Cronaca — 12 settembre 2007

Winschoten (Olanda). Ci contava molto Monica Carlin, quinta in 7h40:36, e ha dato il meglio, ha fatto tutto il possibile, come sempre. Proprio nella giornata in cui la giapponese Norimi Sakurai, primatista mondiale in pista (primato stabilito nella veronese San Giovanni Lupatoto) ha frantumato ogni velleità delle avversarie in una competizione marziana conquistando la seconda prestazione mondiale della storia chiudendo nel fantastico tempo di 7h00:27. Ventotto piccoli secondi e scendere sotto il muro delle sette ore era ormai l’obiettivo della nipponica. I parziali ogni 10 km della Carlin: 41:27, 42:43, 43:05, 44:27, 46:46 (50 km in 3h38:28), 48:06, 48:58, 50:54, 48:13 con l’ultimo diecimila in 45:57.


Le altre azzurre. Tutte sono state bravissime. La non più giovanissima ma sempreverde Giovanna Cavalli con il suo 20° posto in 8h16:21 ha confermato di meritare una posizione di prestigio nel contesto internazionale. Anche le altre azzurre hanno guadagnato grande considerazione: Daniela Da Forno (21ª, anche lei un risultato di prestigio con 8h18:33), Lorena Di Vito (8h26:27, 25ª), Monica Barchetti (8h43:24, 29ª), Roberta Monari (8h43:38, 30ª) e Sonia Ceretto (9h19:44, 39ª) sono state tutte capaci di migliore il proprio primato personale. L’Italia femminile è così salita sul podio ad accollarsi la medaglia di bronzo europea. Mentre nella classifica Mondiale è quinta.


Tra gli uomini, da tempo Marco Boffo aveva mostrato tutte le caratteristiche per scendere sotto il fatidico muro delle sette ore, limite per entrare nell’élite internazionale. E dopo due tentativi azzurri il prof veneto è riuscito nell’impresa ultra meritata. La condotta di gara regolare ha premiato Boffo, un nono posto al Mondiale con un crono di 6h51:36 vale moltissimo e perché non sognare un futuro ancora più ambizioso visto che l’ex campione di tennis, e oggi anche affermato tecnico di atletica, ha trovato la strada giusta nel programmare la propria preparazione.


L’ex iridato il brianzolo Mario Ardemagni aveva promesso di voler tornare a correre sotto le sette ore e questa volta c’è mancato poco, comunque il suo impegno è stato lodevole come dimostra il tempo di 7h13:46 (25°) onorando benissimo la maglia azzurra.


Una bella sorpresa l’ha riservata il trentino Pio Malfatti, 33° in 7h35:36, che invecchiando si migliora. Designato n. 8 della squadra azzurra, Malfatti al traguardo è risultato il numero tre della spedizione. E quello conta soprattutto è quello che si raccoglie al traguardo.


L’altro trentino Stefano Sartori, 38° in 7h35:36, firmando la terza prestazione dell’Italia valida per la classifica per nazioni, e con la sua notevole esperienza, ancora una volta ha dimostrato di essere una garanzia per tutti.


La matricola ligure Diego Di Toma, 40° in 7h38:07, tenacissimo, correndo sui valori del recente primato personale ha confermato i notevoli progressi nella specialità.


L’imolese Andrea Bernabei, 43° in 7h45:46, ha corso sui suoi livelli recenti, ma la sua combattività, come del resto da parte di quasi tutti i componenti della squadra azzurra, è risultata irriducibile.


Il più sfortunato è stato Marco D’Innocenti che ha dovuto arrendersi poco dopo l’80° chilometro (5h11:50) quando si trovava al terzo posto dietro due super giapponesi, e primo europeo, e con una proiezione a chiudere la gara sotto le 6h30:00 gli è piombato l’imprevedibile: una forte contrattura al quadricipite femorale sinistro. L’ingegnere di Subiaco merita notevole considerazione e una sicura conferma in maglia azzurra.


Dal tassista romano Giorgio Calcaterra, ultimo riscontro al km 60 (in 4h00:46) inserito nel gruppo di testa dei formidabili giapponesi, ci si attendeva almeno di firmare il registro degli arrivati, anche per sostenere il lavoro di squadra.


L’Italia maschile si è classificata sesta nel Mondiale e quarta nell’Europeo.


Nella speciale classifica del Mondiale master, medaglia d’argento a Pio Malfatti (M45) e Giovanna Cavalli (F45) e quella di bronzo a Monica Carlin (F35).


La squadra nazionale era completata dai tecnici Giorgio Marchesi e Maurizio Riccitelli, dall’insuperabile massaggiatore Roberto Ciurleo, dall’helper Marianna Vicari e dal capo delegazione Franco Ranciaffi.


 


 


nella foto Roberta Monari

Autore: Franco Ranciaffi Presidente IUTA

Share

About Author

Peluso

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>