Maratone e altro slide — 30 marzo 2017

xmarcello e fra (2)A Cesano Boscone si è disputato il Campionato Italiano di 24 ore di corsa su strada. Il titolo è stato vinto da Fausto Parigi, 53 anni, che ha totalizzato 230 km, secondo classificato Tiziano Marchesi con 224km e terzo Michele Notarangelo con 216 km.

I più giovani Matteo Colombo con 204km e Marcello Spreafico, ASD Bergamo Stars Atletica, con 200,920km sono rimasti giù dal podio ma sembrano essere determinati nel far meglio. Di seguito Marcello racconta la sua gara rispondendo ad alcune mie domande.

Ciao Marcello, com’è andata? “E’ andata benissimo… è stato un autentico sogno! Sono riuscito a superare i 200 km (200,920 per l’esattezza) chiudendo con una ottima e inattesa progressione nell’ultima ora e ho così raggiunto un obiettivo a cui tenevo tantissimo! Ho anche vinto la mia categoria e conquistato la medaglia di bronzo Fidal della categoria Master, una grandissima soddisfazione! Ma ancora più brava la mia fidanzata Francesca che ha terminato la gara come seconda donna con la sbalorditiva performance di 202,370 km… è stata eccezionale!!! Abbiamo raccolto entrambi i frutti di un grandissimo lavoro negli ultimi mesi col nostro allenatore comune, Luca Sala, anche lui euforico a fine gara per il nostro risultato!”

Soddisfatto, hai sofferto? Momenti critici, problemi, esigenze particolari durante la gara? “Sono felicissimo, non poteva andare meglio! Ho corso tutte le 24 ore, senza mai camminare (non me lo aspettavo proprio), e siccome vado a energia solare, le ore notturne sono state quelle più lente, corse tra i 7 e gli 8 km/h, senza però mai un cedimento. In queste ore ho corso ingobbito e a testa bassa, riuscivo solo in questo modo, guardando a terra appena davanti ai miei piedi, ma senza mai mollare, fermandomi solo al ristoro per uno o due minuti ogni ora. Poi è venuta l’alba, è sorto di nuovo un bel sole e la mia postura si è raddrizzata: ho aumentato il passo e l’ultima ora, tra le 11 e mezzogiorno, è stata quella più veloce della mia gara: pensavo infatti di finire intorno ai 198 km e invece sono arrivato appena sotto i 201! Ero totalmente carico di adrenalina e di felicità! Avevo in testa l’obiettivo dei 200 km e cercavo di conquistarmelo km dopo km, con una condotta di gara giudiziosa. E alla fine ci sono riuscito!”

Avevi abbigliamento e integrazione idonei? “Si impara sempre dagli errori e stavolta ho rimediato a quello fatto nella 24h di Montecarlo dello scorso novembre, in cui ero vestito leggero (rimasi in maglietta fino a mezzanotte) e con il vento del mare poi stetti male durante la notte. A Cesano invece ho messo la maglietta a maniche lunghe già al tramonto, pur essendoci una bella e mite giornata di sole, e poi ho aggiunto la maglia termica un paio di ore dopo, ben prima della notte. Vestito così e con i guantini alle mani sono arrivato fino a mezzogiorno, ovvero alla 24ma ora, senza avere alcun problema né di freddo notturno, né poi di caldo diurno! Ma in ogni caso avevamo di tutto nelle borse e sui tavoli del “box”, sia di vestiario che di alimentazione, per cui non mi è mancato nulla, anzi, molte cose si sono rivelate superflue, ma meglio così!”

Pensieri, sensazioni, emozioni, prima, durante, dopo la gara? “Prima di sabato sentivo una grandissima attesa: io e Francesca preparavamo questa gara da 6 mesi, non vedevo l’ora di correrla e speravo ci fosse il meteo splendido che abbiamo effettivamente trovato! Era un graditissimo inizio di primavera che non potevo sprecare con qualche errore! Durante la gara, oltre alla concentrazione e ai continui calcoli sulle proiezioni dei km (con cui passo gran parte delle gare, ho la passione per i numeri), ho avuto grande serenità, contentezza e allegria, era un bellissimo clima di festa e di partecipazione, molto coinvolgente. E passando dal “box”, coach Luca aveva sempre una parola e un incitamento, giro dopo giro, per tutte le 24h… non potrò mai ringraziarlo abbastanza! Dopo la gara per me e Francesca c’è stata grande soddisfazione e tanta gioia, io stavo bene e mi sono goduto in pieno questo momento speciale. Una giornata che resterà indelebile nei nostri cuori!”

 

Questo è il fantastico e bizzarro mondo degli ultrarunner, si fatica insieme e si condividono dolori e gioie, tutto passa, si impara sempre qualcosa e si cerca di fare sempre meglio le volte successive.

