Atletica News — 20 luglio 2010

Una cerimonia d’apertura inusuale, quella dei XIII Campionati Mondiali juniores: nell’impianto dell’Università di Moncton non sarà protagonista solo lo spettacolo e il protocollo, ma si entrerà subito nel vivo delle competizioni, sia pure per una sola finale diretta, quella dei 3000 metri femminili. Non ci saranno italiane al via: ma, a testimonianza della ritrovata vitalità del settore mezzofondo, ben due ragazze avevano ottenuto il minimo sulla distanza, Giulia Viola e Federica Bevilacqua. Ed invece la veneta seguita dall’ex campione marocchino Faouzi Lahbi, ora tecnico di riferimento nel moglianese, punterà ai 1500 metri: “Una distanza che sento più mia, anche dal punto di vista dell’interpretazione tattica: i 3000 li ho corsi poco e anche l’anno scorso agli Europei di Novi Sad si trattò più che altro di una scelta di convenienza”. Tra l’altro nella rassegna continentale in Serbia, Giulia era una debuttante: una rivelazione stagionale che si è confermata quest’anno e affronta quindi con maggior consapevolezza l’avventura mondiale in Canada. Esordio in pista che stavolta tocca a Federica Bevilacqua: anche la triestina scoperta da Roberto Furlanich avrebbe avuto in tasca il minimo per i 3000 metri, ma ha preferito giocare le sue carte sui 5000, la distanza più lunga delle juniores. Federica è stata una gradita sorpresa della stagione invernale, nel cross, partecipando agli Europei di Dublino e poi anche ai Mondiali di Bydgoszcz: “Le campestri le preferisco – rivela lei – anche perchè lì non ho l’assillo del cronometro e posso gareggiare direttamente su me stessa e le avversarie”. Sicuramente è riuscita ad interpretare nel migliore dei modi le competizioni su questo terreno: 5^ in Europa alla prima uscita internazionale della carriera, lottando a lungo per il podio, e poi medaglia “virtuale” ai Mondiali, visto che è stata la 3^ del Vecchio Continente, finendo 21^ in classifica: “In Italia ho gareggiato spesso da sola, quasi senza avversarie: qui sarà diverso e sto già pensando a come affrontare una prova così differente dal solito. Magari come succede nel cross, guardando in faccia le avversarie per capire chi sia in crisi e come si possa guadagnare una posizione”. Ma la portacolori del Cus Trieste vuole approfittare dell’occasione anche per migliorare il suo personale, fissato a 16’22″9 in una gara casalinga. In ogni caso c’è ancora qualche giorno per metabolizzare l’attesa, per entrambe: Giulia Viola avrà le batterie dei 1500 la mattina canadese di venerdì 23, mentre Federica Bevilacqua scenderà in pista per una finale diretta mercoledì 21, nella notte italiana.
Chi invece entrerà immediatamente nel clima agonistico è Francesca Stevanato: per il peso i due turni, qualificazioni e finali, sono in programma martedì 20. Francesca, che è cresciuta a Noale sotto gli occhi di Claudio Solone, già mezzofondista azzurro, ha avuto la soddisfazione di essere festeggiata per i suoi 18 anni sabato scorso: il 17 luglio era già in Canada da tre giorni: “Devo ringraziare le mie compagne di squadra che mi hanno regalato uno splendido paio di orecchini e un monile portafortuna: ma anche i dirigenti mi hanno fatto un omaggio, fantastico essere diventata maggiorenne proprio qui”. Non sarà facile per la giovane lanciatrice veneta raggiungere una prestazione da finale: “Per entrare nelle 12, probabilmente, sarà necessaria una prestazione superiore al mio personale di 14.79: però qui ho già lanciato in allenamento a 15 metri e quindi spero di giocarmi le mie chance”. Ambizioni giustificate, perchè Francesca ha già maturato una certa esperienza nella sua ultima stagione da allieva: finalista ai Mondiali di Bressanone e poi piazzata sia all’Eyof di Tampere, sia alle Gymnasiadi di Doha. “A Bressanone avevo solo la 19^ misura di partenza ed invece ho raggiunto l’obiettivo: ci proverò anche qui”. Per ora lancia con la classica traslocazione, anche perchè la sua militanza atletica è relativamente fresca e non era il caso di modificare i parametri tecnici nella stagione dei Mondiali: “Ma provando la rotazione mi sono trovata bene e credo che sia giusto mettere in preventivo un cambiamento a breve scadenza”. Come successe alla sua grande corregionale Chiara Rosa, che proprio nel passaggio di categoria da allieva e juniores mise a punto quelle modifiche tecniche che le hanno poi permesso di inserirsi ai vertici internazionali della specialità


Raul Leoni


Martedì 20 luglio – AZZURRI IN GARA


Ore 9.00: batt. 3000st F (Giulia Martinelli e Celestina Malugani)
Ore 9.10: qual. Peso F (Francesca Stevanato)
Ore 11.00: qual. Asta M (Marcello Palazzo e Claudio Stecchi)
Ore 11.35: batt. 400m F (Marta Maffioletti)
Ore 12.25: batt. 100m M (Delmas Obou)
Ore 18.40 e 20.10: qual. Disco F (Ilaria Marchetti)
Ore 19.45: qual. Lungo M (Camillo Kaborè)
Ore 20.25: batt. 100m F (Martina Amidei)
Ore 21.15: finale Peso F (ev. Francesca Stevanato)


AGGIORNAMENTO PRIMA GIORNATA


Va come previsto a Mercy Cherono il primo titolo dei Mondiali di Moncton: la kenyana, campionessa in carica sulla distanza, era la chiara favorita dei 3000 metri, dopo aver vinto anche l’oro iridato allieve a Ostrava 2007 e quello di cross juniores in marzo a Bydgoszcz. Ma l’impresa si è dimostrata più difficile del previsto: alla campana sono ancora in sei a giocarsi le medaglie, due kenyane e … quattro etiopi. Sì, perchè oltre alle due portacolori ufficiali, Anteneh e Yalew, altre due ragazze degli altopiani vestivano le maglie di due paesi d’adozione: per il Bahrein ha corso Tejitu Daba e per l’Azerbaijan Layes Abdullayeva. Ed è stata proprio l’azera naturalizzata, al secolo Abelav Layes Tsige, a rischiare di essere già in prima istanza una delle più grandi sorprese di questa edizione: infatti, dopo aver insidiato per tutto il rettilineo la Cherono, solo ad un metro dal traguardo è stata infilata anche per l’argento dall’etiope d’ordinanza Emebet Anteneh. Alle spalle del sestetto africano, ma a debita distanza, la prima europea “autentica”: l’austriaca Jennifer Wenth, con il nuovo record nazionale a 9’09″20.


RISULTATI


3000 metri donne: 1.Cherono KEN 8’55″07, 2.Anteneh ETH 8’55″24, 3.Abdullayeva AZE 8’55″33

Autore: Ufficio Stampa Fidal

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