Cronaca — 29 ottobre 2008

Lago AviglianaE’ la prima volta che mi ritrovo a correre una maratona già disputata in passato su un percorso identico. In fondo, quello che cerco è sempre il confronto con me stesso, e con la Maratona di Avigliana ho l’occasione di vedere cosa sarà cambiato e come saprò comportarmi a distanza di un anno. Il mio obiettivo principale rimane comunque quello di restare sotto le 2h30′.


Le condizioni ambientali non sembrano tanto diverse. E’ una bella giornata serena con qualche grado in più dello scorso anno e non penso che arriverà ad essere caldo.


Anche le condizioni fisiche sembrano confrontabili. Gli allenamenti dedicati alla maratona sono stati pochi (ricordo bene cosa facevo una volta!). Nessun lavoro in pista, un medio di 15 km ad un presunto ritmo-maratona di 3’30’, qualche salita o allenamento frazionato con Diego e Said, e due soli lunghi questa volta più lunghi, intorno ai 35/36 km. Per il resto una maratonina d’allenamento e un’altra da gara con un promettente 1h08’45’ non mi fanno temere i 42 km che mi aspettano.


Mi riscaldo da solo in prossimità del luogo di partenza, in giro ci sono pochissimi podisti. La maggior parte si riscalderà partendo dal punto di ritrovo per la distribuzione dei pettorali e dal parcheggio principale situati ad un paio di chilometri, in prossimità dell’arrivo.


Incrocio Philimon Kipkering, vincitore lo scorso anno e come sempre mi riserva un saluto caloroso. ‘Ciao Marco!’. ‘No, io sono Salvatore, Marco vive vicino Napoli!’. Penso che in realtà Philimon ci distingua benissimo, è solo che non ricorda il mio nome! Mi confessa di non stare bene, ed oltre a Joshua Rop, keniano come lui, teme Fabio Rinaldi (‘Lui forte, vero?’).


Sulla linea di partenza incontro Mario Prandi, anche lui presente lo scorso anno. Avevamo corso praticamente tutta la maratona assieme e gli chiedo le sue intenzioni, sperando in una possibilità di collaborazione. ‘Vorrei partire più brillante dell’anno scorso’ mi dice, e la cosa mi preoccupa un po’. Eravamo partiti intorno ai 3’35’, passando alla mezza maratona in 1h15’02’ e finendo poi in leggera progressione. Io non sono sicuro di reggere oggi una media da 3’30’, ma non credo di essere mentalmente propenso a lasciarlo andar via da subito. Non per agonismo, quello vorrei che non subentrasse prima del trentesimo km, quanto per non rimanere solo e perché in fondo mi piacerebbe essere costretto a correre più forte di quanto la mia solita prudenza vorrebbe concedermi. Sicuramente con noi verrà anche Silvio La Rocca, tornato a correre dopo qualche mese di inattività.


PartenzaLe fasi preliminari della partenza non vanno per le lunghe, e partiamo senza lasciare il tempo alle paure di affacciarsi. No, non ho paura, non temo la distanza. La mia è solo una leggera ansia, il rispetto dovuto alla Maratona, a tutte le sue possibili e affascinanti incognite.


Fabio Rinaldi e Joshua Rop prendono subito il loro passo e si allontanano. Philimon Kipkering indugia (come l’anno scorso) e con un allungo li raggiunge dopo qualche centinaio di metri. Come previsto mi ritrovo con Mario Prandi e Silvio La Rocca e con qualche amatore che sta provando un avvio allegro. Ci sorpassa anche Pietro Colnaghi che non conoscevo e che pochi attimi prima diceva di avere vinto la maratona in 2h25′ la scorsa settimana ad Alessandria. Va molto più forte del nostro gruppetto (può reggere quel ritmo fino alla fine, con una maratona già nelle gambe?), e quando la situazione si assesta siamo ormai decisamente quinti. Lo scorso anno eravamo settimi, è già qualcosa in più.


Oltre a Mario e Silvio, è rimasto nel gruppo anche un quarto ragazzo (Francesco Caroni) che si mantiene dietro, sempre coperto. Noi tre davanti, invece, procediamo appaiati, ad un ritmo che mi sta bene e che non è per niente più brillante dello scorso anno. Anzi, quando il bip del cronometro suona 100 metri prima dei 5 km scopro che siamo partiti parecchio più piano.


Per un attimo Mario Prandi ci mette tutti in fila indiana, poi ci ricompattiamo. Era una prova di allungo? Tra tutti stranamente Silvio mi sembra il più fresco, Mario stesso è leggermente ansimante.


