Cronaca — 01 maggio 2010

Maratona del Riso 2010, l’Italia ritorna protagonista. Era dalla prima edizione del 2004 quando togliò  il traguardo per primo Nicola Ciavarella, che in campo maschile non vinceva un italiano. Dopo una corsa in solitaria, al traguardo si è imposto Emanuele Zenucchi con il tempo di 2h30’44’. L’atleta bergamasco, in condizioni di forma ottimali e  fresco campione italiano della 50 kilometri,  ha vinto la sua 38esima maratona, aggiungendo al suo già glorioso palmares la gara vercellese.
Al secondo posto con il tempo di 2h39’38” l’atleta del San Marco  Andrea Gornati. Terzo Enrico Stivanello del G.S. Montestella.
In una giornata dal clima ideale per correre, non è mancata come al solito la risposta dei vercellesi, accorsi come sempre in massa a incitare e sostenere gli atleti sul percorso e all’arrivo.
In campo femminile si è imposta la croata Marija Vrajic con il tempo di  2h56’4′ che alla quarta partecipazione consecutiva ha centrato il quarto podio, ma questa volta sul gradino più in alto (due secondi e un terzo posto i precedenti). Con un distacco di due minuti ha tagliato il traguardo la torinese Sara Ferroglio del Runner Team Volpiano; terza la mammina Elena Mauri della Canottieri Milano.
Nella 10 km si è imposto per la seconda volta consecutiva Francesco Bianco, che ha preceduto nell’ordine Stefano Demilani e Anouar Labouzi; in campo femminile si è imposta Federica Cerutti davanti a Marta Gariglio e Valentina Roberto.
Padrino della manifestazione da sempre l’olimpionico Livio Berruti, torinese di nascita ma vercellese di adozione che quest’anno festeggia il 50esimo anniversario della medaglia olimpica di Roma, quando nella maratona si impose l’etiope Abebe Bikila, passato alla storia perché correva scalzo (sui sampietrini romani !!). In onore di Berruti il nuovo percorso di gara passa per Stroppiana, il paese della sua gioventù, e dove sono custodite le sue storicamente famose scarpette bianche.
Laconico il commento di Tommaso Gentile, patron dell’organizzazione: ‘Siamo grati a tutti quanti si sono adoperati per la riuscita della manifestazione, ma anche alla nostra buona stella che ha premiato gli sforzi organizzativi, con un successo di partecipazione che va oltre alla più rosea previsione’.

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Peluso

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