Cronaca — 08 novembre 2010

Si è conclusa anche quest’anno la Maratona di New York. I vincitori sono stati Edna Kiplagat e Gebre Gebremariam, ma la vera curiosità di questa edizione è stata la partecipazione alla manifestazione di uno dei minatori intrappolatti nella miniera in Cile, Edison Pena. Una nota triste nella Maratona più famosa del mondo è stato l’addio alle gare di Haile Gebrselassie, per ben due volte campione olimpico nella gara dei diecimila metri e primatista nelle passate edizioni della maratona di New York. Gebrselassie ha dichiarato, non senza una vena di malinconia: ‘Non avevo mai pensato a ritirarmi. Ma ora e’ arrivato il momento di fare un passo indietro e lasciare spazio ai giovani’. Ma andiamo a conoscere meglio i due vincitori di ques’anno della manifestazione. Edna Kiplagat ha 31 anni ed è la prima donna del Kenya a vincere la Maratona di New York dal 2003. Già in marzo l’atleta aveva vinto la Maratona di Los Angeles. L’ammontare della vittoria è di 130000 dollari. Per festeggiare la vincita, la Kiplagat si concederà un viaggio alle Hawaii e un hamburgher. Si sa, correre mette fame! Per quanto riguarda Gebre Gebremariam è la sua prima maratona, come lui stesso dice ai giornalisti: ‘Non posso crederci, sono cosi’ felice. E’ la mia prima maratona: non ero sicuro di farcela invece ho vinto’. Gebremariam ha dedicato la vittoria alla moglie: anche lei doveva partecipare, ma un infortunio l’ha bloccata a casa. Una piccola curiosità: Gebre è allievo di Haile Gebrselassie, che proprio in questa edizione della Maraona di New York ha dato l’addio al mondo delle corse. E arriviamo adesso a Edison Pena, lo ricordiamo in quanto uno dei 33 minatori rimasti intrappolati nella miniera in Cile per più di due mesi. Pena è riuscito ad arrivare al traguardo, ma camminando, in quanto durante la gara si è infortunato. Sembra che il minatore abbia continuato ad allenarsi per tutta la durata della prigionia sul fondo della miniera. Felice di essere riuscito a partecipare alla maratona, ha detto ai microfoni: ‘L’accoglienza della città però è stata favolosa, calda, con la gente che mi ferma per strada e mi chiede come sto e cosa ho provato. Corro per dimostrare che la maratona si può fare e per dimostrare ai ragazzi che correre significa essere liberi’.

Autore: ferdinando Fontanella

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Peluso

  • francisco fernandez, asa detur

    “…primatista nelle passate edizioni della maratona di New York.” La persona che ha scritto questo non sa proprio il fatto suo. Era la prima volta che partecipava.

  • A.S.D. NADIR

    Chi è il primo arivato tra gli europei?

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