Cronaca — 11 ottobre 2011

Cade per il secondo anno consecutivo il primato della Maratona d’Italia memorial Enzo Ferrari, disputata stamattina sul classico percorso da Maranello a Carpi. Il 23enne keniano Nikson Kurgat che, all’esordio su 42,195km, ha tagliato il traguardo in 2h08:36, migliorando di 24′ il tempo con cui aveva vinto lo scorso anno il suo connazionale Paul Kosgei Malakwen. Il vincitore ha lanciato l’attacco decisivo al 37° km, staccando il 23enne connazionale Betram Kimutai Keter, che si è migliorato di quasi 10 minuti con 2h09:27. Terzo l’etiope Belete Mekonen Gezu in 2h10:34. La gara femminile è stata invece vinta dalla 23enne etiope Deriba Godana Gebissa, che dopo il 30° km ha staccato la connazionale Ayantu Dakebo Hailemaryam, e ha trionfato in 2h32:22. La Hailemaryam nel finale è entrata in crisi ed è stata superata dalla Eliana Patelli, che ha così portato l’Italia sul secondo gradino del podio. La 33enne bergamasca, ex pallavolista che corre solo da tre anni, ha chiuso in 2h36:18, migliorandosi di quasi tre minuti. Terza la russa Venera Sarmosova in 2h36:50. Gli atleti erano partiti alle 9,20 dalla Galleria Ferrari di Maranello, alla presenza del presidente onorario del comitato organizzatore Ivano Barbolini, e sono arrivati sull’ormai consueto traguardo di Piazza Martiri a Carpi, attraversando anche i comuni di Formigine, Modena e Soliera.

La gara maschile – L’azione di Kurgat è stata subito molto efficace. Il gruppo di testa, pilotato dalla prima lepre Simon Cheprot, era infatti transitato a metà gara in 1h05’11’, mentre al 30° km il crono era stato di 1h32’19’, in linea per correre di poco sotto le 2h10′. Ma al 31° km è partito l’attacco violento del vincitore, che ha infilato una serie di parziali velocissimi: 2’56’ il 32° km, 2’58’ il 33°, 2’57’ il 34°. Il primo a cedere è stato il più veloce della start list, David Toniok Cherono, poi 4°, seguito poco dopo da Gezu. A 5 km dall’arrivo ha dovuto alzare bandiera bianca anche Keter. Kurgat ha corso gli ultimi 11,195 km in 33’11’, ad una media di 2’58’ ogni mille metri. Un ottimo finale per questo ragazzo nato il 2 marzo 1988 a Eldoret, patria di grandi campioni della corsa. Allenato dall’italiano Claudio Berardelli e scoperto da Federico Rosa, aveva già mostrato il suo talento correndo quest’anno la mezza maratona in 1h01’43’. ‘Non mi aspettavo di correre così forte, non ho nemmeno guardato il cronometro – ha raccontato a fine gara – La giornata era perfetta, il percorso molto bello, i pacemaker ottimi, la gente mi ha incitato molto: non potevo immaginare un esordio migliore’. Anche Keter, la cui somiglianza con il fratello Martin Lel (tre vittorie a Londra e due a New York) non è più solo fisica, ma anche sportiva, era contentissimo all’arrivo. ‘Spero un giorno di poter avvicinare i risultati di mio fratello’, ha detto. Il suo tempo è il 5° più veloce mai corso a Carpi. Anche Gezu ha fatto un salto in avanti notevoli, migliorandosi di 5 minuti. 

La gara femminile –
Anche nella prova femminile la vincitrice è stata capace di correre la seconda parte più forte della prima. Davanti si è formato subito un gruppetto di quattro atlete (Gebissa, Hailemaryam, Patelli e la keniana Mary Pkitany), transitato a metà gara in 1h16’52’. Un km dopo, all’altezza del 22° km, la 23enne di Bekoji – paese natale dei fratelli Bekele e delle sorelle Dibaba, oltre che del primo oro olimpico per un’africana di colore, Derartu Tulu (vincitrice dei 10.000 a Barcellona 1992) – ha iniziato ad accelerare (3’27’ il parziale) e solo la sua rivale è riuscita a seguirla per alcuni km. Dopo il 30° km le è bastato un nuovo allungo per involarsi verso il successo. Alle sue spalle si è aperta una battaglia bellissima per il 2° posto, vinta dalla Patelli, fino a sei anni fa schiacciatrice in serie B nella Excelsior Bergamo, capace di superare anche il problema di una caduta in gruppo poco prima del passaggio di metà gara. ‘Mi ero preparata bene e sapevo di poter correre forte – ha raccontato la 33enne bergamasca – dopo la caduta mi sono un po’ innervosita, ma pian piano sono riuscita a ritrovare la forza e nel finale il pubblico mi ha dato il doppio delle energie’. Il suo precedente primato era il 2h38’58’ con cui aveva vinto la maratona di Lucca un anno fa. Anche la russa Sarmosova si è migliorata nettamente, visto che aveva un record personale di 2h40’38’, e così ha fatto pure la Hailemaryam, pur avendo perso il podio negli ultimi metri: il suo 2h37’14’ finale ha limato quasi 3 minuti al suo miglior tempo.

Le altre prove – Oltre alle ormai collaudate prove dedicate ad handbike, carrozzine, skirollers e skaters (a seguire i primi tre per ogni classifica), il comitato organizzatore guidato da Cristiana Barbolini ha confermato le due prove intermedie sulla mezza maratona e sui 33,7 km. Al Parco Ferrari di Modena, sui 21,097 km, si sono imposti il lettone Janis Viskers (1h09’01’) e la svizzera Daniela Tarnutzer (1h19’47’), mentre a Soliera il primo posto è andato agli italiani Andrea Zambelli (2h03’37’) e Marcella Giana (2h27’42’).

ORDINE D’ARRIVO – UOMINI (Primi 8)

1. Nickson Kurgat (Ken) 2h08’36’
    (record della corsa: prec. 2h09’00’ Paul Kosgei Malakwen, Ken, 2010)
2. Betram Kimutai Keter (Ken) 2h09’27’
3. Belete Mekonen Gezu (Eth) 2h10’34’
4. David Toniok Cherono (Ken) 2h13’24’
5. Alberto Suarez Laso (Spa) 2h25’01’
6. Luca Merighi (Ita) 2h27’21’
7. Pietro Cabassi (Ita) 2h32’43’
8. Vincenzo Tanca (Ita) 2h32’59’

DONNE (Prime 8)
1. Deriba Godana Gebissa (Eth) 2h32’22’
2. Eliana Patelli (Ita) 2h36’18’
3. Venera Sarmosova (Rus) 2h36’50’
4. Ayantu Dakebo Hailemaryam (Eth) 2h37’14’
5. Alena Vinitskaya (Bie) 2h38’33’
6. Mary Ptikany (Ken) 2h40’04’
7. Sofia Riga (Gre) 2h41’37’
8. Laura Markovaara (Fin) 2h45’49’

Autore: cs

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