Maratone e altro — 05 novembre 2010

Domenica si corre a Gibilterra il campionato del Mondo della distanza più classica dell’ultra-maratona. Diciamo subito, senza mezzi termini, che ci si aspetta un mondiale in tono minore, soprattutto a causa della location decisamente infelice, che pure aveva mostrato tutti i suoi limiti fin dalla prova dei 50km corsa l’anno passato.


I problemi più gravi riguardano il percorso, ma anche le difficoltà logistiche fanno la loro parte. Il percorso è molto breve (solo 5,7km), molto tortuoso, con curve frequenti e talvolta molto brusche. Non basta: in molti tratti il percorso corre su di una sola carreggiata della strada, mentre sull’altra scorre il normale traffico veicolare (inquinamento, confusione ecc.) Come se non bastasse si nota ancora che un bel tratto di corsa si svolge nei vecchi doks del porto militare britannico, il che significa fondo sconnesso e imbevuto di oli vari, tutti nocivi.


Ma occupiamoci ora della competizione, perchè il tracciato è quello che è, ed è uguale per tutti.


Si assegnano quattro titoli mondiali ed altrettanti europei: maschile e femminile, individuali e a squadre. I partecipanti al mondiale partecipano anche al campionato europeo.


Nella gara maschile esisteva un favorito naturale, il nostro Giorgio Calcaterra, ma come ormai sappiamo per certo il grande Giorgio non potrà essere presente per guai fisici. Dove cercare allora i favoriti? La partecipazione alla corsa è quest’anno di basso profilo (manca anche il campione uscente Miyazato) per cui le sorprese sono più che probabili. I nomi più conosciuti sono quelli del polacco Jaroslaw Janicki, di Michael Wardian e dello svedese Jonas Buud. Per i nostri qualche speranziella possiamo nutrirla anche per il nostro Marco Boffo, che meriterebbe l’opportunità di togliersi una bella soddisfazione. E’ questa l’unica gara dove uno dei nostri non è il favorito netto!


Per il titolo a squadre, invece, non c’è dubbio alcuno: anche senza Calcaterra la favorita è l’Italia, con D’Innocenti, Caroni e tanti altri ad affiancare Boffo. Avversari saranno il Giappone e gli Usa, mentre le altre nazioni europee appaiono tutte in ribasso, chi più chi meno, e molte si presentano con soli tre atleti.


Fra le donne la partecipazione è invece un poco più qualificata, dal momento che è presente la campionessa uscente Kami Semick, statunitense. Ma l’americana quest’anno si è dedicata quasi esclusivamente alle corse trail per cui non sappiamo quamto sia pronta. Con lei si segnalano la russa Vishnevskaya e l’australiana Fairweather. Le nostre Monica Casiraghi e Monica Carlin appartengono di diritto allo stretto novero delle favorite anche per la gara individuale, mentre formano la squadra più forte del mondo, completata da Sonia Ceretto ed altre. Solo gli Usa potrebbero toglierci un titolo mondiale più che atteso.


Concludendo questa breve introduzione al Campionato del Mondo, dunque, registriamo che le formazioni azzurre hanno carte eccellenti da giocare in tutte le quattro competizioni, ed a maggior ragione in quelle valide per il Campionato d’Europa. Naturalmente, però, non bisognerà allarmarsi se non arriva un successo pieno, ma intanto ci siamo e bene!


 


 

Autore: Franco Anichini

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Peluso

  • Andrea Gatti – Club Atletico Centrale

    Purtroppo pare che sia andata molto male con cinque ritiri, il primo italiano 17°. Ma cosa è successo? perchè nessun responsabile interviene a dirci qualcosa? Non si può essere presenti solo quando si vince.

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