Maratone e altro — 21 giugno 2009


Solo sette mesi sono passati dalla straordinaria notte etrusca di Tarquinia ed è di nuovo mondiale sulla classica distanza dei 100km.


Questa volta la sede è quella di Torhout, in Belgio, dove da una trentina d’anni si corre la “Nacht van Vlaanderen”, cioè la Notte delle Fiandre. Infatti la caratteristica principale di questa corsa è che si corre in notturna, con partenza alle ore 20. Cinque giri, su due percorsi diversi, uno dei quali prevede anche l’attraversamento di un tratto boscoso. Complessivamente si tratta di un percorso veloce ed infatti qui sono stati ottenuti alcuni dei migliori tempi nella storia della specialità.


A parte la notturna, però, questo campionato si segnala per la data particolarmente infelice, coincidente con molte corse di grande rilevanza, fra le quali citiamo le Comrades, il Passatore, Lake Saroma e Biel, ed anche il Balaton ed importanti ultra-trails. Ed infatti l’elenco degli assenti di valore è addirittura più nutrito di quelli presenti. Nella corsa maschile mancano i russi Shevtsov, Kruglikov e Kharitonov, il polacco Janicki secondo lo scorso anno, il finlandese Anssi Raittila, quarto a Tarquinia, l’ungherese Vozar vincitore in Brianza, l’intero squadrone giapponese, dominatore nel 2007, e l’intera squadra inglese. Fra le donne va ancora peggio, in quanto sono assenti tutte le campionesse del mondo ancora in attività: Zhirkova, Sakurai, Hawker, Sho e la nostra Casiraghi con l’aggiunta delle gemelle Nurgaljeva e la Myshlyanova, dominatrici delle Comrades.
Ma gli assenti hanno sempre torto, anche quando sono le Federazioni a complicare le cose, ed allora occupiamoci di quelli che in Belgio c’erano, perchè se lo meritano.
Per i nostri colori le speranze, con qualche timore, erano riposte in Giorgio Calcaterra, il magnifico vincitore di Tarquinia. Il timore era dato dalla sua ostinata volontà di tentare di doppiare il mondiale dopo aver corso il Passatore, vinto sia pure senza dannarsi l’anima, in ciò incoraggiato dalla stessa Iuta.
In apertura di corsa va in testa l’esordiente Armuzzi, che mai ha affrontato questa distanza (e si vede). Insieme a lui si portano in testa anche il brasiliano De Oliveira ed il czeko Oralek. Segue la squadra giapponese (che non è quella del 2007), ed i nostri Giorgio con Marco Boffo. Verso metà gara gli avventurosi della prima ora scompaiono e si portano avanti i giapponesi, assieme al sorprendente svedese Jonas Buud, un altro esponente della scuola di Skovde. I nostri controllano a breve distanza. Nel finale Giorgio ha una piccola crisi, poi si riprende e si mette in caccia dei primi. Non riesce a recuperare e deve accontentarsi del terzo posto, dietro Miyazato e Buud. Subito dietro arriva uno straordinario Marco Boffo, che per un poco ha pensato anche di poter vincere. Record personale e quarto posto per lui, che conferma una preparazione eccellente ed una condotta di gara molto razionale ed intelligente. Il vincitore è un buon corridore di seconda fascia, giovane, che in Giappone non ha mai vinto niente.
Anche nella classifica a squadre perdiamo il titolo, ma difendiamo un buon secondo posto (primo in Europa). Certo però che fa male dover constatare che sarebbe bastato convocare Marco d’Innocenti (l’eroe di Tarquinia) per competere per la vittoria anche in questa classifica. Oltretutto al Passatore ha dimostrato di essere in piena efficienza. Arretriamo quindi da due primi posti di Traquinia al terzo e secondo di Torhout, un bilancio comunque positivo.
Fra gli altri è da segnalare la bella prova di Andrea Bernabei e Mario Fattore, che hanno garantito il piazzamento di squadra, ed il progresso di Silvio Bertone.
Nella corsa femminile le speranze di vittoria erano riposte naturalmente in Monica Carlin, viste anche le moltissime assenze importanti. Forse la trentina è stata caricata addirittura di troppe aspettative in una stagione che non aveva dato fin qui segnali così positivi come nel 2008. Monica si porta subito in testa, tentando di ammazzare subito la corsa, ma è un errore. Le altre se ne accorgono e la lasciano fare, tenendola a portata di mano, in testa a correre da sola. All’incirca a metà gara la favorita americana Kami Semick (seconda lo scorso anno) raggiunge la trentina e la stacca, andandosene a vincere senza patemi. Nel finale scompare anche la norvegese Longavlen, mentre dalle retrovie emerge la russa Irina Vishnevskaya , anche lei reduce dal Passatore, che supera facilmente Monica ma deve accontentarsi del secondo posto. Monica chiude al terzo posto con un tempo alto, migliore di quello della Casiraghi in Brianza: un piccolo passo indietro anche per lei. La squadra femminile aveva poco da dire e poco ha detto, viste anche le note rinunce importanti. Brave perchè sono riuscite comunque a classificarsi, quinte su cinque squadre.
Gli insegnamenti da trarre a conclusione di questo mondiale a mio parere sono due: il primo è la conferma che due corse in venti giorni sono impossibili da condurre entrambe al massimo livello. Per chiunque. Probabilmente Giorgio ed Irina hanno lasciato il titolo mondiale sulle strade del Passatore.
Il secondo insegnamento riguarda l’importanza del calendario. Quasi tutte le gare più importanti sono collocate nella prima metà di stagione ed il mondiale andrebbe costatemente piazzato nella seconda parte, come è stato lo scorso anno a Tarquinia, dove infatti si è avuta una grande partecipazione ed una grande gara. Tra l’altro questo apre una straordinaria opportunità proprio per gli organizzatori di Tarquinia che hanno la possibilità di allestire la corsa più bella dell’anno, se lo vorranno. Basterebbe riuscire a portare in terra etrusca qualcuno di quelli che in Belgio non c’erano, a cominciare dai russi/e. Potrebbe essere una rivincita per i nostri? 


