Cronaca slide — 15 luglio 2018

Sono cambiate sia la data sia il percorso del «Vertical Vioz», terza prova di «Trentino Vertical Circuit», ma non i protagonisti, rimasti identici rispetto alla prima edizione. Causa la nebbia ai 3.535 metri del Rifugio Mantova, gli organizzatori hanno deciso di impiegare il percorso alternativo, così a trionfare sul traguardo di Pejo 3000 sono stati anche quest’anno il vermigliano Davide Magnini e la solandra d’adozione Paola Gelpi. Ed anche il copione della gara è stato identico a quello del 2017, dato che Magnini, dopo la partenza in località Tarlenta, sul primo muro ha respinto l’attacco del rivale Patrick Facchini, così come la Gelpi ha dovuto mettersi a “ruota” della grintosa ed esperta Corinna Ghirardi. Dopo il primo tratto, che si è sviluppato sulla pista Varianti Monti, nella parte meno impegnativa sui piani a fianco del Doss dei Cembri, entrambi hanno preso la testa della corsa, hanno iniziato a impostare il proprio ritmo e gli avversari si sono dovuti arrendere. Quindi nel finale lungo la pista invernale Val della Mite hanno addirittura incrementato il margine sugli inseguitori, aggiudicandosi i premi speciali in denaro “King of Vioz”.
Sul traguardo posto a quota 3000, proprio nei pressi dell’arrivo della Funivia che d’inverno porta sulle piste da sci migliaia di appassionati, Davide Magnini ha concluso i 4.300 metri di gara con un dislivello esatto di 1.000 metri, con il tempo di 38’54”. Patrick Facchini è transitato con un ritardo di 1’35”, ma nella parte centrale non ha avuto vita facile, perché gli si è fatto sotto l’altoatesino di Sarentino Thomas Holzer, che ha provato ad allungare. Poi l’alfiere del Team La Sportiva, nell’ultimo tratto lungo il ripido sentiero che portava al traguardo, ha fatto emergere le proprie doti di verticalista, aggiudicandosi la piazza d’onore. Holzner è transitato dopo 21 secondi, mentre a 3’08” dal vincitore (in quarta piazza) è giunto Luca Binelli dell’Atletica Clarina, quinto Tarcisio Linardi del Braocaffè, miglior over 50 di giornata. Scorrendo la classifica troviamo poi Omar Dell’Eva a 4’33”, Gabriele Fedrizzi a 5’10”, Guido Pinamonti a 6’09”, Daniele Andreis a 6’40”.
In campo femminile la comasca che vive a Folgaria ha concluso la prova con il ventiduesimo tempo assoluto, fermando il crono sulla prestazione di 50’13”. La bresciana dell’Us Malonno Ghirardi ha accusato un ritardo di 2’24”, perdendo nel finale, mentre in terza posizione è arrivata la vincitrice della prima edizione di Trentino Vertical Circuit Michela Cozzini, con un distacco di 3’59”. Appena fuori dal podio troviamo poi Paola Broilo a 8’02”, seguita da Cinzia Franchini, Paola Lorenzi e Marina Roat.
Per quanto riguarda le classifiche di categoria, Tarcisio Linardi ha centrato l’ennesimo successo nella over 50, mentre nella under 23 in campo maschile ha trionfato Davide Magnini e al femminile Anna Cainelli.
Gli sconfitti di giornata Facchini e Ghirardi possono comunque sorridere, visto che con il secondo posto in Val di Pejo conservano la leadership nella graduatoria generale di Trentino Vertical Circuit, quando manca solo l’ultima prova, che andrà in scena il 22 settembre a San Martino di Castrozza, ovvero la Rosetta Verticale. Il ronconese ha infatti 264 punti, contro i 208 di Tarcisio Linardi e i 200 di Davide Magnini, mentre la mallonese conduce la classifica con 260 punti, seguita da Cinzia Franchini con 192 e da Paola Gelpi con 168.

Hanno detto

Davide Magnini (primo classificato): «Questa vittoria ha un valore importante per me, perché sto tornando in forma dopo un leggero stop per una leggera infiammazione. Con Facchini siamo partiti subito forte e lui ha fatto un forcing nel tratto ripido iniziale. Sono rientrato piano piano, riuscendo ad affiancarlo e a superarlo. Poi ho trovato il mio ritmo e sono riuscito a staccarlo e nel finale anche a guadagnare secondi, vincendo in solitaria. Tutto sommato è stato piacevole anche questo percorso, tecnico e un po’ più ripido rispetto all’originale».

Patrick Facchini (secondo classificato): «Anche in questa occasione all’inizio ho battagliato con Davide, poi lui ha preso il suo ritmo. Ho cercato di stargli attaccato sui muri, ma poi mi sono dovuto arrendere. Quando stavo cercando di amministrare le energie per la parte finale mi sono ritrovato a dover duellare con Holzer che ha fatto un grande recupero e così nel sentiero finale ho dato il tutto per tutto, riuscendo ad agguantare la piazza d’onore. Il percorso? Mancava la spettacolarità del Vioz, ma si è comunque rivelato un ottimo tracciato».

Paola Gelpi (prima classificata): «Sono partita un po’ titubante, perché è una stagione iniziata a rilento la mia, a causa di una brutta tendinite al piede, e per il nuovo percorso. È stato un peccato non essere arrivati al rifugio Mantova. Si è poi rivelato un tracciati tecnico, impegnativo, con belle ascese e l’ultima anche divertente. Subito dopo il via Corinna è partita forte e pensavo di non riuscire a tenere il suo passo, poi invece ho trovato la gamba giusta e sono riuscita a superarla e a controllare la gara sino al traguardo».

Corinna Ghirardi (seconda classificata): «Parlando di forma fisica non è un anno straordinario, però l’importante è lottare sempre per le posizioni di vertice. Nella parte iniziale ho provato ad attaccare poi però Paola ne ha avuto di più. Sono comunque soddisfatta della mia prestazione e devo ammettere che anche il nuovo percorso mi è piaciuto».

Stefano Cronst (Comitato Organizzatore): «Il meteo purtroppo ci ha costretto ad utilizzare il piano B, che logisticamente è anche più comodo e gestibile, visto che in quota può arrivare anche il pubblico utilizzando la Funivia Pejo 3000. Un grazie a tutti i collaboratori, coordinati dal direttore di gara Tiziano Canella, che in un paio d’ore hanno allestito tutto al meglio. Abbiamo dimostrato che in Val di Pejo le gare si portano a termine in ogni condizione».

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Peluso

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