ritiro obbligato in occasione della Maratona del 30 gennaio aveva voluto esserci, in quanto madrina e testimonial della gara, ovvero la toscana Gloria Marconi (Calcestruzzi Corradini Excel), nettamente prima davanti alla giovane campana, tesserata per la Running Club Futura di Roma, Martina Rocco, giunta al traguardo in 1’21’35’, ed a Concetta Franzese (Atletica ‘I pini’ Crispano) che completava il podio concludendo in 1h25’28’. Resoconto finale vede 1780 atleti iscritti alla gara, oltre i 1500 quelli giunti al traguardo, 35 atleti diabetici ed uno ipovedente in gara, oltre 350 atleti stranieri, 12 regioni italiane con almeno un atleta iscritto, centinaia di collaboratori lungo il percorso e dentro il villaggio maratona nei 4 giorni di apertura, tanta allegria e soprattutto i sorrisi compiaciuti degli arrivati che ripagavano tutti coloro che hanno creduto in questa grande gara dei sacrifici fatti. E’ stato davvero difficile scendere dal palco dopo le premiazioni, quasi a doversi rendere conto che ‘la festa’ era finita, come scendere dalla giostra quando suona la sirena, ma le emozioni ed i ricordi stampati nella mente, assieme all’euforia del villaggio, alleviavano le difficoltà facendo pensare ‘l’anno prossimo tanto sarà ancor meglio!’ Così, mentre malinconicamente iniziavano i lavori di disallestimento sotto uno splendido sole primaverile, si salutavano tutti i ‘compagni d’avventura’ e si tornava a casa dopo aver sentito ‘ci vediamo alla prossima!’, felici nonostante la prossima sarà solo il 29 gennaio 2012 Lo sport è passione, aggregazione e benessere, se poi si associa a grandi organizzazioni ed a grandi obiettivi, la soddisfazione non ha eguali e adesso, davvero, ‘sarà per la prossima!’

Autore: Carlo Cantales

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Peluso

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    Complimenti per l’articolo, è completo e passionale! Mi permetto di osservare che una città come Napoli ed il contesto dentro il quale si svolge la corsa merita certamente di più. A mio parere è necessario avere:
    1-MAGGIORI SPAZI X RITROVO DOVE POTERSI CAMBIARE PRIMA E DOPO PARTENZA.
    2-PIU’ SICUREZZA E MAGGIORE ORGANIZZAZIONE X CONSEGNA E RITIRO INDUMENTI ATLETI.
    3- SICURAMENTE PROPAGANDARE ED INCENDIVARE DI PIU’ LA MANIFESTAZIONE, NON PUO’ AVERE SOLO 1700 ISCRITTI NAPOLI. A PARIGI LA MEZZA DI QUEST’ANNO A CUI ABBIAMO PARTECIPATO A FATTO 30.000 ISCRITTI! COME SCENARIO NAPOLI E’ PIU’ BELLA. SPERIAMO IL PROSSIMO ANNO SIA DIVERSO, MIGLIORE IN TUTTO. AUGURI.

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