Atletica News — 12 luglio 2009

A 24 ore dal termine dei Mondiali, il bilanncio di Rudi Rienzner, presidente del Comitato Organizzatore Locale
“Riceviamo complimenti da tutti”, racconta il Presidente del comitato organizzatore Rudi Rienzner, che pero’  tiene a sottilineare: “Dobbiamo rimanere con i piedi per terra perche’ i campionati mondiali non sono ancora arrivati al termine. Le aspettative della Federazione internazionale erano molto elevate. Noi abbiamo cercato di perseguire queste aspettative sempre, per dare il massimo. Questo e´stato possibile solo grazie al lavoro preciso e minuzioso svolto in tutte i reparti dell´organizzazione atraverso i suoi collaboratori. Fino ad ora lo svolgimento delle gare e’ filato liscio, senza problemi.Insieme
stiamo stiamo portando l’ avvenimento al una splendido successo. Sebbene siamo obbligati a seguire il protocollo dettato dalla Federazione, le gare hanno, ai miei occhi, un carattere felice, colorato, familiare, cose molto importanti per giovani di questa eta’. I riconoscimenti da ogni parte su questo punto mi fanno pensare che abbiamo lavorato bene. Con la IAAF ci siamo intesi molto bene, la cosa ci ha aiutato a superare i problemi che sono di routine in queste manifestazioni. In particolare pero’ mi ha fatto piacere che la gente locale ha capito l’importanza di questa manifestazione. L’economia locale ha risposto molto bene.

Atleti sulle orme di Papa Benedetto XVI
La scorsa estate, Papa Benedetto XVI ha trascorso le sue vacanze estive a Bressanone ed è stato ospite del Seminario Maggiore. Nello stesso complesso, in occasione dei Mondiali, sono state ospitate varie squadre nazionali e, tra queste, quelle delle Maurizius, del Ruanda, del Lesoto, della Palestina, dello Sri Lanka, di Malta, Colombia e Cile. Tutti, indistintamente, hanno cercato di farsi fotografare sulla panchina preferita dal Papa durante le sue vacanze brissinesi, tanto più che nell’Angelus, alla vigilia del Mondiale, il Santo Padre aveva inviato un caro saluti ai giovani che sarebbero arrivati a Bressanone da tutti e cinque i continenti.

Il campione italiano di giavellotto Armin Kerer é responsabile delle bandiere
Le 176 bandiere che formano lo sfondo incantevole dello stadio sono state affidate alle cure di  Armin Kerer. Il brissinese é stato campione italiano del giavellotto nel 1998 e nel 2000. Il suo primato personale di 80.25m lo ha ottenuto proprio in questo stadio di Bressanone, record che non é stato ancora superato da nessun atleta presente in questi campionati sebbene i lanci vengano effettuati con giavellotti piú leggeri (700g invece di 800g). Le bandiere vengono direttamente dalla IAAF, da Monte Carlo. Quelle di formato piú grande (120 x 180cm) fanno da cornice allo stadio mentre quelle piú piccole (80 x 120m) vengono usate per le cerimonie di premiazione. Le bandiere degli stati con maggior numero di probabili medagliati, come per esempio il Kenia, la Russia e gli Stati Uniti, sono disponibili in piú esemplari in caso di podi multipli. Mancava solo la bandiera grande dell’Italia. ‘Ho dovuto procurarne una in Comune ma é stata subito ‘presa in prestito’ da un tifoso italiano dopo l’oro di Alessia Trost nel salto in alto. Per il resto passo la giornata a rimettere a posto le bandiere e a memorizzare il lato dal quale vanno appese. Nonostante mi sia preparato a questo delicato compito studiando le posizioni su siti internet, alcune persone mi hanno fatto notare che l’una o l’altra bandiera era appesa al rovescio.’  

In Iraq non c’e’ solo la guerra
L’accompagnatore della squadra irachena ha portato a questi campionati Allievi un bel numero di fotografie che ritraggono dei bambini durante una manifestazione di atletica leggera in uno stadio completamente deserto a Bagdad. Con queste foto vuole dimostrare che nel suo paese non c’è solo guerra. A Bressanone, l’Iraq e’ rappresentato da un solo atleta. Per la cerimonia d’apertura, la squadra non aveva la divisa ufficiale perché il loro bagaglio e’ arrivato solo dopo tre giorni. La brissinese Beatrice Tedeschi, volontaria al seguito di questa squadra, con grande senso pratico, ha acquistato una tuta in un negozio cittadino e ha fatto cucire sul retro il nome del Paese.

L’allenatrice della squadra femminile Indiana P.T. Usha era stata quarta alle Olimpiadi del 1984
Il momento culminante della sua carriera e’ coinciso anche con uno dei momenti piu’ tristi di P.T. Usha.  Pilavulla Kandi Thekkey Paraiypil Usha, questo e’ il suo nome completo, ha mancato il bronzo alle Olimpiadi di Los Angeles per un pelo (1/100 secondi) nei 400m ostacoli. E’ a Bressanone quale allenatrice della squadra femminile indiana. Ogni sera il gruppo si prepara alle gare del giorno seguente. Per questo non occorre che vada allo stadio. Infatti, i volontari portano ogni sera le liste di partenza in ognuno dei 34 edifici dove le squadre sono alloggiate.

Ex campionessa algerina, ora bressanonese, dà preziosi consigli ai giovani atleti del suo paese
Leila Yaou di 55 anni e’ contentissima di poter dare il benvenuto ai giovani atleti algerini nella sua Bressanone, dove vive e lavora da tre anni. Yaou e’ stata campionessa algerina nei 1500m, dal 1969 al 1974, ed era soprannominata ‘la gazzella dello stadio’. Non ha visto nemmeno una gara, ma ha visitato la squadra algerina per poter dare dei consigli. 
 

Autore: Cs

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