Maratone e altro slide — 03 luglio 2016

meucci (2)Per Daniele Meucci non c’è un minuto da perdere. “Oggi sveglia alle 6 – racconta dalla sua casa di Pisa, il campione europeo di maratona – per guadagnare tempo sul caldo e perché mi aspettava una ventina di 400 in pista sotto l’occhio del mio coach Massimo Magnani. Un bell’allenamento, ma rispetto ai keniani sono ancora indietro. Quelli forti ne fanno almeno venticinque!”

L’ultima uscita agonistica del trentenne toscano dell’Esercito è stata il 5 giugno, vittoria (28:24.71) alla Coppa Europa dei 10.000 metri a Mersin. Un’affermazione che, a livello individuale, non ha precedenti azzurri nelle venti edizioni del Trofeo continentale. “Tornare in pista è sempre un’emozione e in Turchia è andata molto meglio di quanto pensassi. I 10.000 sono stati il punto di partenza della mia carriera a livello internazionale (agli Europei bronzo nel 2010 e argento nel 2012, ndr), ma ora la mia strada si chiama maratona e dopo Mersin sono al lavoro solo per quella”.

Ad Amsterdam i chilometri di gara che lo attendono saranno “soltanto” la metà: 21,097 per la precisione. In mezza maratona l’azzurro ha al suo attivo un personale di 1h01:06 corso nel 2013 a New York. In questa stagione si è cimentato sulla distanza già in due occasioni con un miglior tempo di 1h02:55 il 14 febbraio a Barcellona. “Le mezze che ho fatto quest’anno sono ormai alle spalle da un pezzo. Voglio pensare ad Amsterdam principalmente come una tappa di passaggio. La data, purtroppo, non è il massimo nel mio percorso verso il grande obiettivo di questo 2016: i Giochi Olimpici di Rio. Luglio per me sarà un mese di lavoro fondamentale in cui mi attendono anche alcune settimane in altura. Per il resto, non chiedetemi dei miei avversari perchè, come faccio sempre, non ho nemmeno guardato l’elenco degli iscritti. Li vedrò il 10 luglio (start ore 9:50, ndr) sulla linea di partenza”.

Il 21 agosto a Rio sarà la settima esperienza in maratona nella carriera di Meucci, la terza in una rassegna titolata dopo gli Europei di Zurigo 2014 e i Mondiali di Pechino 2015: “I Mondiali dell’anno scorso sono la prova del fatto che con la maratona non si scherza. Sono troppe e imprevedibili le variabili che possono intervenire lungo i 42,195 chilometri del percorso. L’ho già imparato a mie spese perché se a Pechino non fossi incappato in quell’incalcolabile “stop ai box” magari quell’ottavo posto sarebbe stato ben altro”.

Intanto l’azzurro, oltre all’atletica, è impegnato in tante altre attività a partire da quella di papà: “I miei due figli (5 e 2 anni, ndr) crescono e bisogna avere sempre mille occhi con loro. Per fortuna che c’è la mia compagna Giada! In particolare Dario (la secondogenita si chiama Noemi, ndr) mi assomiglia nella sua capacità di smontare le cose e nella sua curiosità che si traduce in un’infinità di domande”. E il Meucci ingegnere che progetta robot sottomarini? “Con un’Olimpiade da preparare al momento è in stand-by. Se ne riparla a settembre, ho una mezza idea di riscrivermi all’Università, forse a Scienze Agrarie. Intanto con il mio timbro da ingegnere mi sono divertito a fare un paio di lavoretti in casa dai pannelli fotovoltaici a un impianto di irrigazione automatico per il mio giardino che ho progettato e costruito tutto da solo”.

Alessio Giovannini
per Ufficio Stampa FIDAL.
Federazione Italiana di Atletica Leggera

Roma, RM, Italia

 

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