Cronaca — 10 novembre 2009

Clicca per l'immagine full sizeViaggio nel Viaggio dell’Onda perfetta. La percezione di essere nel bel mezzo di un evento speciale si è avvertita quando siamo giunti all’aereoporto JFK di New York. A qualche Km. dal suolo, le luci della Grande Mela facevano presagire che saremmo stati ‘preda’ appena atterrati. Durante il trasferimento in hotel, era già notte, ognuno sentiva il suo essere cosi’ piccolo di fronte a tale grandezza. Era complicato alzare la testa per osservare la fine di questo o di quell’immenso grattacielo. Sistemati i bagagli, siamo entrati in camera, giusto alcuni minuti ..era in atto il rapimento. Nello stomaco era tutto un vibrare; ma che ci facevo in camera ? Notte per strada; da solo al centro del mondo. Gli enormi bocchettoni fuori dagli edifici iniziavano l’opera guidati dalla mani esperte degli operatori ed i potenti getti spazzavano dalla strada ogni cosa e nel giro di pochi istanti era everything all right ! La mattina della vigilia l’enorme buco di Ground Zero ci ha riportato ad otto anni prima deve essere stata davvero dura quel giorno, e mentre si ritornava indietro nel tempo, New York ti lanciava addosso un’altra occhiata facendoti capire che aveva già cambiato pagina. Tutto passa e si rinnova a N.Y. Ogni cosa e’ semplicemente cosi dinamica ed a tratti irreale che da un momento all’altro sembra che ogni struttura possa essere demolita ed innalzata nel giro di pochi istanti.In ogni angolo c’è qualcuno all’opera consapevole e responsabile di essere parte del vortice che alimenta la metropoli;totalmente diverso dai nostri giardini dove perennemente e senza via di uscita si assiste all’avanzare della decomposizione dell’essere umano,di chi attende l’ora di pranzo , di chi vuole essere milionario e . l’Atalanta che all’ultimo minuto si è fatta raggiungere dal Chievo Verona ed ha vanificato le speranze di vincita . A New York la mente si libera,l’anima vibra ed il corpo procede da solo come un automa.Pieni di energia,si và in giro e si ammira ogni cosa. Spaghetti al pomodoro fresco ed ultimi preparativi per lo zaino e le cose da indossare all’indomani prima delle griglie di partenza,poi tutti al letto per tentare di riposare qualche ora prima del grande giorno.La sveglia è alle 04,30,il bus allle 05,30.Alle 03,00 già tutti in piedi per un the in cucina;è l’inizio,senza riposo,del Grande Giorno. Il bus sotto l’hotel preciso alle 05,30 ci porta ai traghetti per il primo guado del Ponte di Verazzano. Allo sbarco un ‘altra navetta ci porta su zona di partenza dove,dopo essere stati minuziosamente controllati dalla polizia,ci attende la marea dei fratelli runners.Sono le 07,40 e mancano 2 ore allo start.Entriamo in cinque e mi ritrovo poco dopo da solo alle prese con brioches,barrette energetiche,the caldo e l’andirivieni dai bagni .Nessuno parla con nessuno,ma stranamente ci si sente un tutt’uno; c’è qualcosa che si muove dentro e ci accomuna. L’energia è tanta, si avverte in ogni gesto che si compie,tutti siamo consapevoli di partecipare alla cosa più bella che in quel momento della nostra vita ci potesse capitare e nello stesso istante percepisco che non ho più tempo per fare le cose che non mi piace fare e intanto sono le 09,15, il pettorale 10210 si accinge ad entrare in griglia.Un morso alla barretta,un sorso d’acqua, un po’ di stretching e via la tuta che ci riparava dall’umidità del mattino. Si arriva al ponte;inno nazionale,introduzioni dei top runners,conto alla rovescia ,sparo del cannone e viaaaaaaa ! Il primo miglio,in salita, è solo un volare di indumenti e raffiche di vento. E’ il momento dell’adrenalina a mille.Sembra di essere sulla luna, sospesi sul ponte in attesa dello sbarco.Le scarpette che calpestano il suolo: è la sinfonia ,la sinfonia perfetta.Noi tutti siamo l’onda,l’onda perfetta.Io sono uno dei 42 mila,uno dell’onda perfetta. Lo sbarco a Brooklyn è avvenuto dopo circa due miglia ed alla prima curva l’impatto con la folla è stato inebriante.Voci festanti e musica mi accompagnavano e mi spingevano forse piu’ del dovuto. L’abbraccio con la folla diventava con il passare dei km.sempre piu’ intenso.Avevo bisogno delle voci,dei tocchi,dei campanacci e delle band che ad ogni isolato si esibivano.Era un susseguirsi di emozioni metro dopo metro,km. dopo km. fino a quando il satellitare,giunto a metà percorso,mi ha riportato all’aspetto tecnico del viaggio, 21 km. in h. 1,29.La mente è libera,le gambe vanno da sole,non mi resta che procedere e, dopo l’attraversamento delle tre miglia del Queensboro Bridge, di nuovo preda della folla. Il mondo era là concentrato, dietro le transenne della First Ave di Manhattan. Le urla, i tocchi,i forza Italia e gli occhi colmi di ammirazione delle persone mi riportavano sui quattro minuti al km. Avevo calcolato che nei pressi del 26 km. iniziava il rettilineo che avrebbe assestato il mio passo con andatura da crociera ; invece il primo shock era li’ , dietro l’angolo.L’ennesima band suonava ‘All my love ‘ dei Led Zeppelin.La mente si è impadronita di me stesso,lo scoppio di lacrime è stato inevitabile.Correvo e piangevo,piangevo e correvo. Insieme a me correvano tutti i miei cari e sentivo di allontanarmi dall’aspetto competitivo dell’evento era giunto il momento di procedere con il passo giusto,ero obbligato a farlo per loro. Si era nel Bronx ,20° miglio,media 4,10 al km.proiettato per chiusura intorno alle 3 ore ,sarei scoppiato dalla felicità. Dopo l’ennesimo saliscendi,inaspettatamente ,un tendine della gamba sinistra blocca il mio passo.Mi fermo ed accosto a destra,dove in maniera fulminea si avvicinano alcuni assistenti a cui faccio segno che tutto è a posto e sotto controllo.2 minuti di stretching e via ad andatura ridotta era già in agguato la gamba destra,che a 2 miglia dal traguardo mi prende in ostaggio per altri due minuti.Ormai ero li’,al Central Park,mancava poco ancora quattrocento metri non era finita ancora.La fame mi blocca la mente,in preda al panico non riesco a procedere.Devo ad ogni costo tirare fuori la barretta energetica non utilizzata precedentemente.Riesco a prenderla dal taschino,ma devo fermarmi per aprirla con i denti;la divoro e taglio il traguardo esausto, abbracciato ad un altro dell’ Onda perfetta e ci chiediamo : << a quando la prossima ? >> !

