Cronaca — 11 ottobre 2007

Ad arricchire il mio curriculum sportivo mancava una Maratona Internazionale Europea, dopo l’esperienza newyorkese dell’anno scorso. La scelta è caduta sulla MARATONA DI BERLINO, e direi che si è rivelata un’ottima scelta.
Alla soddisfazione personale di aver centrato l’obiettivo minimo prefissato, ossia entrare nei primi cento classificati, si unisce la bella esperienza vissuta in una città BERLINO che merita di essere visitata.
Ritornando all’evento sportivo, è stata la MARATONA dei record, non solo di partecipanti (40.215 dico bene quarantamiladuecentoquindici) ma soprattutto per la migliore prestazione mondiale ottenuta dall’etiope HAILE GEBRESELASSIE.
Il percorso veloce e l’apporto notevole del pubblico distribuito su tutti i 42,195m del percorso, hanno contribuito alla realizzazione di questo record ponendo la maratona di Berlino nell’elite delle maratone d’alto spessore senza dimenticare che questo stesso percorso, queste stesse strade, ospiteranno la MARATONA dei Mondiali del 2009 e che lo spettacolo sicuramente non mancherà.
Correre una maratona rappresenta l’atto finale di una lunga preparazione che dura almeno 3-4 mesi. In tutto questo periodo che precede la gara, gli allenamenti sono spesso molto duri e intensi, non mancano momenti brutti, ma per fortuna ci sono anche momenti belli che compensano l’enorme sacrificio che una preparazione del genere comporta.
Ogni maratona è una gara a se, è difficile fare calcoli a tavolino, bisogna correrla, finirla per poi commentare a freddo il risultato ottenuto. Molti campioni passati alla maratona sono rimasti scottati a conferma che si tratta di una gara diversa dalle altre.
Ritornando alla mia maratona, corsa nonostante una preparazione in ‘salita’, che mi ha visto ridurre i ritmi nel momento cruciale, sono soddisfatto per quello che sono riuscito ad ottenere su un percorso veloce, anche se il rammarico non manca per via delle condizioni non ottimali.
Raggiungere il traguardo di una maratona rappresenta un momento che rimane vivo nella mente per molto tempo, come dimenticare gli ultimi 500m del percorso che ci ha portato ad attraversare la porta di BRANDEBURGO, il monumento più conosciuto di Berlino simbolo dell’unione delle due città, per poi raggiungere l’apoteosi finale, il TRAGUARDO.
Dedico questa maratona a mia figlia KATIA e a mia moglie INES ‘Sponsor nel cuore’, e ad un carissimo amico FELICE PELLECCHIA che da 7 mesi non è più con noi, ma credo che la SUA passione, la SUA dedizione, la SUA voglia di correre e il SUO sorriso, mi abbiano accompagnato in questa esperienza berlinese.
Per la cronaca ho corso la distanza in 2h 35′ 20” ottenendo i seguenti risultati:


79°      Assoluto
4°        Italiano


 


In conclusione volevo ringraziare i miei amici e compagni di avventura, nell’ordine:
Alessandro Giacinto
Antonio Audia
Antonio Piccolo
Franco Marchetti
Ioli Deano
Vera Reschke

Autore: Giovambattista Audia

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