Cronaca slide — 16 febbraio 2014

napoliDa buon tecnico mi è bastata una smorfia di sofferenza (e l’incedere non proprio elastico) di Ismail Adim, al suo passaggio in piazza del plebiscito, per tradurre la cosa in una evoluzione agonistica della Maratona di Napoli. Cosa poi puntualmente avvenuta, a favore di un Giuseppe Soprano che, oltre a chiudere in un buon 2h28’, alla sua prima volta sulla distanza, ha dato lezione di gestione dei km, lasciando fare al duo marocchino (ismail Adim-El Mourid Morad) per poi infilarli quando serviva: negli ultimi 4 km. Questa l’estrema sintesi della Nuova Maratona di Napoli, dal punto di vista gara allo stato puro..mentre, passando all’organizzazione, mi basta dire: FINALMENTE!

Certo, c’è ancora tanto da lavorare ma…Finalmente una buona maratona a Napoli. Finalmente una città chiusa, sigillata alle auto, organizzazione che ha saputo offrirsi al meglio. Problemi “solo” per l’enorme numero di persone sul lungomare Caracciolo, turisti e Napoletani a godersi la giornata assolata, assaggio di primavera, dopo venti giorni e più di pioggia e…pioggia! Italo Meli ha seminato bene dal punto di vista tecnico: il nuovo direttore della 42 Napoletana si è scelto degli ottimi collaboratori, Mario Scarola tra tutti. Alfredo Pagano può andare finalmente orgoglioso del suo essere presidente dell’associazione, che fa capo al team Napoli1000Venti.

Gara

Ho fatto già assoluta sintesi della competizione maschile della 42,195. Con le notizie di Salvatore Albrizio, Francesco Lemma (e qualche incursione di Aldo Cavuoto), abbiamo vissuto passo passo l’evoluzione agonistica della mezza, e ancor più della Maratona. Per arrivare al top quando Salvatore, al 38° km, mi ha segnalato lo stop per crampi di Ismail Adim (partito troppo forte, con lui Mourid Morad per oltre 30 km). Stop di Ismail, grande rientro di Giuseppe Soprano. Giuseppe (atleta del Movimento Sportivo Bartolo Longo, allenato da Peppe Ifigenia) ha gestito i km alla grande, consapevole che le somme di una 42 km si tirano alla fine, non di certo nella prima parte di gara. Bravissimo Peppe, ha meritato alla grande il grido gioioso di Liliana, la sua fidanzata, al momento del suo arrivo: un Ti Amo che ha riempito la piazza. 7’ di attesa ed ecco l’arrivo di Mirko d’Andrea, Nuova Atletica Isernia. Nonostante i crampi, ripreso a correre dopo una manciata di minuti, l’arrivo di Ismail Adim, atleta Finanza Sport Campania. Saverio Giardiello, nel giorno del suo compleanno, è quarto in 2h45’. Quinto, stremato, el Mourid Morad.

La gara femminile è vissuta sul monologo della Vicentina Maurizia Cunico. Troppo forte il suo passaggio a metà gara (poco sopra l’1h25’) per poi pagare grosso dazio nella seconda parte della Maratona. Per sua fortuna non c’era nessuna capace di impensierirla, ed eccola vincente in piazza del Plebiscito in 2h58’45”. Podio poi completato da Fabiola Desiderio (3h07’59” per lei) e Andrea Bernadita Salas. Quarta e quinta all’arrivo le Campane Tina Franzese e Annamaria Caso.

La mezza Maratona, anch’essa al via dal lago Lucrino, ha saputo tenere fede alle buone attese, proponendo un bellissimo percorso (con giro del lago iniziale da brividi) e confermando anche il pronostico per la vittoria, sia maschile sia femminile. Abderrafii Roqti e Siham Laaraichi non hanno lasciato spazio ad alcun dubbio: pronti/via, soli fino all’arrivo. Roqti e Siham (entrambi del team Finanza Sport Campania) hanno fermato il crono rispettivamente in 1h07’58” e 1h1h19’32”. Alle spalle di Roqti, un grande (come e più di sempre) Enrico Signorelli (Amatori Vesuvio) con Francesco di Puoti ottimo 3° in 1h13’11”. Bella, davvero bella la gara di Gennaro Ciambriello, capace di un più che positivo 1h14’43” finale, suo il quarto posto. Quinto un bravo e giovane Hadam Marek, ragazzo del team Il Laghetto.

