Curiosita slide — 24 aprile 2016

monicaMonica Casiraghi, Campionessa mondiale 100 km anno 2003 (Taiwan), Campionessa Europea 100 km anno 2003 (Mosca) record Italiano 7.28.12, Campionessa Europea 100 km anno 2005 (Passatore Firenze-Faenza), Campionessa Europea 100 km anno 2006 (Winchothen Olanda), Vice Campionessa Europea 24h anno 2007 (Madrid), Medaglia Bronzo Campionato del Mondo 24 h anno 2009 (Bergamo), Vice Campionessa Mondiale 24h anno 2010 (Brive Francia) Record Italiano 231 km,

Campionessa Italiana 100 km anno 2010 (Seregno).

Monica racconta la sua passione, le sue motivazioni, cosa significa sfidare i propri limiti. Monica ha scoperto la corsa fin da piccola a scuola partecipando ai giochi della gioventù a circa 10 anni. Ecco come si racconta.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Ho iniziato a correre da bambina, prima gare veloci poi mezze maratone e maratone cercando sempre di migliorare, poi sono passata alle ultra, perché sentivo che quella era la mia strada; alla fine di ogni maratona potevo continuare ancora per km, e perché il mondo dell’ultramaratona è affascinante! La mia prima ultra è stato un mondiale di 100km, una sfida con me stessa!!!”

Ultra per Monica è significato percorrere sempre più chilometri, cimentarsi in distanze sempre più lunghe e con condizioni sempre più estreme. Questo perché l’appetito vien mangiando, possiamo dire e quindi Monica fa questo sport perché gli piace, le fa star bene, la fatica fisica viene ripagata da un benessere mentale prima di tutto e poi la fatica fisica viene ripagata anche da una soddisfazione derivante da vittorie, non è da tutti riuscire, primeggiare in questo tipo di gare lunghe ed a condizioni considerate quasi estreme.

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “La motivazione che mi spinge ad essere un ultramaratoneta è il fatto di cercare sempre di spostare un pò più in là il mio limite.”

Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta? “Si ho pensato diverse volte di smettere per infortuni o per problemi di salute, ma non l’ho mai fatto perché sarebbe stata la strada più semplice.”

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Si sempre perché ogni gara di lunga distanza arriva sempre la crisi e sta a te saperla gestire e superare.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme? “Non penso che ci siano meccanismi psicologici, bisogna avere sempre una forte motivazione, essere resilienti e determinati.”

Oramai tutti parlano di resilienza, ultimamente sono andato a tre incontri e la parola d’ordine era resilienza, ad un incontro su “Le Best Practices per gli Interventi degli Psicologi dell’Emergenza” si è parlato dell’importanza della resilienza collettiva, altro incontro per ricordare il terremoto in Abruzzo anche si è parlato di resilienza di comunità, inoltre al convegno sulla violenza domestica il Prefetto Francesco Tagliente ha fatto presente che la donna è resiliente. Io ci ho scritto anche un libro dal titolo “Sviluppare la resilienza”.

Quale è stata la tua gara più estrema o più difficile? “Le 24h in pista una cosa per me inconcepibile, ma l’ho corsa!!!”

Monica ha deciso ancora di non fermarsi e provare a sfidare ancora i limiti, facendosi attrarre da gare più lunghe ed impegnative.

Quale è una gara estrema che ritieni non poterci mai riuscire a portarla a termine? “Non sò forse una gara al freddo, con temperature a meno 20…..non lo sopporterei.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici? “Il fatto di mettermi sempre e comunque alla prova.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme? “La mia famiglia e amici hanno sempre approvato e appoggiato questa mia scelta di vita.”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema? “Correre un ultra per me è una fantastica avventura.”

Ti va di raccontare un aneddoto? “La corsa mi ha insegnato che con impegno e sacrifici si possono realizzare i sogni; diverse volte mi è capitato di pensare che tutto era finito, con la mia forza di volonta sono riuscita a proseguire la gara e vincere; questa è la mia forza! La mia testa ha sempre fatto la differenza ho imparato a resistere a tener duro, e così ho realizzato i miei sogni.”

Se vuoi ottenere qualcosa, ci devi credere, ti devi impegnare, lavorare sodo e duro, fare sacrifici, rinunce, ma quello che ottieni ti ripaga.

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta? “Del mio carattere le ultra mi hanno insegnato a essere sicura e determinata e a superare le paure della vita.”

Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa? “La mia vita familiare non è cambiata, ho imparato a ritagliare del tempo nella giornata per allenarmi.”

Se potessi tornare indietro cosa faresti? O non faresti? “Se tornassi indietro rifarei tutto perché quello che ho vissuto mi ha fatto diventare quella che sono: penso una persona migliore!”

Usi farmaci, integratori? Per quale motivo? “Non uso ne farmaci ne integratori solo cellfood per il benessere di tutti i giorni.”

Ai fini del certificato per attività agonistica, fai indagini più accurate? Quali? “Certificato medico e esami del sangue di routine.”

E’ successo che ti abbiano consigliato di ridurre la tua attività sportiva? “Diverse volte mi hanno consigliato di ridurre la corsa per problemi fisici o infortuni, ma per la mia testa è stato difficile accettare questo!”

Hai un sogno nel cassetto? “Ho mille sogni, spero di realizzarli, però uno alla volta !!!!!!”

Gli obiettivi si raggiungono dopo averli prima sognati, se vuoi qualcosa, se ci tieni a qualcosa ti devi visualizzare avanti nel tempo e vederti raggiungere la tal cosa. Monica ha avuto il coraggio, la determinazione e ci ha creduto nelle sue possibilità, si è impegnata, ha fatto tutto quello ch poteva fare nel prepararsi al meglio in una carriera che l’ha portata a coronare il suo sogno.

Marinella Satta, anch’ella ultramaratoneta riconosce i meriti di Monica: “Monica è una grande, dopo 8-9 ore di lavoro, andare ad allenarsi per tante ore, non è da tutti, rande ammirazione.”

Ma anche Marinella è una grande porta avanti i suoi progetti ambiziosi e sfidanti, a volte è come remare contro corrente ma supera tutto, anche lo stupore della gente nel vederla fare cose incredibili da pensare, come correre palleggiando con due palloni”.

Ancora Marinella mette in risalto le doti di Monica: ”In effetti è vero, manco io pensavo di poter fare certe imprese, a prescindere di portarle a termine, però se non ci provi non puoi mai dire quali siano i tuoi limiti. Invece, di Monica ho questa grande ammirazione, avendo avuto la fortuna di condividere il campionato mondiale di Chavagne en Paileet/Francia) del 1999, dove esordiva per la prima volta, la nazionale Italiana della 100 km, lì ho potuto conoscere la sua grande grinta e determinazione in ciò che faceva, l’ho subito ammirata. Anche quando corre non ha tentennamenti, è decisa in ciò che fa. Inoltre, a differenza di molti atleti, anche a livello nazionale e in altre discipline, lei ha sempre lavorato sodo in fabbrica e, nonostante tutto, ha ottenuto grandissimi risultati.”

Che dire, è bello sentir parlare bene di altri, Marinella sembra avere grande dote e potrebbe essere elemento importante di una squadra, potrebbe far parte del direttivo della Nazionale Ultra.

 

Matteo SIMONE

380-4337230 – 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

 

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