TuttoCampania — 26 agosto 2011

Diciotto mesi dopo il suicidio di un elettricista di 56 anni di Casalnuovo, che si impiccò ad un albero nel bosco di Capodimonte, in preda ad una crisi esistenziale e a tre anni di distanza da un’altra morte che colpì all’improvviso uno dei tanti runners che corrono sulla collina boschiva, stramazzato al suolo per un infarto davanti alla scuola di ceramica, poco dopo l’ingresso di Miano, torna alla ribalta tragicamente il grande polmone verde della città, meta preferita dei podisti per gli allenamenti ed anche luogo di affermate gare.


Ha destato dolore e scalpore la fine di Antonio Barbatelli, il 20enne trovato cadavere in fondo ad uno dei numerosi dirupi che costellano i valloni del real sito borbonico. Bui e profondi, si celano appena pratichi un ‘fuori pista’, per meglio assaporare, in silenzio, il relax di quei posti. Una disgrazia per un piede in fallo o un impellente bisogno fisiologico, oppure l’imbocco di uno sterrato sconosciuto, ai margini di siepi ed alberi incolti; o ancora le prime ombre che calano sui sentieri, rendendoli incerti al calpestio o addirittura un malore. Chissà perché e come è avvenuta la tragedia. Il giorno dopo sono in tantissimi, a Capodimonte, a chiederselo. Specie chi corre per consuetudine.


Antonio, giovanissimo, appena 20 anni, era venuto sull’altura che guarda da nord-ovest la città, nel tardo pomeriggio, per un allenamento, così come solitamente faceva. Aveva lasciato il centro storico, dove abitava, avvertendo i genitori. E così come fanno centinaia di sportivi, che a tutte le ore affollano i viali del bosco, accanto al palazzo reale, alle antiche fabbriche di ceramica ed ai siti di interesse storico, poco dopo aveva imboccato uno dei tanti viali, in compagnia della sua passione preferita, la corsa.


Il ragazzo si allenava probabilmente da solo, come fanno in tanti e verosimilmente in questa fase deve aver lasciato i cosiddetti itinerari protetti, quelli che rappresentano i tragitti più affollati, i vialoni che da porta di Mezzo ‘salgono e scendono’ verso le spianate, ritornando poi verso la reggia attraverso stradine parallele. Percorsi collaudati e sicuri.


Le indagini degli inquirenti appena avviate stabiliranno, forse, perché è successa la disgrazia e che cosa ha determinato la caduta del giovane runner nel baratro erboso. Una fatalità? E la cronaca ripercorre le pagine che hanno visto giovani vite stroncate nel bosco di Napoli. Come quando più di dieci anni fa un’altra ragazza venne travolta da una frana nella grotta di Maria Cristina, mentre cercava riparo da un violento temporale che s’abbattè improvvisamente sulla città. Morì soffocata dal fango. E d’allora quella cavità è rimasta chiusa nel mistero.

Autore: Giovanni Mauriello

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Peluso

  • Aloi Vittorio Napoli Nord Marathon

    Quando si viene a conoscenza di queste disgrazie ti fa sempre sentir male a prescindere che era un amante del podismo. A vissuto soltanto 20 anni, non si puo’ morire cosi’ giovane . Condoglianze alla famiglia del giovanissimo Antonio.

  • SALVATORE ALBRIZIO NAPOLI NORD MARATHON

    condoglianze alla famiglia barbatelli.

  • alfonso nappo pozzuolimarathon

    non ho parole troppo giovane!! x morire condoglianze alla famiglia barbatelli

  • camillo cosimo idea atletica aurora battipaglia

    sentite condoglianze alla famiglia barbatelli. Che il Signore faccia godere la gloria eterna al ragazzo.

  • marco centanni

    sono vicino con commozione alla famiglia barbatelli: caro salvatore spero che tu possa correre orafelice in un posto migliore

  • E. Grieco Pod. S. Giovanni a Piro-Golfo Policastro

    Veramente non ci sono parole. Condoglianze alla famiglia Barbatelli

  • Massimo Avitabile – Irpinia Corre – Atripalda (AV)

    Ho appreso la notizia di cronaca ieri dal TG regionale e sono rimasto sconforto; tanta forza alla famiglia del povero Antonio!

  • PASQUALE VITIELLO A.P.D. ATLETICA SCAFATI

    Sentite condoglianze alla famiglia Barbatelli per la perdita del caro Antonio

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