In campo femminile, detto del dominio della Laaraichi, a seguire la Marocchina le campane Mena Febbraio e Susy Giocondo. Gran bella gara delle due ragazze del Team Napoli Nord, ad attestare la loro capacità anche sulla mezza maratona. Ad Anna Giunchi la quarta posizione (Anna del team Gabbi Bologna) e Consuelo Ferragina (quinta) che si conferma in buona forma, con 1h31’59” all’arco d’arrivo.

Maratona e Mezza Maratona di Napoli. Sì, FINALMENTE.

 Marco Cascone

 

Marco Cascone

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Cascone

  • I miei più vivi complimenti all’ organizzazione tutta ed, in particolare, al Direttore tecnico Mario Scarola, atleta e tecnico di rara bravura. E’ stata una giornata indimenticabile: grande ed affettuosa accoglienza del popolo napoletano, entusiasta e partecipe in una città tirata a lucido.
    Percorso impegnativo e stimolante; il tutto, vissuto accompagnati da un clima primaverile che ha reso Napoli ancora più affascinante. Gli sforzi e le energie messe in campo hanno garantito la qualita’ dell’ evento. Marco Cascone ha fatto il resto: la sua professionalita’ contribuisce, non poco, ad imprimere nella memoria questi momenti. In una parola, bravi!
    Ci vediamo il 2015.

  • raffaele colantuono

    ottima gara ben organizzata,bella la k21,ma mi sento di dare un consiglio per il percorso della maratona,cosi non va,sarebbe meglio una partenza da piazza pebliscito,fare una decina di km nel porto,per poi andare a fare il giro per l’ex italsider.

  • letizia martignetti

    Molto migliorata l’organizzazione che ha dato vita finalmente ad una bella manifestazione,il percorso poi era veramente splendido.Qualche piccolo ritocco solo da dare ai ristori lungo il percorso.Complimenti a tutta l’organizzazione.

  • alessandro garatto

    Complimenti per l’organizzazione è stata una bella manifestazione,solo che come ha scritto Marco Cascone l’unica pecca sono state le persone che in via Caracciolo che dopo 37-38 e pass km non si spostavano e tu oltre a combattere con te stesso dovevi anche richiamare la gente per spostarsi……..
    Comunque l’anno prossimo la rifarò perché Napoli è sempre Napoli..
    PS:ho chiuso la maratona in 3.03

  • Giorgio Torella

    Ho partecipato, per la prima volta, ad una gara podistica non come atleta ma come caposquadra medico di un posto di pronto intervento a largo Sermoneta. Sono molto stupito per i commenti entusiastici di Marco Cascone e a dire il vero mi dispiace come napoletano e soprattutto come amico di Mario Scarola che stimo come uomo e come atleta. Ma non posso tacere. Da dove vogliamo cominciare? La mia postazione medica era su un marciapiede, come tutte le altre, senza un segnale utile agli atleti (lasciamo stare il disagio di noi in piedi per ore), segnaletica inesistente per far capire agli atleti il verso dove fare la rotatoria a largo Sermoneta. Vogliamo parlare dei bambini con biciclette, pattini, carrozzine accompagnati dai genitori, indifferenza assoluta per l’evento anzi fastidio, che scorrazzavano liberamente tra gli atleti che dovevano far slalom pericolosi. Cosa dire di automobilisti parcheggiati che inferociti hanno inveito contro la polizia, vigili urbani e protezione civile con parole irripetibili e con nostro stupore fatti transitare per via Posillipo ? Come commentare che abbiamo soccorso un atleta di fronte agli Chalet e solo per aver invitato i passanti di non invadere la corsia degli atleti siamo stati aggrediti da un signore(?) che non curante del soccorso ci ha detto le peggiori parolacce e ha provato anche a metterci le mani addosso indignato che in quel momento non poteva fare ciò che voleva. Cosa dire degli atleti stremati che ci chiedevano di bere poiché, a loro dire, i rifornimenti erano scarsi o inesistenti ? Noi non avevamo neanche una sedia ma abbiamo potuto indicare loro la fontanella di largo Sermoneta (vi risparmio i commenti degli atleti……). Che altro dire solita squallida immagine solito dolore per una città che muore ogni giorno di più tra la indifferenza di tutti ( Caro Marco ma dove hai visto questa partecipazione e calore? ). Il problema siamo noi ( Goethe lo scrisse secoli fa….un paradiso abitato da diavoli) la location del Golfo di Napoli è impareggiabile ma non ha niente a che vedere con una gara. Questa volta lo giuro non parteciperò più ne come atleta ne come medico perché anche soccorrere bisogna farlo in sicurezza per dare sicurezza. Approfitto per ringraziare le persone addette alla vigilanza sanitaria che erano con me e anche tutti gli altri ( 10 postazioni) che sicuramente hanno ” sofferto” a vedere questo scempio come me. Con affetto Giorgio Torella .

