Curiosita — 28 agosto 2009

In relazione a quanto dichiarato dal d.t. della nazionale italiana, Francesco Uguagliati, in merito alla mancata partecipazione di Bruna Genovese ai Mondiali di Berlino e riportato dal sito www.fidal.it in data 23 agosto 2009, si intende precisare quanto segue.     La scelta di non partecipare alla maratona dei Mondiali di Berlino è stata presa, di comune accordo con il mio allenatore Salvatore Bettiol, sulla base di considerazioni tecniche, riconducibili alla volontà di ritrovare la miglior condizione dopo il delicato infortunio subito in occasione dell’Olimpiade di Pechino. L’esito della maratona corsa in primavera a Torino ha confermato la necessità di un più lungo periodo di preparazione, finalizzato al tentativo di riacquistare il miglior stato di forma attraverso una programmazione che ben difficilmente poteva comprendere una maratona da preparare nel pieno della stagione estiva, come si sarebbe reso necessario per la prova iridata.Dal d.t. Francesco Uguagliati mi sarei attesa qualche elemento di chiarezza in più nella valutazione della scelta di alcune maratonete italiane di non correre i Mondiali. Una maggior prudenza sarebbe invece probabilmente stata utile, al d.t. Uguagliati, al momento di esprimere un giudizio sull’attuale gerarchia della maratona italiana femminile, essendo stata io la leader nella graduatorie nazionali della specialità per quattro anni consecutivi, dal 2004 al 2007, ed essendo l’unica atleta italiana in attività ad aver corso la distanza, per tre volte, in meno di 2 ore 27′. Mi sembra la conferma di una Federazione che non accetta una programmazione individuale, anche quando questa Ã¨ ampiamente ripagata dai risultati, e valuta gli atleti sulla base della loro adesione alle indicazioni del Settore Tecnico più che non sul loro effettivo valore.   

Autore: Bruna Genovese

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Peluso

  • DANTE RAGUCCI C.N. TRIATHLON POSILLIPO

    L’atletica , e lo sport in Italia -facendo salve le opportune eccezioni, come nel nuoto- è allo sfascio. E ciò evidentemente per la interpretazione individualistica ed anarchica , che ogni atleta finisce per avere , in relazione alle porprie attività ed ai propri impegni, a causa di una sostanziale carenza gestionale delle federezaioni.
    L’atleta di vertice ,è un professionista deve senz’altro sentire e gradire, l’impegno in sede di convocazione nazionale, ma la dirigenza ed i criteri di gestione dello sport professionistico devono garantire una solida contropartita e la certezza che l’impegno ed il tempo dedicato allafederazione sportiva nazionale ( sottratto alle attività individuali) sia tutelato sotto ogni aspetto ( a cominiciare dalle rinunce ad altre competizioni, per finire alle ipotesi di infortunio in corso di preparazione per quella determinata convocazione). Ciò è un aspetto particolarmente delicato in uno sport come l’atletica, dove la fatica ed i rischi fisici sono tanti, le occazioni per diversificare i propri impegni ci sono, e vanno centellinate , tenuto anche conto che di fondo le remunerazioni sono scarse , a confronto di carrozzoni sportivi grondandi danaro o garantiti da sponsor di supporto in grado di sostenere una solida e serena remunerazione. lasciandi cadere un velo pietoso poi sulle conclamate situazioni di doping nel calcio, nel ciclismo etc.
    Peccato , nulla di buono si intravede nell’atletica italiana; caos, anarchia, incompetenza, disamore (giustificato) degli atleti, strafottenza e disimpegno culturale, mediale, e grave è la lacuna causata dai vertici , anche in relazioe alle istituzione scolastiche e di formazione ed avviamento dei giovanissimi.
    Non è una notizia, nè uno slogan affermare che dopo un modiale a livello zero , l’atletica -la regina degli sport- è di fatto in Italia inferiore a quella espressa da Trinidad e Tobago, ma occorre ripeterlo fino alla nausea , perche è nauseabondo il sistema che l’ha provocato. Come nauseabondo è il sistema che ha portato milioni di italiani ad essere accaniti sportivi “sedentari” assetati di (video)calcio offerto , diretto e creato dal signore che ci governa.
    Saluti

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