Atletica News HOME PAGE — 10 settembre 2012

Il 42° Meeting Internazionale di Rieti, tappa italiana dello IAAF World Challenge, inaugura ufficialmente il nuovo manto azzurro dello Stadio “Raul Guidobaldi”. E lo fa, ancora una volta, con una passerella di campioni illuminata dalla luce di otto medaglie d’oro dell’Olimpiade di Londra. Tra loro, la neozelandese Valerie Adams, regina indiscussa del getto del peso, stabilisce anche il nuovo primato della manifestazione, 20,77. Misura ottenuta nel mezzo di una serie quasi tutta sopra il vecchio limite (19,83 della russa Khoroneko nel 2006): 19,86; 20,37; 20,77; 19,79; 20,16; 20,54. Fabrizio Donato non riesce, invece, a chiudere la stagione come avrebbe voluto. Il triplista delle Fiamme Gialle, nel 2012 oro europeo e bronzo olimpico, abbozza solo il primo salto frenato da un piccolo fastidio fisico. Nulla di grave, ma l’azzurro preferisce rinunciare a proseguire la gara. La vittoria va così al francese Benjamin Compaorè, atterrato a 17,17 (+0.7). Quinto il carabiniere Fabrizio Schembri, 16,20 (-0.5).

Capitolo velocità. In chiusura di un’annata nella quale non è forse riuscito a raccogliere tutto quello che sperava, Christophe Lemaitre, come agli Europei di Helsinki, è il più veloce dei 100 metri. 10.04 (-0.3) il crono del 22enne francese, primato stagionale eguagliato davanti a Kim Collins (10.09). Settimo Simone Collio (Fiamme Gialle), 10.51. Al femminile, invece, la campionessa d’Europa, Ivet Lalova deve cedere per tre centesimi, 11.21 a 11.24 (+1.0), alla giamaicana Aleen Bailey. La promessa Gloria Hooper (Forestale) chiude settima (11.62) seguita da una Veronica Borsi (Fiamme Gialle) in versione sprinter (11.80). Gli 800 metri che proprio su questo anello, due anni fa, avevano visto David Rudisha stabilire l’ormai ex primato del mondo, offrono una bella sfida tra l’olimpionico dei 1500, Taoufik Makhloufi e Edwin Kiplagat Melly. I due fanno gara a parte e, alla fine, li separano solo sette centesimi: 1:43.74 per l’algerino contro l’1:43.81 del keniano. Non è da meno la gara femminile che, a meno di 48 ore di distanza dal meeting Bruxelles, racconta la storia della seconda vittoria consecutiva della 19enne del Burundi, Francine Niyonsaba 1:57.65 a scapito della russa campionessa olimpica, Mariya Savinova (1:59.18). Settima Marta Milani (Esercito), 2:02.90. Un copione che si ripete anche nell’alto femminile con il “derby russo” tra l’oro di Londra 2012 e Daegu 2011, Anna Chicherova e il bronzo olimpico Svetlana Shkolina. A saltare di più è di nuovo la Shkolina: 2,01 alla prima, quota che segna invece il punto di arresto della più titolata connazionale (1,97).      

Il keniano Silas Kiplagat, settimo ai Giochi, completa questo bel finale di stagione che l’ha portato anche al successo in Samsung Diamond League, aggiudicandosi anche i 1500 metri di Rieti, 3:31.86. Sulla sua scia si fa notare, soprattutto per il riscontro cronometrico, il sesto posto dell’azzurrino Mohad Abdikadar (Aeronautica). Il 19enne di origine somala, 11° ai Mondiali under 20 di Barcellona, arriva al traguardo in 3:39.53 (passaggi: 700m/1:42.3, 1100m/2:41.8) . Primato personale demolito di oltre 4 secondi (aveva 3:44.09) e, soprattutto, la seconda migliore prestazione italiana junior alltime, a soli 53 centesimi dal record (3:39.00) corso da Stefano Mei il 12 settembre 1981 a Bologna. Erano vent’anni che in Italia non si registravano tempi di questo livello nella categoria. Una giovane azzurra protagonista anche nel salto dell’asta dove Roberta Bruni, bronzo mondiale under 20 a Barcellona, è seconda con 4,26 alle spalle della russa Anastasiya Savchenko (4,46). Per la portacolori della Studentesca CaRiRi, di fronte al pubblico dello stadio dove si allena ogni giorno, gli incitamenti non mancano anche quando tenta, senza fortuna, di aggiungere 1 centimetro al suo record italiano junior (4,35). Per la cronaca, la Bruni oggi in classifica ha preceduto anche la svedese Angelica Bengtsson, iridata e primatista mondiale under 20, out senza misura con tre errori a 4,26.     

Il tricolore assoluto Josè Bencosme (Fiamme Gialle) è quarto in 50.04 nei 400hs vinti dal cubano Cisneros (48.60). L’azzurro, semifinalista all’Olimpiade, aveva corso anche ieri sera a Cuneo in 49.90. Stesso piazzamento per la campionessa d’Italia, Manuela Gentili (CUS Palermo), 56.38 con la vittoria alla nigeriana Ajoke Odumosu (54.74) sulla campionessa olimpica Antyuk (55.63). Giro di pista senza barriere alla giamaicana Kaliese Spencer, nettamente davanti a tutte in 50.63. Quinta (52.93) la campionessa italiana Maria Enrica Spacca (Forestale) con al settimo posto (55.75) la junior Flavia Battaglia (Audacia Record Atl.). Sui 400 maschili affermazione dello statunitense Calvin Smith jr (45.12) con il migliore degli azzurri in Isalbet Juarez (Fiamme Oro), sesto in 46.67 davanto allo junior Marco Lorenzi (Fiamme Gialle/47.00) e all’atleta di casa Lorenzo Valentini (Stud. CaRiRi/47.34).    

Ad aprire il meeting erano stati i lanci di finale dello IAAF Hammer Throw Challenge che se, tra gli uomini, hanno ampiamente confermato l’olimpionico ungherese Krisztian Pars (79,22), mentre al femminile la polacca Anita Wlodarczyk ha battuto di un metro esatto (74,52 a 73,52) la russa, oro a Londra, Tatyana Lysenko.

Ufficio stampa fidal

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