Cronaca — 02 dicembre 2010

Avendo già onorato Firenze diverse volte sia in maratona che nella 100 km, nella concomitanza con Reggio Calabria, con il gruppo decidiamo di optare per quest’ultima facendo prevalere il nostro orgoglio meridionalista. L’entusiasmo della vigilia è molto alto, come del resto accade sempre in procinto di partire per le meravigliose terre di Calabria e Sicilia. La Stracagnano sarà presente a questa prima maratona di Reggio C.  con ben 13 atleti che sommati a tutti quelli che è riuscito a reclutare Massimo Faleo, la spedizione sarà di oltre 30 atleti. Si decide di partire con diverse macchine scaglionando le partenze a secondo delle disponibilità di orario di ogni singolo gruppo.


Il mio gruppo parte da Manfredonia dove io mi reco con la mia auto . Ad attendermi c’è Michele Spagnulo ( capobranco ed orgoglio di tutti noi podisti garganici per avere portato a termine per ben due volte la mitica  nove colli). Con lui : Gigi Tommasone , Cosimo D’Ascanio e Raffaele Lapriore ( quest’ultimo al suo esordio nella lunga distanza. Loro saranno i miei compagni di viaggio fino alla punta estrema del Continente.


Il viaggio, particolarmente piacevole, sia perché i miei compagni non lesinano battute di ogni genere e  non essendo io impegnato nella guida, posso godere ancora una volta degli splendidi panorami che prima la Puglia, poi la Basilicata ed infine la Calabria offrono.


La Salerno Reggio C. , ormai un monumento storico del nostro paese ‘ da proporre come patrimonio dell’Unesco ‘ non annoia di certo l’autista,  impegnato in diverse gincane tra una corsia e l’altra. Oltre allo stress dei cantieri, bisogna fare i conti anche con gli innumerevoli autovelox posizionati in ogni angolo per fare cassa al comune di turno.


Reggio C. ci accoglie alle 14,30 circa, dopo quasi sette ore di viaggio. Troviamo con facilità l’albergo messoci a disposizione dagli organizzatori situato sul lungomare, è posto di fronte alla Sicilia e alla vicina Messina. Espletato il rito della sistemazione alloggio, eccoci in veste di turisti a gironzolare per la città . E’ difficile trovare un aggettivo per decantare la bellezza del lungomare di Reggio C.. Michele Spagnulo, promosso al grado di cicerone della spedizione, ci informa che il lungomare di Reggio C. fu definito da Gabriele D’Annunzio il Km. Più bello d’Europa. Veramente bello e particolare, con i suoi secolari e curiosi immensi alberi con tronchi maestosi che da secoli testimoniano la storia di questa città. Un plauso a chi ha saputo conservare queste bellezze contribuendo a renderle ancora più belle con maestose sculture di arte moderna. Sono affascinato da questa città dove si respira un senso di ordine e pulizia, è veramente difficile immaginarla come c’è la propinano i media ‘ prevalentemente terra di mafia e drangta’. Guadagnato il centro maratona posizionata davanti alla maestosa cattedrale della città ( dove non manchiamo di visitarla e rinfrangare lo spirito) . Il centro maratone è quasi deserto, segno che gli atleti per la maggior parte arriverà qui la mattina. Non sono mancati piacevoli incontri come quello con il factotum delle maratone sicule Biagio Di Mauro Affettuosamente da noi definito ‘ tutto apposto’ , di Tona organizzatore della maratona di  Siracusa e parecchi altri amici. Il pasta party messo a disposizione dall’organizzazione a mò di toccata e fuga lascia a bocca asciutta parecchi atleti tra cui i miei amici trattenutesi  in Cattedrale per la Messa.


Per solidarietà verso i miei compagni che sono rimasti a stomaco vuoto e anche per il senso di colpa per essermi pappato anche il piatto che sarebbe dovuto toccare ad uno di loro, acconsento di seguirli in pizzeria. Piacevole serata trascorsa con gli amici giunti in tarda serata tra cui: Massimo Faleo, Aldo Gallo, Stefano Montemurro, Raffaele Perrone, Vito Carignani, Francesco Cassavia e la reginetta del gruppo Marianna Sollazzo.