Autore: Luigi Di Meo

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Peluso

  • Ignazio Ponticelli,Ercosport

    Grande Gigi,spero d’incontrarti domenica a Bacoli x congratularmi con te da vicino .

  • Marco Cascone

    Splendido resoconto di cosa sia per davvero la corsa. Emozione e immediata voglia di ricominciare. Complimenti Gigi

  • gigi x il “Dream team”

    ….Mi sentivo anche i Vs. compagnia .Grazie ragazzi,a domenica.

  • Lucia Avolio, NNM

    Mannaccia a te Gigi di Meo….capisc’ a me. Sei straordinario,buki l’anima,(la mia di sicuro)…

  • Pino De Maio asa detur

    Caro Gigi, pur gareggiando e suonando per ben due volte al Central Park, e pur vivendo per alcuni mesi a New York per lavoro mi hai fatto venire una gran voglia. Ho deciso l’anno prossimo ci sarò anch’io. Complimenti per il commento e per la prestazione, se mi sento bene ci vediamo a Bacoli, tanto noi anche se non ci vediamo alla partenza ci incontriamo strada facendo.

  • carlo cucciniello -atletica amatori irpini

    ho corsa la maratona in questione lo scorsco anno ed in verità non condivido questi struggevoli sensazioni per una corsa che di struggevole e sentimentale ha molto poco e molto di businiss. comunque è bello esprimere le proprie sensazioni

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