Renzo Fallarini, l’organizzatore, chiede dove vuoi le borracce’. Una moto ci affianca e mi chiedono dei miei ristori personalizzati. E’ vero, ho scritto sulle bottigliette il mio nome e il mio pettorale, ma non ho indicato il km! ‘Dieci, venti e trenta’, glielo avevo detto a voce, ma è una superficialità ed un approssimazione che da me stesso non mi aspettavo. Grazie Renzo …


Arriva il numero 9!’ Al ristoro del 10 km premurosi i volontari si affrettano a passarmi la bottiglietta con il mio pettorale. E vai! La prima l’ho recuperata … ho bisogno degli zuccheri per arrivare in fondo.


Il bip dell’orologio mi avverte che adesso siamo in pari rispetto all’anno scorso (scoprirò a fine gara che in realtà devo avere sentito il bip di un altro orologio, perché siamo ancora in ritardo di 28′).


Andando verso Almese dopo il 12 Km c’è il primo scossone della giornata. Io andrei voi cosa fate? sembra chiederci Mario voltandosi. No grazie, io resto qui è la mia tacita risposta. Anche io, aggiunge Silvio. E in un attimo Mario si ritrova una ventina di metri davanti a noi. L’altro ragazzo, sempre coperto rimane dietro di noi.


E’ una fuga di breve durata. In un paio di km, approfittando della salita che ci porta in paese riesco a ricucire lo strappo. ‘Ci siamo persi Silvio’ dico a Mario raggiungendolo. ‘Oggi sarà dura restare sotto le 2h30” è la sua risposta sfiduciata. No, perché, io sto benissimo. Mi aveva detto che sarebbe voluto partire più velocemente dello scorso e non l’ha fatto. Adesso manifesta questa mancanza di sicurezza. Forse non si sente bene come vorrebbe. Silvio si è staccato, mentre l’altro ragazzo è sempre con noi.


Al ristoro del 15 km bevo, mi ritrovo avanti e mi concedo di rallentare per aspettare gli altri. Decisamente Mario non mi sembra attivo come lo scorso anno.


Ignoro lo spugnaggio del 17 km. Come lo scorso anno è posizionato sulla destra, completamente fuori dalla traiettoria ottimale, in una strada, la SS24, larghissima che curva a sinistra. Mario ha invece bisogno della spugna e invita i volontari ad avvicinarsi a noi per portarci le spugne. ‘Voi non volete la spugna’ ci chiede Mario. ‘Me ne guardo bene … per andare a prenderla l’anno scorso mi hai staccato e ciò messo 10 km per riprenderti!’.


Lasciamo la SS24 e saliamo verso Novaretto. Sono leggere pendenze che a me piacciono molto. Come tutti, forse ho da perdere rispetto ad un percorso piatto, ma quando dopo la discesa ci ritroviamo nuovamente in pianura mi ritrovo con un passo diverso e con una sensazione di estrema leggerezza.


Rischiando di farmi male per recuperare senza rallentare la mia bottiglietta posizionata in fondo al tavolo bevo i miei zuccheri del 20 Km. Mario fatica a starmi al fianco. E’ più spesso dietro. Anche l’altro ragazzo non è più attaccato, non so più se è ancora con noi poco dietro o no.


Il bip dell’orologio mi avverte che alla mezza siamo in ritardo di circa 100 metri (19′) rispetto all’anno scorso. Non me l’aspettavo. Mi sembrava che stessimo correndo bene già da un po’, come mai siamo ancora in ritardo? Ci rimango male perché mi sembra di stare bene, voglio finire sotto le 2h30′.


Stacco Mario e resto solo.


Questa è una maratona molto bella da correre in solitudine. La Valle di Susa con i suoi colori e il torpore di una domenica mattina autunnale è una bellissima compagnia. Il pubblico è poco, solo un po’ di persone quando attraversiamo i paesi, anche se sembra più caloroso lo sguardo incuriosito di un cavallo dietro di un recinto, che la fredda indifferenza del pubblico, soprattutto a Condove. Ma è la stessa Condove che apprezza la bella Notturna, la gara di luglio? C’è tanta gente affacciata dalla ringhiera della piazzetta e non si sente il minimo incitamento. Mi delude al punto che do fiato ai miei pensieri e ‘Un po’ di incitamento non guasta!’ dico a voce alta. Frustati dalle mie parole, gli spettatori si svegliano e sento gli applausi indirizzati a me ed anche a chi mi segue a distanza.


Tornati sulla SS24, comincia un ottimistico conto alla rovescia dei chilometri solo 18 … solo 17, l’atra sera ne ho corsi 15 e adesso non sto peggio. Sì, ce la faccio a finire sotto le 2h30′!


Nei lungo rettilineo che ci porterà al giro di boa comincio a vedere la sagoma di qualcuno che mi precede correndo. Un podista della domenica che approfitta del percorso della maratona per il suo jogging o la Maratona sta presentando il suo conto a qualcuno dei miei rivali? E’ vestito come Pietro Colnaghi, è lui? Non riesco a capirlo, ma il distacco approssimato di 1’40’ è sceso a 1’20’ nel giro di poco.