  • francesco diana

    Questa è la mia 4^ maratona a cui partecipo sempre con piacere, ma mi permetto di dare un consiglio agli organizzatori per la prossima. Bisogna trovare assolutamente un’alternativa ai ripetuti passaggi in via Caracciolo che rendono la maratona una corsa ad ostacoli tra i pedoni, i quali non apprezzono affatto la nostra gara, specialmente nella tarda mattinata; non bisogna sempre sperare nella pioggia.Dovete insistere con il comune di Napoli per utilizzare anche via Marina, che ha ben tre corsie di viabilità! Eviterei, inoltre, la salita di via Roma che risulta molto impegnativa anche a causa dei cubetti di porfido; su tutto il tracciato ce ne sono più della maratona di Roma ed è quanto dire. Un’ultima considerazione, sono da migliorare i ristori, troppo insufficienti solo due tavoli, molti non riuscivano a prendere il bicchiere con l’acqua; arricchirli inoltre con tranci di frutta

  • Marco Cascone

    Ciao Giorgio. Voglio da subito congratularmi con te e i tuoi colleghi per il servizio di assistenza sanitaria offerto alla gara…non capita ovunque avere dieci postazioni mediche di assistenza agli atleti. Per quanto riguarda quanto ho scritto…beh, neanche voglio passare per un visionario. Sai bene il mio ruolo in una gara e, se mi hai visto all’opera qualche volta per tutta la durata dell’evento, a me piace intervistare pubblicamente atleti, informarmi in privato, chiedere insomma. Prima di essere un addetto ai lavori, per mia fortuna, sono un appassionato. e quindi mi interessa tutto quanto ruota attorno ad una manifestazione. Devi anche sapere che un atleta a fine gara, se qualcosa non va, il primo al quale va a dirlo (per facilità di contatto) è allo speaker. Ebbene..ieri tutte le interviste che abbiamo fatto e i commenti rilevati al volo sono stati positivi (alcuni li leggi anche quii). certo..non ho neanche nascosto che tanto deve essere ancora fatto..ma per una volta siamo meno autolesionisti e diamo un’occhiata al bicchiere che, magari non è pieno, ma neanche vuoto è stato. Grazie

  • saverio

    caro Marco ,sono un podista(sono un giornalista) che è arrivato al traguardo della maratona in 4h05..se accetti le critiche scrivero’ e magari ctc altre persone che sono arrivati con circa 10m prima o 10m dopo..di qlc ho numero,se invece vuoi che su questo blog di podisti e appassionati si vuole dire altro..fai con comodo e autocelebriamo “a ‘ maratona”..ma x riempire il bicchiere c’e’ ne vuole …quindi se accetti che scriviamo cose vero attendo tue e diro’ il mio pensiero..decidi ..tieni presente essendo amico di qualche organizzatore e di alcuni colleghi che hanno curato l’ufficio stampa ho gia detto la mia ,se vuoi lo faccio anche sul tuo blog..ma non mi va di essere tacciato per autolesionista

  • Marco Cascone

    Ciao Saverio. Così come avrai letto nei commenti…ci trovi tutto e il contrario di tutto, lungi dal sito (e ancor più da me) il pretendere di avere le assolute certezze di tutto e..ancor meno…di censurare qualcuno (tranne quando si offende e si va nel penale). Quindi…puoi tranquillamente scrivere le tue impressioni, così come ha fatto qualcuno che ti ha preceduto e che è stato tranquillamente pubblicato. Resto del mio avviso: la maratona di Napoli è migliorata, strada da fare c’è..ed è tanta. Ma da qui a massacrarla (piacere molto diffuso in campania..per un gusto censorio che fa tanto di moda, à la page) beh…ce ne vuole. Aspettiamo quanto avrai da puntualizzare. Ciao

  • Giorgio Torella

    Sono l’unico visionario o ve ne sono tanti altri che hanno visto e vissuto quello che ho visto io? Scrivetelo allora oppure smentitemi sarò felice di essere stato l’unico “visionario” . Giorgio Torella

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