Atletica News HOME PAGE — 19 marzo 2012

L’obiettivo dichiarato era quello di preparare al meglio l’appuntamento della prossima settimana, ovvero la gara sui 50km di Dudince, nella quale andrà a caccia dello standard di partecipazione ai Giochi Olimpici di Londra. L’obiettivo vero – ma tutt’altro che dichiarato – era quello di migliorare il proprio limite personale (e record italiano). Il Lugano Trophy di questa mattina, prova sui 20km valida come seconda tappa del Challenge IAAF di specialità, ha messo in orbita Alex Schwazer, rilanciandone il nome – in maniera decisamente fragorosa – all’avvio della stagione a cinque cerchi. Il carabiniere altoatesino ha vinto con il sensazionale crono di 1h17:30, record italiano della distanza (inferiore all’1h18:24 che lo stesso Schwazer aveva stabilito, sempre sul tracciato svizzero, il 14 marzo del 2010) e sesto crono mondiale di tutti i tempi, a soli 14 secondi dal record iridato (1h17:16) stabilito dal russo Vladimir Kanaykin a Saransk, il 29 settembre del 2007. E’ anche la miglior prestazione mondiale 2012, a scavalcare l’1h17:47 marciato dal russo Andrey Ruzavyn il 18 febbraio scorso in patria, a Sochi.

Schwazer si è trovato sulle tracce del primato del mondo solo nella seconda parte di gara. Perché la prima, in realtà, seppure molto veloce, non rientrava nel solco dell’eccezionalità assoluta: 19:40 ai 5 chilometri, 39.06 (19:26) a metà, con l’azzurro in compagnia del guatemalteco Erick Garcia Barrondo (decimo ai Mondiali di Daegu della scorsa estate), e con il francese Yohan Diniz (campione europeo dei 50km) a seguire da non molto lontano (39:15). Ancora una frazione di 5 chilometri percorsa allo steso ritmo (19:26, intorno ai 3:54 al chilometro) per un parziale ai 15 di 58:32, sempre con Garcia, ma con Diniz, rientrato, a costituire un terzetto. Poi, il negative split di Schwazer. Impressionante. 18:58 nella frazione finale di 5 chilometri, e addirittura 3:33 (rilevamento ufficiale) negli ultimi mille metri, quelli decisivi per staccare Diniz (Garcia era invece rimasto al palo praticamente subito dopo il passaggio ai tre quarti di percorso). Crono finale: 1h17:30 per Schwazer; 1h17:43 Diniz; 1h18:25 Garcia.

“Questo tempo – racconta Michele Didoni, tecnico di Schwazer – è  l’ovvia conseguenza del grande momento di forma che Alex sta vivendo. Qui a Lugano sia lui, sia Garcia, sia Diniz, volevano migliorare il proprio primato, viaggiando su ritmi da 3:55 al chilometro; è uscito questo tempo di rilievo mondiale, anche superiore alle previsioni, e io non posso che essere contento.

 

Quando un atleta va così, ci si può preoccupare?”. La domanda che pone Didoni è in realtà una risposta al quesito relativo alla vicinanza tra la gara di Lugano e quella di Dudince, in programma sabato prossimo. In scia a Schwazer, da segnalare altre prestazioni di atleti azzurri. Spicca l’1h20:58 messo a segno da Matteo Giupponi(Carabinieri), nono al traguardo, che è sceso al di sotto del tempo (1h21:45) indicato tra i criteri per la partecipazione ai Giochi Olimpici di Londra. Quattordicesimo posto per Federico Tontodonati (Cus Torino), con un buon 1h22:00, ventesimo per il cinquantista Marco De Luca (Fiamme Gialle, 1h23:34), e ventisettesimo per l’altro specialista della distanza lunga Jean Jacques Nkoloukidi(Fiamme Gialle, 1h25:32).

Nella gara femminile, l’attesa era tutta per Elisa Rigaudo. La fiamma gialla, bronzo olimpico a Pechino 2008, non ha deluso, piazzandosi al terzo posto in 1h29:25, alle spalle della russa Tatiana Sibileva (1h28:03) e della guatemalteca Ortiz (1h28:54). Prova abbastanza regolare per la piemontese (frazioni di 44:34 e 44:51), che continua la sua ragionata marcia di avvicinamento ai Giochi, sotto la guida esperta di Sandro Damilano. La Rigaudo mette in bilancio anche la discreta rimonta sulla Ortiz nel finale, con una decina di secondi recuperati negli ultimi 5 chilometri di gara. Sempre in tema Olimpiade, va rilevato che quello ottenuto dalla Rigaudo è il secondo crono stagionale inferiore al limite richiesto (tra i criteri fissati dal Consiglio federale FIDAL) per il viaggio a Londra. “I risultati di oggi sono decisamente positivi – le parole di Vittorio Visini, il responsabile della marcia azzurra – e al di là del grande tempo di Schwazer, sono felice dei progressi di Matteo Giupponi, che ha ottenuto il minimo di partecipazione ai Giochi olimpici, e di Elisa Rigaudo, la cui condizione cresce con il passare delle settimane. Ad esclusione del solo Schwazer, per tutti quelli che ambiscono a prendere parte all’Olimpiade, il passaggio chiave sarà la Coppa del Mondo di Saransk, del 12 e 13 maggio: i tempi fin qui ottenuti dovranno essere confermati da un piazzamento entro la ventesima posizione”.

Ufficio Stampa FIDAL

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