Cronaca — 20 ottobre 2010

Dopo quattro mesi di forzato riposo, aspetto con ansia questo mio rientro in maratona preparata frettolosamente nella prima quindicina di ottobre.  Ho scelto Pescara anche perché non la correvo più dai tempi del Prof. D’Amario a Spoltore di cui ho dei bei ricordi.
Essendo Pescara facilmente raggiungibile da Cagnano, con Bocale decidiamo di partire domenica mattino  sgroppandoci la solita levataccia alle 5. Il meteo della sera non promette niente di buono, prevede pioggia e vento ma è smentito dalla bellissima giornata di sole che ci accoglie al nostro arrivo a Pescara.
Troviamo con facilità il luogo del ritrovo non molto distante dal lungomare con comodo parcheggio nei pressi della partenza. Siamo quasi i primi a giungere nella piazza semideserta dove gli addetti sono intenti nelle operazioni di allestimento. A precederci soltanto qualche amico supermaratoneta: Giovanni Tamburrino, Lorenzo Gemma, Francesco Capecci e qualche altro , qualcuno mi chiede notizie del nostro parroco maratoneta a cui io rispondo che generalmente la domenica lavora. Vicino ad un camion dell’organizzazione, impegnato in operazione di scarico di bottigliette di acqua vedo Alberico Di Cecco. Non nascondo la sorpresa nel vederlo in un ruolo così insolito, non l’avrei mai notato se non fosse stato lui a chiamarmi. Un affettuoso saluto e lui torna al lavoro.’ La qualità e la genuinità di una persona si vede anche nel fare quotidiano’. Incontriamo Michele Del Giudice con la sua famiglia venuta da Cagnano insieme ad altri paesani per sostenerlo e spronarlo alla vittoria. ( non capisco perché i cronisti si ostinano a scrivere che Michele è di San Giovanni Rotondo, già in altre occasioni ho avuto modo di specificare con  orgoglio che è di Cagnano Varano il paese dove si corre la maratona più bella , la Maratona del Gargano.


Con il passare dei minuti la piazza si stà riempendo, ad accogliere gli atleti è la voce del bravo Paoletti speaker ufficiale della manifestazione . Il colpo d’occhio della piazza cambia completamente, si passa da una piazza semideserta ad una affollata e variopinta di tanti colori. Tra un saluto e l’altro ad amici qua giunti da tanti posti diversi, mi godo lo spettacolo delle mitiche 500 allineate alla partenza pronte per la sfilata.


Oltre alla linea di partenza una marea di atleti attende lo sparo, forse fra  le varie distanze siamo più di mille. Lo sparo arriva puntuale in perfetto orario. Come al solito sono in coda al grande serpentone che si allunga sempre di più e tra curve e sottopassi ci si riesce a vedere la testa ormai distante. Le sensazioni sono buone, lo sparo ha scacciato via gli ultimi timori e dolori vari. Decido subito di aumentare l’andatura , questo mi da il modo di salutare altri amici che non avevo incontrato prima della partenza. Sono consapevole che non riuscirò a tenere questo ritmo fino alla fine  e dico sia a me che gli amici che sorpasso ‘ tanto mi fermo più avanti’. I primi sintomi di difficoltà li avverto verso il 30° km, il segnalo che sto calando, oltre alle gambe più pesanti è il sorpasso di una ragazza che avevo lasciato alle mie spalle nella prima parte della gara, ma, non mi scoraggio neanche nell’unica salita del ripido cavalcavia quando la vedo allontanarsi sempre di più. Mi consolo dicendomi : tanto è la prima che mi sorpassa. Strappo la solita bustina di zucchero e me la svuoto tra i denti, sarà un fattore psicologico , ma il beneficio è immediato, riprendo vigore e tiro dritto fino al 37° dove problemi intestinali mi costringono ad una fermata ‘ benedetti cespugli’  comunque almeno ho ripreso fiato. Perdo colpi, ma al traguardo arrivo in progressione, stanco ma non proprio distrutto, il 04.04.19 del tempo finale non mi delude affatto, tutto sommato pensavo peggio, prova abbondantemente superata.


Gara molto bene organizzata, buona assistenza durante il percorso  quasi blindato. Unico neo il penultimo ristoro, provvisto di grande contenitore di acqua ma sprovvisto di bicchieri. Qui ho approfittato del buon senso di qualche atleta che ha lasciato ai bordi della strada una bottiglietta di acqua prudentemente tappata. Buono il pacco gara, l’abbondante ristoro all’arrivo e la pasta di cui concedevano il bis senza problemi. Scarsina la medaglia specialmente per noi che facciamo collezione di patacche. Una bella medaglia infilata al collo all’arrivo è già una mezza doccia, toccasana per la fatica fatta. Comunque, complimenti a tutta l’organizzazione , ad Alberico per il loro impegno e per averci regalato una bella giornata di sport e amicizia. Complimenti a Michele Del Giudice vincitore della maratona e motivo di orgoglio sia per la sua squadra che per tutti i cagnanesi. Complimenti alla Stracagnano che piazzando dieci atleti sulla maratona e due sulla mezza  è stata premiata tra le prime società. Complimenti al mio compagno di viaggio che nonostante appesantito dalla ‘ panza’ ha chiuso la sua fatica sulla mezza in 01.21.27.


Appuntamento il 30 ottobre a Forlì per la maratona dedicata al Presidentissimo  Sergio Tampieri .

Autore: Pasquale Giuliani

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