Medicina — 11 marzo 2011

Migliorare la prestazione con l’EMDR Dott. Matteo SIMONE L’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR ) è un approccio psicoterapeutico integrato e trasversale che si focalizza sulla risoluzione delle problematiche, conflitti, disagi attuali considerando che ciò che accade ora deriva dalle informazioni, ricordi del passato, antichi che sono stati congelati nella memoria. La focalizzazione dell’EMDR è sul ricordo dell’esperienza traumatica per elaborarla a livello emotivo, cognitivo e a livello delle sensazioni corporee. L’obiettivo dell’EMDR è di riprendere l’informazione, l’immagine, il ricordo originale e permettere al paziente di rielaborarlo in modo che l’informazione congelata diventi adattiva nel presente. L’EMDR agisce sulle difficoltà del presente andando all’origine, nel passato ed operando nel futuro. Dal lavoro con l’EMDR, i ricordi, le informazioni, vengono rielaborate dal paziente con l’aiuto di appropriate stimolazioni bilaterali e si passa ad un lavoro sul futuro, su come il paziente vorrebbe affrontare le prossime situazioni dove in genere si trova in difficoltà e, quindi, si invita il paziente ad immaginare come potrebbe sperimentarsi nel futuro prossimo adesso che le sue convinzioni, le sue credenze, i suoi blocchi sono cambiati, che cosa potrebbe cambiare, cosa si immagina in quelle situazioni. Può essere usato anche con professionisti che non hanno tempo per un’ampia preparazione. Innanzitutto aiutare la persona a sviluppare una fiducia in se stesso per un impegno imminente. Il terapeuta aiuta il paziente a valutare quello che già sa fare ai fini di una Prestazione Ottimale e rimane focalizzato sulla prestazione imminente del paziente. Qualsiasi cosa che vada al di fuori del presente compito è considerata una distrazione. Le distrazioni interne, quali dubbi su se stessi o preoccupazioni è meglio metterle da parte. In questi ultimi casi si spiega che si lavorerà sui temi del passato quando si avrà più tempo, ora è opportuno focalizzarsi sull’evento imminente, quindi cincentrarsi sulla prestazione imminente e rinforzare quello che sa già fare. Sarà opportuno aiutare la persona ad identificare le sue distrazioni interne ed esterne e fare in modo che stabilisca una priorità e decida di poter eliminare le meno importanti e decida di occuparsene di nuovo dopo l’avvenuta prestazione. Aiutare la persona a occuparsi della preparazione all’evento imminente stabilendo quali sono i tempi da dedicare e quale tipo di preparazione gli occorre e decidere di focalizzarsi qui ed ora su quell’evento e quindi sulla preparazione necessaria. Fare in modo che la persona immagini l’intera prestazione dall’inizio alla fine facendo attenzione a sentire l’intero corpo, le sensazioni muscolari mentre fa questo, muovendosi all’interno dell’esperienza il più vividamente possibile e se c’è qualche distrazione suggerirgli che la può mettere in un contenitore e riprenderla in un secondo momento. L’auspicabile intervento può essere utilizzato per aiutare l’atleta a:

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