Cronaca — 16 ottobre 2007

Ancora un bel successo per l’infaticabile Monica Carlin, giunta all’ultimo momento a Palermo per prendere parte alla Supermarathon di 50km, valida anche come finale del Trofeo IAU della distanza.
Gara di testa per la trentina, come spesso le accade: partita veloce, ha preso un bel vantaggio sul gruppetto delle altre migliori ed ha concluso in perfetta solitudine, facendo segnare il bel tempo di 3:32.17, migliore prestazione italiana dell’anno, pur sul percorso reso impegnativo dalle salite che conducono alla Favorita. Alle sue spalle l’australiana June Petrie (3:35.38), che si è aggiudicata il Trofeo, seguita dall’austriaca Sabine Hofer (3:36.07), dalla giapponese Satomi Matsuo (3:42.14) e dalle britanniche Emma Gooderham (3:45.17) ed Heidi Wilson (3:45.55).
Il belga Marc Papanikitas ha messo a segno il colpo migliore di una bella stagione andando a vincere in un discreto 3:06.36,  davanti a Bernard Santer (3:12.44), Julian Rendall (3:09.39) e Masami Soeda (3:14.41), che è venuto apposta dal Giappone.
Andando oltre l’aspetto tecnico occorre aggiungere alcune notazioni, basate sulle dirette testimonianze di alcuni partecipanti.

1- Anche quest’anno si sono avuti rilevanti problemi di traffico, specie in partenza, che hanno provocato un forte ritardo (oltre 45 minuti) ed hanno rischiato di fare il bis del brutto episodio capitato due anni orsono (la gara fu bloccata sul gruppo di testa). Abbiamo la riprova che una corsa che impegna le zone più trafficate del centro cittadino non riesce a trovare quella minima accoglienza che altre corse sono riuscite a conquistarsi. Occorrerebbe prenderne atto e studiare soluzioni alternative, tipo un circuito breve disegnato in una zona traquilla e facilmente controllabile (ad esempio il Parco della Favorita). Il rischio è di ripetere l’episodio del 2005, con definitiva perdita dell’importante assegnazione della finale del Trofeo IAU. Tra l’altro questa manifestazione si sta fortemente affermando ed è diventata mondiale con l’adesione, per ora, di Australia e Giappone.

2- Premiazioni. Alcuni partecipanti segnalano che in occasione della premiazione vi sono stati dei disguidi che lasciano stupiti vista la rilevanza dell’evento. Darsi tanto da fare, e bene, per poi farsi criticare su queste cose…!

3- Partecipazione. La partecipazione dei migliori podisti italiani è venuta del tutto a mancare. Nessuno, dicasi nessuno, dei migliori classificati nella prova italiana di qualificazione (la 50km di Romagna) era presente alla finale palermitana. La stessa Carlin infatti in Romagna non c’era per problemi di salute. Non siamo a conoscenza dei motivi reali di questo insuccesso, anche se alcuni corridori interpellati ci hanno dato la loro versione, ma sentiamo di poter dire che lavorare tanto per farsi assegnare una gara così importante e poi presentare al mondo l’assenza dei corridori di casa non è un buon biglietto da visita. Non solo gli organizzatori sono da chiamare in causa, ma anche un’Associazione che inquadra tutte le gare ultra come la Iuta ed anche gli organi d’informazione che forse non hanno valorizzato abbastanza l’evento.
Tutto ciò posto, in positivo occorre fare complimenti non formali agli organizzatori palermitani che hanno combattuto contro notevoli difficoltà in gran parte non dipendenti dalla loro volontà e sono riusciti ugualmente a portare in porto dignitosamente una competizione di alto livello come questa. 


 

Autore: Franco Anichini

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