Cronaca — 13 dicembre 2007

E’ difficile descrivere gli stati emozionali di chi ha partecipato alla Maratona di Salerno. 
Sui volti dei podisti, durante l’abituale riscaldamento e nell’attesa della partenza, si leggevano le giuste motivazioni: tutti a fare gruppo, a scambiarsi opinioni e tattiche sull’imminente competizione. L’adrenalina iniziava a prendere possesso del podista, benché chiari segni di una cattiva organizzazione lasciassero presagire il peggio.
Solo due bagni disponibili presso i locali dell’Azienda e Turismo. Lunghe file di persone nell’attesa del proprio turno. Di esercizi pubblici (bar) nemmeno l’ombra, d’altronde non poteva essere diversamente, la logistica dell’evento era stata prevista sul lungomare di Salerno (bellissimo lungomare); di bagni chimici nemmeno a parlarne . Molti podisti, per le proprie necessità, utilizzavano la spiaggia, sotto gli sguardi indiscreti di chi si affacciava alla balaustra che delimitava la strada dalla spiaggia.


Delusione e rabbia al termine della maratona.


Queste erano le emozioni che trasmettevano gli sguardi e i volti dei podisti a fine gara.
L’organizzazione aveva garantito sicurezza ai podisti con chiusura del percorso alle auto. Di quale percorso protetto si parlava? A quale strada con chiusura al traffico automobilistico l’organizzazione intendeva riferirsi?
Durante l’intero svolgimento della gara, i podisti si sono visti sfrecciare auto al loro fianco.
I vaffanc . d’imprecazione volavano copiosi.
Agli incroci mancava il personale incaricato per indicare l’esatto percorso ai podisti; fortunatamente gli incroci stradali  erano pochi, quasi tutti nel comune di Capaccio. Quei podisti che si sono trovati a correre da soli e che non conoscevano il tracciato, hanno dovuto chiedere alle persone del luogo la giusta direzione presa dagli altri podisti.
I ristori previsti erano pessimi. Molti podisti si sono trovati a correre senza potere usufruire del prezioso ed indispensabile liquido: l’acqua, perché inesistente su quei miseri banchetti, particolarmente nei due ultimi ristori.
Lo spugnaggio era semplicemente scandaloso. Le spugne o le mezze spugne (in alcune postazioni erano state divise a metà) utilizzate da altri erano raccolte da terra dagli addetti e rimesse nella bacinella dell’acqua. Addirittura, nella penultima postazione i podisti erano invitati a restituire le spugne, incredibile!
Dopo l’esperienza negativa dell’edizione del 2006 ( a fine gara, per ritirare il premio bisognava salire gli scaloni dello stadio Vestuti, perché proprio in sommità era stato previsto di ricevere il premio, che supplizio!), dopo l’edizione della Strasalerno 2007, altra esperienza negativa (bisognava ritirare il pacco gara, sotto un’incessante pioggia, da un furgoncino) forse è meglio che il popolo dei podisti faccia una lunga pausa di riflessione e si dimentichi delle gare organizzate a Salerno.


 

Autore: Francesco Diana

Share

About Author

Peluso

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>