Cronaca — 01 dicembre 2008

‘Non si è mai una grande città senza una grande maratona’. E’ una frase che ho sentito spesso, forse un po’ eccessiva, ma, con la crescita esponenziale del podismo su strada, sicuramente, oggi, appropriata. Firenze è da secoli una grande città, a precindere, comunque si è costruita una maratona, maratona che in 25 anni è diventata la seconda in Italia. La Maratona di Firenze: la prima maratona! Una maratona che mi rimarrà per sempre impressa nella mente, le cui fasi, che vado a descrivere hanno caratterizzato una splendida giornata.


Prima fase – Km 0-10 – L’attesa


Attesa non è solo la partenza da Piazzale Michelangelo, da cui si domina e si ammira tutta la città, ma attesa è anche la prima parte di corsa, dove si riscaldano i muscoli e si testa la condizione, attesa è anche quella che si avverte prima di entrare nella città d’arte dopo aver toccato la periferia ed attesa è anche quella che si avverte per la lunga strada da percorrere. Come per incanto nella mia testa va in funzione un ‘juke box’ virtuale dal quale comincia a sentirsi una canzone che mi accompagna in questo primo tratto: ‘The long run’ – Eagles.


Seconda fase – Km 10-20 – L’euforia


Questa è la fase nella quale qualsiasi podista che abbia svolto un minimo di preparazione comincia ad avvertire i benefici della stessa: le gambe girano che è una meraviglia, non si avverte stanchezza, il viso è disteso e si chiacchera facilmente. A Firenze è anche la fase nella quale si possono ammirare le bellezze del posto. Si cambia musica il ‘juke box’ passa ad un’ottimistica e trascinante “Y.M.C.A”  dei Village People.


Terza fase: 20-30 Km – ‘Il Ritorno sulla terra’


Dopo il 21° Km cominciano ad affiorare i problemini; inevitabilmente sopraggiunge la fatica, le gambe girano ancora bene ma comincia a sciamare il vocìo, si riesce ancora ad ammirare qualche bel posto ma l’attenzione comincia a focalizzarsi su sé stesso. Mentre si raggiunge il muro del 30° Km l’unico rumore percettibile sembra essere quello del silenzio. Inevitabilmente la musica cambia: si passa a Simon e Garfunkel con ‘The sound of silence’.


Quarta fase: 30-40 Km – ‘Il tunnel’


Quello che in una generica maratona è il muro del trentesimo Km a Firenze diventa ‘Il tunnel delle Cascine’. Neanche il miglior sceneggiatore di un film di Dario Argento avrebbe potuto pensare ad un finale del genere: scompare la città, scompare il pubblico, davanti solo una strada lunga, dritta e piatta; ed inoltre: gambe stanche, forze al minimo, si va avnti per inerzia. Non si parla più, il viso è contratto in una maschera di sofferenza. Per un attimo si ferma anche la musica per poi riprendere con una vecchia canzone di Nada ‘Ma che freddo fa’ soffermandosi su una strofa: ‘Tu ragazza m’hai deluso hai rubato dal mio viso quel sorriso che non tornerà‘


Quinta fase 40-42 Km – ‘La gioia’


Ed invece il sorriso ritorna, esattamente  al 40° Km, è bastato solo non perdere la speranza. Quando si attraversa piazza Duomo, entrando di nuovo in centro, ci si rende conto che la maratona sarà conclusa anche a costo di tirarla con i denti. La canzone finale che mi accompagna e dei REM ‘ Imitation of life’ Che, con il suo trascinante ritornello ‘Camon’ ci permette di tagliare il tragurado di Piazza di Piazza Santa Croce: E’ Finita! Ho concluso la mia prima maratona.
Queste sono le emozioni che ho potuto leggere nelle espressioni del viso della persona che ho avuto il piacere di accompagnare al suo esordio nella maratona; una persona che riesce as emozionarsi tanto da avere i battiti a 120 alla partenza e gli occhi lucidi all’arrivo incitando ad un podista scomparso. Un persona al quale volevo fare i complimenti in modo particolare ed ho pensato a questo:

Enzo, complimenti per la tua prima maratona!

Autore: Lorenzo Rispoli

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