Ecco, ha svoltato …ed io svolto dopo 45′. Ormai è mio, lo prendo! E’ Pietro Colnaghi, ormai ne ho la certezza. Sebbene distante si vedono già gli appariscenti tatuaggi lungo le braccia. Sta pagando la maratona della scorsa settimana e l’avvio avventato di oggi.


Lo raggiungo prima del Km 30, nel centro di Sant’Antonino di Susa e non può opporre nessuna reazione, dà solo uno sguardo timoroso alle mie spalle sperando che nella mia scia non ci siano altri. Adesso sono quarto e non credo che da dietro possa rimontare nessuno.


Forza Salvatore!’ Pippo Lo Faro, giudice Fidal si sbilancia in un incitamento. Mi aspettavo invece di trovare Luciana ed Elso, li cerco con lo sguardo, se hanno deciso di venire a vedermi dovrebbero essere qui, ma non li vedo.


Recupero anche gli zuccheri dell’ultimo ristoro programmato e sono un po’ stanco, ma non come l’anno scorso, quando avevo finito dando fondo ad ogni briciola di energia.


Siamo sotto la Sacra di S. Michele, in una stradina stretta con qualche casa sparsa e un po’ di boscaglia, coraggio ancora dieci chilometri!


E dietro una curva all’improvviso la sorpresa di un altro maratoneta in difficoltà. Non ci credo, posso salire sul podio! Ha la canottiera bianca … com’era vestito Fabio Rinaldi? No, è Philimon Kipkering! Tra tutti quelli che mi precedevano è l’ultimo atleta che mi aspettavo e col quale potevo desiderare di giocarmi un finale di gara. Come mi comporto? Devo provare a staccarlo subito?


‘Ti stavo aspettando’, mi dice, o questo è quello che mi sembra di capire. Il suo Italiano non è mai molto chiaro. ‘Tutto ok? Dai, andiamo!’.


Mi piacerebbe che corresse al mio fianco, giusto per collaborazione sul ritmo, invece si mette subito in scia. Proprio come temevo, aspetterà la volata ed io non avrò speranze. Non so quale sia il motivo per cui mi stava aspettando. Spesso tossisce, forse è influenzato. Io insisto con il mio ritmo che reputo insufficiente per poterlo staccare, ma non riesco a trovare altre armi a mia disposizione. Vorrei finire bene. Già, finire. Non guardo l’orologio dal Km 21 … se finissi a 3’30’ … sotto le 2h28′, incredibile!


Per un attimo verso il 35 Km sento Kipkering distante una ventina di metri, ma l’illusione dura poco, in un attimo mi raggiunge e si rimette in scia.


Avrei degli zuccheri da prendere, per un finale concitato potrebbero servire. ‘Vuoi degli zuccheri?’ gli chiedo. ‘No, grazie’, allora neanch’io. Più che cavalleria in realtà non ho voglia di scompormi per recuperare il sacchettino di gel, aprirlo e bere. Sto correndo bene … va bene così … ormai stiamo finendo.


Con Philimon a 300 m dall'arrivoUno stanco tentativo di finale in progressione nell’ultimo km, e mi presento ai 400 m del rettilineo finale davanti a Philimon. Un mio abbozzo di volata e lo costringo a reagire, e agevolmente mi sorpassa per finire, lui, terzo in 2h27’19’.


Ha vinto Joshua Rop in 2h18’51’ davanti a Fabio Rinaldi (2h23’12’). Tra le donne ha vinto Deborah Toniolo in 2h51’03’. 


Io sono quarto in 2h27’23’ (1h15’21’ + 1h12’02’), quasi due minuti meglio dello scorso anno, e solo 14′ peggio del mio esordio di 13 anni fa. E pensare che fino a due settimane fa ero indeciso se andare a correre, oggi, una staffetta 3 x 4 km!


Dietro di me, Pietro Colnaghi resistendo ad altri attacchi è quinto in 2h33’22’ poi Mario Prandi (2h34’18’), Francesco Caroni (2h24’30’) e Silvio La Rocca (2h40’13’). Bravo Saverio Mittica, compagno di tante corsette serali, 12° in 2h49’04’.

Autore: Salvatore Calderone

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Peluso

  • bigo iacopo–>CUS TORINO–< 5 GIUGNO 2009

    Grande salvatore !!!
    io per sfortuna ho avuto l’onore ben poche volte di correre con te…
    ma spero si rifarmi ora che sto iniziando ad andare un pelino più forte…
    davvero molti complimenti…
    spero che tu ti riprenda presto dal tuo infortunio…
    ciao IACOPO

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