Cronaca — 31 agosto 2009

Cambia giocoforza il percorso, cambiano le condizioni meteo, ma il re, sulle montagne di Susa e Mompantero, è sempre lui. Undicesima perla per Jonathan Wyatt, in quella che davvero ormai può essere chiamata la sua ‘Stellina’. Un record di vittorie consecutive che ha dell’incredibile – non solo nell’ambito della corsa in montagna – raggiunto quest’oggi, anche a dispetto delle tante ‘ombre nere’ presenti in forze in Valle di Susa per provare a mettere fine al suo regno. Ma per prima al traguardo, a sbucare dalle nebbie che nel frattempo avevano coperto il pianoro finale di Costa Rossa, è stata ancora una volta la sagoma del neozelandese, che qui a vincere aveva cominciato nell’ormai lontano 1999. Un re pure abituato, ormai, a veder cambiare, di anno in anno, la regina che lo affianchi nell’albo d’oro: questa volta tocca alla ventiduenne Janna Vokueva, prima russa a vincere nella manifestazione che il suo fascino lega anche e soprattutto al legame con la storia, al ricordo della gesta dei partigiani all’epoca guidati dal collezionista Giulio Bolaffi, il celebre Comandante Laghi.


Tracciato in parte diverso dal consueto – per ovviare in extremis all’impossibilità di porre per tempo rimedio ai danni causati da slavina invernale – , ma che, pur in giornata difficile sotto l’aspetto atmosferico, riceve l’apprezzamento dei 220 atleti partiti da Susa (uomini) o dalla frazione di Chiamberlando (donne). Accanto a re e regina già celebrati, d’argento si vestono Mathew Rugut e Melissa Moon. Il keniano, qui già secondo nel 2008, per oltre metà gara prova a rimanere incollato a Wyatt, ma alla fine sarà di 1’36’ il divario tra i due, dopo 12265 metri e 1580 metri di dislivello in sola salita. Più netto ancora il margine tra la Vokueva e la Moon, con la neozelandese due volte iridata al traguardo distanziata di 2’25’ dopo 5980 metri e 720 metri di dislivello, e nel finale costretta a difendersi anche dal ritorno della giovane etiope Meseret Dugo, staccata di 2’51’, e dell’altra neozelandese Lara Phillips, quarta a 2’56’ davanti alla prima delle italiane, la ligure Elena Riva (Città di Genova), quinta a 4’26’.


Di azzurro, un poco almeno, si colora invece il podio maschile, con la bellissima prestazione del non ancora ventenne triestino Riccardo Sterni (Marathon Trieste) che, distanziato di 1’48’ da Wyatt, con una gara tutta in rimonta, riporta un italiano sul podio della corsa in montagna italiana più famosa al mondo. Prima di lui, sulle montagne di Susa, nell’ultimo decennio solamente tre azzurri sul podio: Antonio Molinari, Marco Gaiardo, Marco De Gasperi, vale a dire tre dei più grandi di sempre della corsa in montagna italiana e mondiale.


Alle spalle del triestino, argento juniores ai Mondiali 2008, la sorpresa francese Jean Cristhophe Dupont e poi lo statunitense Joseph Gray, a sua volta seguito dal bravo Tommaso Vaccina (Atl. Terni), al primo grande risultato in un’importante corsa in montagna, dopo aver già mostrato ottime propensione nelle corse su strada, anche in salita.


Con il ruandese Simukeka, gli statunitensi Gutierrez e Gates e l’etiope Girma, nell’ordine, a completare i migliori dieci, si chiude così altra pagina di assoluto spessore per manifestazione nata nel 1989 e che – è ormai ufficiale – pure si candida ad ospitare, nel 2010, la prova finale del Campionato Italiano assoluto.


 


Risultati:


Uomini: 1. Jonathan Wyatt (NZL) 1.07.56, 2. Mathew Rugut (KEN) 1.09.32, 3. Riccardo Sterni (Marathon Trieste) 1.09.44, 4. Jean Cristophe Dupont (FRA) 1.11.16, 5. Joseph Gray (USA) 1.11.34, 6. Tommaso Vaccina (Atl. Terni) 1.12.19, 7. Jean Baptiste Simukeka (Ruanda) 1.12.45, 8. Simon Gutierrez (USA) 1.14.13, 9. Richey Gates (USA) 1.14.46, 10. Girma Tilahun (ETI) 1.16.28


 


Donne: 1. Janna Vokueva (RUS) 39.37, 2. Melissa Moon (NZL) 42.02, 3. Meseret Dugo (ETI) 42.28, 4. Lara Philips (NZL) 42.33, 5. Elena Riva (ITA) 44.03


 

Autore: Cs – Paolo Germanetto

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