Maratone e altro — 11 febbraio 2011

Molti ricorderanno che nel commentare i risultati del mondiale dei 100km disputato a Gibilterra, sottolineammo che si trattava di classifiche NON ufficiali in quanto si sospettavano irregolarità nella misurazione del percorso.
Cosciente di questo, la IAU, con grande correttezza, disponeva una ri-misurazione del percorso e dava incarico di farlo al suo misuratore ufficiale, Mike Sandford, il quale ha svolto diligentemente il suo compito domenica scorsa.
Ora arriva il responso, stavolta ufficiale, ed è negativo: il percorso di Gibilterra risulta più breve del dovuto di 97 metri. Questa discrepanza, sia pure di ridotta entità, non consente di omologare il risultato tecnico e di conseguenza neanche i record nazionali e le altre prestazioni cronometriche ottenute.
Sul piano della valutazione tecnica soggettiva dei risultati ottenuti, tuttavia, questo responso poco cambia. Il vantaggio cronometrico che gli atleti migliori hanno ricevuto è valutabile infatti attorno ai 30 secondi al massimo, ma purtroppo le loro performances non potranno essere validate.
Naturalmente rimangono validi i titoli assegnati, sia individuali che a squadre, in quanto il percorso risulta uguale per tutti e quindi nessun concorrente è stato avvantaggiato rispetto agli altri.
I maggiori danneggiati da questo episodio sono proprio gli atleti, che hanno svolto la propria competizione con grande impegno e fatica, sicuri di gareggiare su di un percorso regolare. Per noi italiani il danno maggiore riguarda in particolare le eccellenti prestazioni di Monica Carlin e Sonia Ceretto,
E’ da sottolineare il comportamento molto serio e responsabile della IAU, che dovrà essere d’esempio per molti organizzatori di gare, anche nostrani.


Alleghiamo (in inglese) la comunicazione del misuratore ufficiale Mike Sandford ed un commento del prof. Andy Milroy, massimo esperto mondiale del settore.


 


 


>From Mike Sandford


 


“The result of my verification measurement (with no inclusion of a
short course prevention factor) was that with the use of the West lane
of Queensway the course length was 99.966km, and that changes 2-4,
introduced during the race, shortened the course by a further 63m, so
the distance as run was 99.903km, a shortfall of 97m.
To allow for measurement error during the verification, a course
should be considered to be proved short if the verification
measurement shows the shortfall to be more than 0.05%, or 50m for a
100km course. Therefore course as run was definitely less than 100km.
It was most unfortunate that the two sets of changes occured since
both reduced the course length.
Had the West of Queensway  been used but no extra start lap run the
course would not have been proved short during my verification since
my result for this case came out greater than 90.950 km.
Had the correct part of Queensway been used but  the extra start  lap
added with subsequent corrections been made, again the course would
have passed verification
The combination of the two sets of errors was the killer. I have no
doubt another verifier measuring in good conditions would get a result
less than 99.950 km.”


> from Andy Milroy


“Although the Gibraltar course is proved short  is unfortunate, to
look on the positive side, the IAU as a responsible international organisation, recognised there was a problem and
went through the correct procedures to clarify the situation.
The important thing with any championships is the head to head
competition, everyone running the same distance. The fact that the distance was short is very unfortunate, Ellie Greenwood loses a Scottish record, but the shortened distance made no difference to the final result.
The fact that the IAU recognised there was a problem and dealt with it
correctly is an excellent example to other ultra races. and indeed other road races.”


  


 

Autore: Franco Anichini

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