Atletica News slide — 10 agosto 2013

mosca038Per quasi due ore e mezzo tutta il mondo l’ha vista in tv, lì davanti, di corsa sulle strade di Mosca a prendersi una medaglia di un argento scintillante. Valeria Straneo ha già fatto mille interviste quando arriva in zona mista con un filo di voce, ma ha gli occhi che le parlano. E’ vero, Edna Kiplagat si è confermata campionessa, ma tutti vogliono conoscere la storia di questa italiana che ha con intraprendenza, dal primo metro di gara, ha voluto sfidare senza timore le big africane delle maratona e che dopo il traguardo ha fatto la ruota per festeggiare.“Vi giuro che non ho capito cosa sia successo dietro di me fino al 35° km – racconta la piemontese del Runner Team 99, ottava ai Giochi Olimpici di Londra e quest’anno oro ai Giochi del Mediterraneo in mezza maratona – poi girando mi sono resa conto che eravamo rimaste solo in due in testa. E allora lì ho iniziato a crederci per davvero in un medaglia. Come ho fatto? Ho semplicemente seguito i consigli della mia allenatrice Beatrice Brossa (che l’ha seguita in gara incitandola con un piccolo megafono, ndr) e del Direttore Tecnico Massimo Magnani: un ritmo alto e costante intorno ai 3:25. Negli ultimi 5km sentivo che le gambe si stavano inchiodando e mi aspettavo da un momento all’altro lo strattone della Kiplagat che è puntualmente arrivato. Ho provato a reagire, ma davvero non ne avevo più in corpo e non vedevo l’ora di arrivare al traguardo. Questo argento mi rende felicissima! Molte avversarie, come prevedibile, hanno sicuramente sofferto questo clima, io invece con il caldo corro bene e poi mi sono idratata per bene lungo tutto il percorso. Quella di oggi era la quinta vera maratona della mia carriera dopo Berlino, Rotterdam, Londra e Torino. Sono tanto contenta anche per Emma, le voglio un gran bene ed è stato bello “darsi il cinque” in gara. Ci siamo fatte il tifo a distanza e tutte a due avevamo al polso un braccialetto con il “nodo della fortuna”. Ha portato bene ad entrambe!”. 

Emma Quaglia, il sole in un sorriso ed un’aria felicemente incredula: “L’obiettivo di partenza era un piazamento tra le prime 30, mai pensavo di arrivare tra le prime 8. Mi sono preparata bene, condividendo diversi periodi di allenamento con Valeria.

E’ stata una gara strana nel caldo che ha fatto saltare diverse avversarie, ma io per fortuna non l’ho sofferto più di tanto! Da qualche anno, infatti, passo l’inverno in Kenya dove mi segue il mio allenatore Claudio Berardelli e, poi, oggi mi ero premunita con buon un metodo di refrigeramento prima della gara. Visto che non sono un un fenomeno – aggiunge scherzando la maratoneta del CUS Genova – anche dettagli come questi sono importanti per me!  La mia è stata una gara di rimonta, con un paio di atlete straniere che per un po’ sono state le mie compagne di viaggio”.

Tre braccialetti al polso della dottoressa (è laureata in Medicina) Emma: il primo riproduce la bandiera del Kenya, il secondo è il nodo della fortuna regalatole dalla Straneo e il terzo è un dono di suo padre Marco che per venirla a vedere a Mosca ha preso l’aereo per la prima volta nella sua vita. Nel 1980, appena nata, fu proprio suo papà a portarle Misha, l’orso-mascotte dell’Olimpiade di Mosca. Emma e Valeria, due amiche incontratesi sulla strada della maratona e che prima della grande giornata di oggi hanno attraversato esperienze simili non sempre facili. La Straneo, infatti, nel 2010 ha subito l’asportazione della milza e di parte della colicisti. Un intervento che si era reso necessario a seguito di una sferocitosi ereditaria che le aveva provocato grossi problemi di salute. “Togliermi la milza è stato come partorire un terzo figlio – spiega Valeria che è mamma di Leonardo (7 anni) e Arianna (6 anni) – era lunga 26 centimetri e pesava 1,8 kg, una cosa terrificante, ma ora per fortuna mi sento rinata” “Io – racconta la Quaglia – ho avuto un problema alla tiroide e nel 2005 mi sono dovuta operare per rimuoverla. Per fortuna sono riuscita a tornare a correre nel 2006 ed ora eccomi qui, sesta ai Mondiali alla mia quarta maratona!”.

nella foto – Valeria Straneo (foto Colombo/FIDAL)

Ufficio stampa fidal

 

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Peluso

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