Cronaca — 08 novembre 2009

Pioggia, vento, gelo No, non é l’inizio di una pubblicità di uno pneumatico, ma le condizioni climatiche che hanno accolto chi stamani si é presentato a Livorno. La corsa, lo sappiamo, é fatta di dedizione, allenamento, voglia, qualche soddisfazione e tanta sofferenza. Bene, oggi tutte sono state componenti accessorie, meno l’ultima. Ritrovo il mare, lo aspettavo da nove mesi, come un figlio. Era da Valencia che non lo vedevo. L’avevo lasciato azzurro, confortante, calmo, invitante anche se era febbraio; lo ritrovo torvo, agitato, cinereo, schiumante di rabbia e rancore. Sembra ce l’abbia con tutti, con chi stamani osa sfidarlo, anche solo avvicinandosi per corrergli accanto o per sentirne l’odore o il sapore di sale. I vecchi sulla terrazza a mare danno uno sguardo ironico verso di noi ed uno verso le onde, scuotono la testa (ma per chi?). Stamani non si esce, stamani le barche rimangono ormeggiate. Noi no. A nessuno vengono in mente le cose che normalmente si associano a questa città. Non ci sono i canali da navigare nei battelli illuminati, non ci sono gli scogli dell’Ardenza, non c’é il cacciucco o il fresco sapore di una frittura di mare. C’é solo acqua gelida e vento, ovunque. Ti avvolge e ti segue da tutti i lati senza una direzione precisa, si insinua e ti entra nelle ossa. Sembra sempre di andargli contro. Abbiamo tutti voglia di partire, anche in anticipo, purché si parta, purché finisca il prima possibile. Come un male, un dolore o qualcosa che non vorresti mai dover sopportare. Ci sono anche tratti coperti dalle intemperie: quelli nelle strade del centro, quelli lungo i canali, ma sono anche quelli più tecnici. Fatti di curve, ponti, lastricati, marciapiedi scivolosi e nessuno a guardarti (come non capirli?). Poi c’é l’asfalto bagnato quando il percorso ritorna verso l’Accademia Navale. Un passaggio all’interno per apprezzarne la bellezza sfiorando un veliero, sotto lo sguardo attento dei Cadetti. Ordinati, puliti, composti ed eleganti come fossero finti, come non lo siamo noi che gli passiamo accanto sfiorando la loro perfezione. Poi la strada si snoda verso Antignano, verso il nostro mare aperto.

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Peluso

  • Comitato Organizzatore

    semplicemente grazie

  • francisco “curro”, asa detur, napoli

    ciao Federico,
    io c’ero! come dicono. Mi è piaciuta molto questa mezza. E meno male che era mezza! Però, anche con queste condizioni, diventa ancor più un buon test della propria condizione fisica e sopratutto mentale in vista della maratona di Firenze. Complimenti per l’articolo e la tua follia non si discute: Erasmo et Beyoncé uniti, nemmeno la natura c’avrebbe pensato.

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