 


classifiche


1- Yasukazu Miyazato – Jpn                      6:40.43


2- Jonas Buud – Swe                        6:41.49


3- Giorgio Calcaterra – Ita              6:42.04


4- Marco Boffo – Ita                         6:45.38


5- Masakazu Takahashi – Jpn        6:51.17


6- Michael Wardian – Usa              6:53.16


7- Christophe Buquet – Fra             6:55.45


8- M.Angel Jimenez – Esp              6:55.58


9- Eric Legat – Fra                           6:57.06


10- Aleksey Izmailov – Rus             6:58.45


femminile


1- Kami Semick – Usa                     7:37.23


2- Irina Vishnevskaya – Rus                        7:46.25


3- Monica Carlin – Ita                     7:53.57


4- Devon Crosby-Helms – Usa        7:59.17


5- Meghan Arbogast – Usa              8:04.28


6- Helena Crossan – Irl                    8:04.39


7- Carolyn Smith – Usa                   8:07.02


8- Branka Hajek – Ger                      8:07.48


9- Mai Fujisawa – Jpn                     8:08.47


10- Yoko Yamazawa – Jpn             8:10.04


squadre (ufficiosa)


1- Giappone                                     20:31.01


2- Italia                                              20:43.12


3- Francia                                         21:00.46


4- Spagna                                          21:14.59


5- Usa                                                21:48.33


6- Russia                                           21:49.19


7- Germania                                     22:00.27


8- Ungheria                                      23:06.22


femminile


1- Usa                                                23:41.09


2- Russia                                           23:32.06


3- Giappone                                     24:41.21


4- Germania                                     25:00.39


5- Italia                                              25:43.11


 


 

Autore: Franco Anichini

Share

About Author

Peluso

  • pino sestito violetta club

    Complimenti a Giorgio e Monica. Sono stati Grandi.

  • marco favorito,terni

    sono d’accordo,che un mondiale va pianificato senza dispersioni,con altre gare,comunque Giorgio sicuramente attualmente è superiore a tuttia livello mondiale tolti forse un paio di atleti che comunque corrono poco,tant’è vero che senza crisi di ”stomaco” e lo sottolineo non di tenuta lui avrebbe vinto a mani basse anche quest’anno. per quel che riguarda Monica lei è un’ottima atleta,ma a livello mondiale ha 4-5 atlete con personali di oltre 15′ meglio del suo quindi pur avendo preparato bene senza dispersioni l’evento ha fatto il massimo che poteva fare, comunque complimenti a tutti i ragazzi/e presenti in belgio GRANDI.

  • franco anichini

    per la verità i personali delle migliori donne sono: Semick (7:33.54), Vishnevskaya (7:33.06), Carlin (7:29.01)

  • marco favorito,terni

    si, sig. Franco io intendevo in generale vedi la Sakurai e non solo che non era presente,senza dubbio delle presenti la Monica sulla carta poteva essere la favorita però secondo me nel 2008 era molto più forte,non perchè ora sia scarsa per carità è sempre la più forte in italia e tra le 3-5 al mondo. mentre Giorgio è indubbiamente quello con maggior esperienza e sa leggere la corsa come pochi e al mondo solo un paio tre atleti hanno personali migliori sulle 2h10′ però non gareggiano molto specie a livello istituzionale.un saluto.

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>