Atletica News HOME PAGE — 11 marzo 2012

Nell’ultima giornata dei Mondiali Indoor di Istanbul, tutti a guardare in alto verso la raggiante zarina dell’asta Yelena Isinbayeva, tornata d’oro con 4,80 (quarto titolo iridato indoor in carriera) e tre assalti non riusciti a quel centimetro sopra il suo fresco record del mondo (5,01). Intanto sulla pedana del lungo qualcuno scalava prepotentemente le liste di sempre. La statunitense Brittney Reese stampava, infatti, nella sabbia, all’ultimo turno di salti, un 7,23 che sigillava con l’oro iridato (il quarto consecutivo tra sala e outdoor) la “promozione” a terza lunghista di tutti i tempi al coperto. Meglio di lei, nella storia dell’atletica mondiale hanno fatto solo la primatista assoluta, la tedesca Heike Drechsler (7,37 nel 1988 a Vienna) e la russa Galina Chistyakova (7,30 nel 1989 a Lipetsk). Era da ben 11 anni che al coperto un’atleta non superava la soglia dei 7 metri. L’ultima a riuscirci era stata, il 10 marzo del 2001 ai Mondiali di Lisbona, un’altra statunitense, Dawn Burrell con 7,03. Per la Reese che riscrive così il primato nazionale USA è la più lunga performance mai realizzata, meglio anche del 7,19 outdoor saltato nel 2011 ad Eugene. Bandiera a stelle e strisce pure sul secondo gradino del podio con Janay DeLoach miglioratasi fino a 6,98, mentre il bronzo con tanto di record britannico (6,89) è andato a Shara Proctor. Restando  ai salti, nell’alto, un progresso decisivo, 2,33 superato alla prima, porta il greco Dimítrios Chondrokoúkis a mettersi al collo la più preziosa delle medaglie. Battutti i due assi russi: l’olimpionico Silnov, argento a 2,33 con un errore, e l’ex iridato indoor Ivan Ukhov, bronzo a 2,31. In fondo alla classifica il talentuosissimo Mutaz Essa Barshim, ventenne da 2,37, oggi rimasto bloccato a 2,28.

Capitolo mezzofondo. Sui 3000 quando Hellen Obiri arriva per prima (8:37.16) al traguardo è stremata, quasi non ci crede. Eppure è così. E’ stata proprio lei ad interrompere il regno dell’etiope Meseret Defar, primatista mondiale e campionessa senza rivali di questa specialità da Budapest 2004 a Doha 2010. Una collezione di quattro ori mondiali alla quale ad Istanbul si è aggiunto “solo” un argento (8:38.26). Bronzo all’altra etiope Gelete Burka (8:40.18). Sui 3000 degli uomini riecco, invece, come nel 2004 e nel 2010, Bernard Lagat il keniano naturalizzato statunitense che azzecca la volata (7:41.44) e precede i due ex connazionali Augustine Choge (7:41.77) e Edwin Soi (7:41.78) con il britannico Mo Farah rimasto fuori dai giochi per un solo centesimo (7:41.79). La campionessa olimpica Pamela Jelimo non scherza sugli 800. Lascia sfogare nei primi due giri la statunitense Erica Moore (alla fine terza, 1:59.97) e poi all’ultimo la keniana sale in cattedra, vincendo in 1:58.83, il crono più veloce dell’anno, davanti all’ucraina Nataliia Lupo (1:59.67). Tra gli uomini sale sempre più alla ribalta il nome di Mohammed Aman, il giovane etiope che, nella piovosa edizione 2011 della Notturna di Milano, aveva “osato” sconfiggere l’iridato e primatista mondiale David Rudisha. Oggi Aman ha sbaragliato la concorrenza con una volata che gli ha consegnato la prima medaglia importante (1:48.63). Fuori dal podio il polacco, capolista mondiale stagionale (1:44.57), Adam Kszczot, “imbottigliato” al quarto posto (1:49.16).

Lo sprint femminile è la conferma di Veronica Campbell-Brown, vittoriosa con un 7.01 che la proietta al numero uno delle graduatorie stagionali 2012. La giamaicana, oro anche nell’edizione 2010 di Doha, all’aperto è l’iridata in carica dei 200 e l’argento dei 100. Dietro di lei sorprende Murielle Ahoure che ferma il cronometro a 7.04, record nazionale della Costa d’Avorio, mentre terza finisce la statunitense Tianna Madison (7.09). Per finire le staffette 4×400. Tra le donne l’oro va alla Gran Bretagna (3:28.76) merito anche di una tenace Perri Shakes-Drayton che, in ultima frazione, riesce a resistere fino all’ultimo centimetro alla vorace rimonta della quattrocentista Sanya Richards alla quale tre centesimi (3:28.7) negano di compiere l’impresa per il quartetto USA. Stati Uniti che, comunque, si prendono la rinvincita con gli uomini (Frankie Wright, Calvin Smith, Manteo Mitchell e Gil Roberts) che portano il testimone al traguardo in 3:03.94.

Ufficio stampa

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