Hai scoperto ancora qualcosa di nuovo in te stesso, negli altri atleti? “Ho avuto la conferma di amare particolarmente questo tipo di gare, specialmente in giornate così belle a livello meteorologico come piace a me, e di essere molto cocciuto quando voglio conquistare un obiettivo che dipende solo da me stesso. Spero di migliorare ancora parecchio nelle 24h e di togliermi altre soddisfazioni, continuando a divertirmi correndo!”

Organizzata bene la gara, pacco gara, percorso, ristori, premiazioni? “La gara è stata organizzata in modo fantastico, il team di organizzatori e volontari è stato magnifico e ci ha incitato ininterrottamente a gran voce per 24 ore, non mi era mai capitata una cosa simile: grandiosi. Il percorso (che temevo molto in caso di pioggia poiché c’era un tratto erboso e detesto il fango, che avevo trovato lo scorso anno in gran quantità) col sole è stato perfetto, i ristori erano ok, belle e ricche le premiazioni, con un unico rimpianto: c’è stato un errore nella classifica della categoria maschile master del Campionato Italiano e così non sono stato chiamato sul palco per ricevere la medaglia di bronzo. Poi è stato riconosciuto l’errore, e il riconoscimento mi è stato consegnato, peccato tuttavia l’aver perso una bella occasione per salire su un podio prestigioso (…non sono ancora abituato a farlo, comunque mi avevano già premiato per la vittoria di categoria!).”

 

La motivazione estrinseca vuole anche la sua parte, non basta solo la gioia di fare qualcosa per se stessi, l’essere riconosciuti è un ottimo carburante per impegnarsi di più e per ripagare impegno e sforzi compiuti negli allenamenti.

Tifo, sostegno, famiglia, amici, com’era? “Meraviglioso. Conoscevo oltre la metà dei partecipanti e quindi correndo ci siamo incitati a vicenda per tutta la gara, davvero una bellissima atmosfera. Ho avuto parecchi amici che sono venuti a tifare sul percorso (e altri a seguire il live da casa), e persino la bella sorpresa di mio papà e mio cugino presenti nel pomeriggio di sabato! Eccezionale anche il “box” di supporto: gli atleti seguiti da Luca Sala erano tutti vicini come postazione e come sempre c’è stato un gruppo strepitoso e molto compatto. Ci ha dato una marcia in più, grazie a tutti!”

 

“Together is much better”, insieme è molto meglio, si tratta di uno sport individuale ma diversamente da altri sport dove c’è più competizione, forse anche un po’ più di cattiveria, nelle ultramaratone tutti fanno il tifo per tutti, si scherza, ci si incoraggia a vicenda, si condivide alimenti ed equipagggiamenti, diventa un giorno ed un’occasione di festa per tutti. Poi quando c’è il papà le risorse vengono fuori dai luoghi più remoti.

Cambia qualcosa dopo questa prova? Sponsor, eventuali possibili convocazioni? “Al momento non ho mai avuto nessuno sponsor. Magari continuando così qualcuno si farà avanti! E con questa gara spero di conquistare (o di avvicinarmi ancora un po’) alle liste degli atleti seguiti dalla nazionale, ci tengo tanto, ce la sto mettendo tutta!”

 

I tecnici della Nazionale sono molto attenti soprattutto ai più giovani. Il prossimo appuntamento è per il prossimo 8 aprile al Campionato Italiano 12 ore, di seguito alcune testimonianze di atleti relativamente alle prossime gare, obiettivi e sogni da realizzare?

Marcello Spreafico: “Continuo ad inseguire il sogno della nazionale, deciderò con coach Luca il programma dei prossimi mesi, ad aprile farò (su mia richiesta) la 12 ore Franciacorta all’Iseo, che è campionato italiano. La 12 ore è una gara che mi piace molto e di solito mi dà soddisfazioni.”

Francesca Innocenti: “Farò con il mio fidanzato Marcello la 12 ore Franciacorta al lago d’Iseo e dopo non so’. Programmo in genere non più di una gara per volta, preferisco vedere sempre come riesco a recuperare, essendo tutte gare molto impegnative per il fisico. Il mio sogno è quello di poter indossare la Maglia Azzurra, se dovesse accadere quello sarà il giorno più bello della mia vita.”

Matteo colombo: “Andrò a correre alla 12 ore di Provaglio d’Iseo per riconfermare che ho tutte le carte in regola per vestire la maglia azzurra a Belfast.”

Romualdo: “Ho deciso di risollevarmi e rimboccarmi le maniche, ho deciso di iscrivermi alla 12h ultrafranciacorta, prova unica valida come campionato italiano di 12h su strada ed allora si riparte nel top della forma fisica.”

 

L’ultramaratona è impegnativa, è faticosa, comporta anche un investimento in termini di tempo, ma se c’è la passione, non ti ferma più nessuno, con il cuore, la testa e le gambe vai ovunque.

E’ possibile approfondire il mondo degli ultrarunner nei seguenti libri:

Matteo SIMONE

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Peluso

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