Cronaca — 20 gennaio 2011

Eh, sì! Devo proprio dire che la gara a cui ho partecipato domenica scorsa è proprio una di quelle gare in cui ci si sente come a casa propria, dove tutto, pur fatto con grande professionalità, ha uno spirito ‘casalingo’, nella migliore accezione del termine; se poi aggiungiamo che anche l’organizzazione è opera principalmente della famiglia Vedilei/Costetti, a cui hanno dato una valida mano nell’organizzare la parte finale (‘protocollo’ & premiazioni) le famiglie Gozzi/Accorsi, capiamo che il termine con cui ho ‘etichettato’ la gara è forse quello più appropriato.


Se le occasioni per riunire le famiglie sono spesso matrimoni e battesimi, le ‘maratone’ sono le occasioni per riunire i … maratoneti e gli ultramaratoneti, che corrono la maratona come riscaldamento. 


Come spesso accade nelle riunioni famigliari, queste sono l’occasione per rivedere parenti di cui si erano perse, per vari motivi, le tracce.


In questa ‘riunione di famiglia’ ho avuto il grande piacere di rivedere con ‘le scarpe ai piedi’ Giovanni & Mauro, i miei ‘cugini’ romani, e quello che più mi ha rallegrato è stato rivederli dopo la gara sorridenti e soddisfatti per aver superato in modo positivo il loro test. Spero di averli presto al mio fianco in una delle prossime gare, (anche se il termine a fianco, forse non è proprio indicato. OK, diciamo a fianco sulla linea di partenza!)


Ho anche rivisto, abbigliato alla Kit Carson’, Paolo, che da quanto è in pensione è passato da intrepido maratoneta ad allegro giramondo, ma che ha promesso che presto riprenderà a correre.


Da sottolineare la presenza tra gli altri del ‘campione’ Ivan (ha vinto la Spartatlon 2010), campione non tanto e non solo per meriti sportivi, ma anche e soprattutto per i suoi atteggiamenti nei confronti di persone meno fortunate di noi, e di ‘grillo parlante’ Ciro (che dicono di fede interista, ma non capisco da cosa si possa dedurre…), che, oltre ad essere un ottimo ‘ultramaratoneta’ (anche lui ha terminato la Spartatlon), è un ottimo cronista. Certo che se alcuni avessero messo in atto almeno un suo consiglio le sponde del Lamone sarebbero state più pulite!


In quasi tutte le riunioni famigliari, c’è sempre lo ‘zio prete’. Poteva mancare a questa riunione? No, naturalmente: noi avevano il nostro presidenteiutasegretariorbpreteperacclamazione don Gregorio, che dispensava a tutti i suoi sermoni.


La ‘maratona’ (Maratona? Ma questa non dovrebbe essere lunga 42195 metri?) ha visto inoltre la partecipazione di numerosi atleti della ‘famiglia RB’ (un atleta su sette era di questa famiglia!), che, disputando un’ottima gara hanno fatto incetta di premi.


Unico fatto negativo sembrerebbe la nota rilasciata dell’organizzazione in relazione alla gara del sottoscritto, nota nella quale si legge.


 


‘L’atleta con il numero 42, transitato alla traguardo maratona in 4h 22′ 18’, ha terminato la gara in condizioni pietose, gettando un’ombra sul mondo delle ultra, per cui dovrà essere tolto dalla classifica finale. Di conseguenza la gara del suddetto atleta deve considerarsi di soli 42195 metri, in pratica una maratona, e come tale dovrà essere riportata in tutte le classifiche ed i resoconti della ‘3a Maratona della Pace’


Firmato: per la giuria di appello Dr Volpe ed Ing. Gatto’


 


Ciò che è stato scritto dalla giuria corrisponde al vero, per cui non posso far altro che prenderne atto e… segnare una maratona in più!


Da ultimo vorrei ringraziare Franca (sorella di Maria Luisa, ancora la famiglia) che, relegata per ore al freddo a gestire il ristoro in corsa (assieme al marito), ha distribuito non solo acqua, the o frutta, ma anche il prodotto di cui la famiglia Costetti è forse una delle più grandi produttrici mondiali: il sorriso!


Sorriso che ha reso una giornata invernale un po’ meno uggiosa.

Autore: Fausto Dellapiana

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