HOME PAGE Medicina — 15 aprile 2012

Da alcuni mesi assistiamo ad una serie di decessi che coinvolgono atleti facenti parte di diverse discipline sportive. Eppure sono soggetti super controllati ma nonostante ciò l’evento drammatico accade. I medici, interpellati dai giornalisti, si riservano di indagare sulle cause ma poi, come sempre succede, non se ne parla più. Se le morti sono state causate dall’uso di sostanze vietate e quant’altro questo mi tranquillizza anche se resto addolorato per il decesso dell’atleta. Ma se le morti non sono state causate da ciò e il motivo non è ancora stato accertato questo mi preoccupa. Pertanto mi rivolgo agli addetti ai lavori (medici e organizzatori di eventi sportivi) che scrivono per Podistidoc e chiedo, è sufficiente fare la sola visita medica annuale? Cosa dobbiamo fare in più? Sulle gare abbiamo il personale medico attrezzato correttamente per ogni evenienza e in numero sufficiente a raggiungere (anche su una mezza maratona ad esempio) in brevissimo tempo l’atleta in difficoltà? Perchè da come si è capito la rapidità dell’intervento è fondamentale a salvare l’atleta. Grazie.

Umberto Piccirillo

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Peluso

  • Gianluca Runner Club Anagni

    Ciao Umberto, spesso me lo chiedo anch’io, credo che ci sia comunque una piccola percentuale di imponderabilità, che moltiplicata per il numero crescente di atleti (e runners) e della vasta eco destinata a questi eventi fa crescere inevitabilmente i nostri timori.Ti confesso che anch’io mi sono posto le stesse domande, in realtà dobbiamo restare calmi e analizzare freddamente la questione, credo che sarebbe statisticamente molto più pericoloso restar fermi sul divano a vedere la TV, o peggio ancora fare la “partitella primaverile a tennis o a calcetto” invece di avere una attività regolare. Questo è il mio parere in quanto non addetto ai lavori, per avere un parere esperto rimando la parola ad un medio o a un cardiologo.

  • Giorgio Torella-cardiologo- Pozzuoli Marathon

    Altre volte ho scritto (la vita è un bene prezioso…) in questa rubrica e tanti altri colleghi sulla morte improvvisa. Il discorso è lungo e molto complesso ma alcune cose vale sempre la pena ripeterle. Ricordiamo a tutti che il cuore di un atleta, anche se può sembrare paradossale, non è un cuore del tutto”sano” proprio perchè è un muscolo complesso sia nella struttura che nelle funzioni e quindi, sollecitato per anni, può essere più “vulnerabile”, per esempio dare aritmie anche drammatiche.Esistono poi molte alterazioni sia anatomiche che elettriche del cuore che vanno sempre cercate con attenzione e, soprattutto, con competenza dagli addetti ai lavori non soltanto in atleti professionisti ma anche in atleti amatoriali come noi. Qui approfitto per ricordare a tutti di affidarsi sempre e dico sempre a Centri qualificati di medicina dello sport per il rilascio dell’idoneità agonistica. Si continua a rilasciare certificati con esami superficiali o obsoleti ( test di Master ) da colleghi in malafede e si continua a affidare la propria salute e quella dei nostri figli a medici incompetenti spesso collusi con Società sportive compiacenti. E’ una storia vecchia! Mi fermo qui è un argomento tante volte discusso ma che continua a mietere….vittime.

  • silvio scotto pagliara

    Non sono stati un aneurisma o un infarto a uccidere Piermario Morosini. Dopo cinque ore di autopsia i medici hanno detto che il centrocampista del Livorno sia stato stroncato da un difetto genetico al cuore.Come dire , il livorno e i suoi medici non sono collusi .
    Come , dire Giorgio e tu me lo insegni , il cuore è come il filo di una lampadina ….dopo la visita , puoi uscire dallo studio o centro specializzato e ….zag ! si rompe .
    Invece , dimmi se sbaglio , molti dei runner , dopo pasti e tavolate , si mettono le scarpette e corrono , oppure ,s enza un minimo di preparazione …vogliono fare 21 o 42 km …….E come dici , è una vecchia storia dei certificati ecc. e anche …la cattiva prevenzione di noi …runner delle domeniche ..in corsa !!
    Ti saluto , carissimo dottore !! e buona corsa ad maiora

  • Agostino Rossi

    Quanti podisti della domenica comprano il certificato complice la società ? ? ? ?
    Io dico il 50% ! ! ! ! ! !
    Ragazzi non si scherza su questi argomenti, quando mi capita di presentare una gara, vi posso garantire che di spettacoli scabrosi all’arrivo non se ne vedono pochi, è la cultura delle persone, come esistono i pacconari della domenica, gli assalitori di stand i tagliatori e gli imbroglioni , esistono anche quelli che comperano il certificato medico sportivo.
    Buona serata a tutti

  • silvio scotto pagliara

    Le ipotesi al momento sono due: potrebbe essere stato un infarto o un aneurisma cerebrale. Sino ad allora non si potrà ipotizzare nulla di concreto sulle ragioni di questo dramma inspiegabile, che semplicemente lascia sconvolti e basiti. Ma ciò che è sotto gli occhi di tutti è quanto accaduto al Via del Mare al momento dei soccorsi.

  • Giorgio Torella Pozzuoli Marathon

    Attenzione non ho mai scritto e detto questo che la Società del Livorno e i medici sono collusi.Ho cercato in breve e con parole semplici di spiegare qualcosa sul complesso problema cuore. Mi sono riferito alle centinaia di società sportive che utilizzano medici in mala fede che distrubuiscono certificati assolutamente “superficiali” questo è il problema ed è gravissimo !!!! Mi fermo qui altrimenti le polemiche continuano all’infinito! Un ultimo appello la salute è un bene prezioso affidiamola a mani competenti soprattutto noi che facciamo sports a livello amatoriale!

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