Rientrando in albergo, ho il terrore di avere Stefano o Raffaele in camera con me essendo loro campioni in assoluto dei  russatori. Ho ancora vivo il ricordo quando a Tarquinia, Stefano, in piena notte mi costrinse ad abbandonare il letto e rifugiarmi in macchina per sfuggire al suo concerto. Dalla padella alla brace, mi tocca Raffaele che non è da meno, speriamo che per sfuggire alla sua tromba non mi tocca finire in terrazzo. Contrariamente a quanto temevo, la notte passa tranquilla, non so quale stratagemma ha usato Raffaele, ma le trombe non hanno suonato. Abbondante colazione al mattino . Il gestore dell’albergo ci invita tutti in terrazzo per una foto di gruppo che testimonierà il nostro breve soggiorno. Qui ci riuniamo anche con gli amici giunti durante la notte: Nicola Bellebuono, Michele Calabrese, Antonio Leopardi Barra e Antonietta Iocola.


Sgambettiamo fino al luogo del ritrovo  dove è posizionato l’arco di partenza. Aldo Gallo , nel suo usuale costume da ‘ piscione’ parrucca tricolore e gonnellino, vive il suo momento da star posando nelle foto con podisti del posto che se lo contendono. Lo sparo chiama anche i ritardatari come noi , ci accodiamo al serpentone che prima attraversa quello che a vista d’occhio dovrebbe essere il corso più frequentato della città, si allunga sul lungomare per finire al giro di boa posizionato al porto dove nell’incrociarsi gli atleti non lesinano allegre battute. La corsa continua di nuovo sul km più bello del lungomare, qualche strada interna, giro attorno lo stadio e passaggio dal punto di partenza. Poco più di 10 km da ripetere due volte per la mezza e quattro volte per la lunga. L’andatura tranquilla , molto cautelare (anche perché a giudicare dai dolori che provengono da tutte le parti del mio corpo, non ho recuperato del tutto la maratona di Bari) mi da la possibilità di ammirare e di godere delle bellezze che il percorso offre. Al secondo passaggio il  ristoro posizionato poco più del 15° Km è completamente sfornito , manca l’acqua, ( cominciamo bene). Il podista che mi affianca segnala la mancanza a un motociclista dell’organizzazione e al passaggio successivo del terzo giro al 25° km circa, allo stesso ristoro l’acqua è ricomparsa. Peccato, solo acqua, di rifornimenti solidi o integratori  neanche l’ombra e così sarà per il resto della gara.


Dopo l’arrivo della mezza, la gente si è riversata sul corso interessato al passaggio della gara nella consueta passeggiata domenicale ignorandoci completamente costringendoci a gincane pazzesche , non sono mancate spallate e spintoni  e costretti molte volte a fermarci per dare precedenza a veicoli e passeggini. L’iniziale entusiasmo  fa posto allo scoraggiamento  e al nervosismo  dovuto soprattutto alla totale mancanza di rifornimenti solidi.  Concludo la gara in assoluto anonimato, ( è chiaro che non si pretende la banda Ma!!! ). Per sorpresa finale, non c’è la medaglia all’arrivo, mi lascio scappare delle imprecazioni non tanto ortodosse nei confronti dell’organizzazione e mi avvio verso il ristoro ,  ristoro!!!??? Forse c’era e a pensare che eravamo 72 maratoneti ed io sono arrivato 56°. E’ visibile la delusione sul viso di tutti i maratoneti anche del pacco gara presentato sul sito con prodotti tipici calabresi dove!!??. Dovrei esimermi dall’esprimere giudizi perché in qualità di organizzatore capisco perfettamente le difficoltà che si incontrano in corso d’opera, ma qui si sono dimenticati completamente che oltre alla mezza maratona organizzavano anche la maratona. Meno male ,  porto a casa una medagli uccia  , è il premio per essermi classificato 2° nella mia categoria.


Consiglio per il futuro gli organizzatori di porre più attenzione ai maratoneti, specialmente quelli che provengono da molto lontano,  più attenzione nei rifornimenti, rivedere le premiazioni, non trattare i maratoneti come bambini dando loro in premio la medaglietta. Consiglio di chiedere scusa a tutti quelli che hanno onorato Reggio C. preferendola a Firenze. Sarebbe un atto di umiltà che potrebbe innescare il meccanismo della curiosità di venire a controllare l’anno prossimo se qualcosa cambia.

Autore: Pasquale Giuliani

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Peluso

  • giuseppe stellacci athletic nicolaus bari

    se lo dice pasquale ci metto due firme

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