Cronaca — 12 dicembre 2007

Da Salerno a Paestum è meglio se ci vai per una passeggiata e non per disputare una maratona. Era già successo due mesi fa alla 21 km. disputata nella città salernitana, ma adesso sulla distanza doppia la medesima organizzazione ha toccato il fondo. Con poco più di duecento atleti in gara, dal venticinquesimo chilometro sono praticamente spariti i banchetti ristoro lungo il percorso. Già dalla centesima posizione i podisti rimasti a correre hanno dovuto fare a meno del prezioso liquido. Il ristoro solido? Ma chi l’ha visto


In compenso la Vis Nova Salerno (in collaborazione con la Promosport e con il patrocinio della Provincia di Salerno) ha allestito la gara pensando bene di convocare due speaker a commentare la maratona: uno alla partenza e poi entrambi all’arrivo.


220 atleti classificati, di cui 62 provenienti da fuori regione, 15 donne e 47 ritirati; questi i numeri della seconda edizione della maratona salernitana. Inutile dire che la corsa è stata fatta in compagnia delle auto, lungo la litoranea che da Salerno conduce a Pontecagnano, Battipaglia, Eboli, Capaccio e fino ai templi di Paestum, una lunga arteria paesaggistica, peraltro monotona per oltre venti chilometri. La clausola del regolamento prevedeva il termine della gara entro 5 ore ‘per esigenze legate alla chiusura del traffico’


Massimo Faleo, il supermaratoneta foggiano che ha diviso con me e con altri amici podisti parte di quest’avventura, all’arrivo è venuto furibondo a dirmi che è assurdo quanto accaduto, in centinaia e centinaia di gare non gli era mai successo. Per quanto mi riguarda, giunto nel centro abitato di Capaccio, dopo il trentaduesimo chilometro, sono andato alla ricerca dell’acqua. Perdendo tempo prezioso, ho trovato un negozio di frutta e verdura aperto ed ho chiesto una bottiglietta. I proprietari sono stati gentilissimi fornendomi ‘a volo’ mezzo litro dallo scaffale di vendita; grazie ancora! Qualche altro ha fatto lo stesso, dirigendosi nei pochi esercizi commerciali con le serrande alzate.


All’arrivo e dopo un bel po’ di riposo ho atteso la compilazione delle classifiche, dopo la chiusura ufficiale della corsa, allo scadere delle 5 ore; poi ho cercato il Giudice Arbitro per denunciare quanto avvenuto in gara, ai limiti della praticabilità della stessa, ma invano. Era pure lui scomparso come l’acqua, senza attendere che le classifiche fossero stilate, ‘E’ andato via’, mi hanno risposto i cronometristi. Allora alla presidentessa del comitato organizzatore ho chiesto spiegazioni. La sua risposta? ‘Sa, abbiamo avuto un furto ed è scomparso tutto’.


‘Un furto?, rispondo. ‘Sì, lungo il percorso i ciclisti in transito hanno preso i vostri ristori’, dice ancora lei, cercando di convincermi.


‘Ma che bravi, hanno portato via con le bici anche i tavoli e le cassette vuote?’


Al suggello della giornata ho guardato l’orologio; erano da poco passate le tre del pomeriggio


Addio, Salerno.

Autore: Giovanni Mauriello

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