Curiosita — 26 ottobre 2009

Era l’estate del 1994, Lucia soffriva di attacchi di vertigini e stanchezza. Il suo sospetto era incentrato sugli occhiali. Ipotizzava un’errata prescrizione, li aveva fatti rifare più volte. Sapeva come trovare un motivo di giustificazione ad ogni cosa, anche negativa. Aveva 27 anni e la baldanza di chi si sente invincibile e di poter fare tutto. Si lanciava con tutta sé nel lavoro. Eppure nonostante la medicina fosse il suo settore, grazie alla sua laurea, si imponeva di ignorare i segnali. Poi, i medici le comunicarono la diagnosi sclerosi multipla, una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale. Il mondo di Lucia cadde. L’infaticabile pediatra, ginnasta, ballerina e podista non vi erano più. Sapeva di non poter curare la malattia e che avrebbe perso ogni sua funzione. Superata una fase lunga di shock, Lucia riparte. Lo fa nel modo in cui sa e le riesce meglio. Le ore in palestra aumentano, riprende a danzare con risultati lusinghieri e la sua attività di ginnasta. Proprio durante un’uscita complessa alle parallele asimmetriche, sua disciplina preferita, il suo ginocchio subisce una torsione innaturale che le provoca la rottura del ginocchio, della testa della fibula e dei legamenti crociati anteriore e posteriore. Le vengono ricostruiti i legamenti applicate viti, placche. Ma Lucia non si abbatte, sa di dover combattere contro una malattia ben più imponente, questa le sembra un qualcosa di secondario. I medici le fanno notare che il suo essere sportiva non risulta più compatibile né con la sua malattia, né con il suo ginocchio. Due settimane dopo l’intervento, Lucia inizia di già a fare esercizi con il resto del corpo. Guarisce in fretta Lucia, mesi dopo ma meno di quel che si preventivavano, il suo ginocchio ritorna alla possibilità di poter funzionare, merito dell’età, dell’eccellente condizione atletica e della forza di volontà. Ora Lucia deve riconquistare la piena funzionalità dell’articolazione. La riabilitazione, ovviamente è lunga difficile, dolorosa. Ma Lucia non ha timori, sa che questo è un aspetto che può controllare, che dipende da lei. Ricominca a camminare, correre, danzare ed a far ginnastica. Le cose subiscono un’ulteriore svolta, il lavoro, gli amici, i colleghi ma ora inizia a sentire un’appesantimento sempre maggiore al termine di un qualsiasi allenamento. Vari neurologici la portano a dover iniziare a pensare che il suo stato le imponeva di dover vivere con moderazione ed in effetti i giorni di abbattimento dopo un allenamento si fanno via via più frequenti. Deve allora assumere farmaci che rallentino il procedere della malattia, valuta quali alimenti le fanno bene, si allena in modo meno duraturo ma più frequente. Da lì, da quel momento la sua sfida si concentra sul correre, riesce tra mille difficoltà a trovare man mano le giuste distanze, le giuste andature, non vuole fermarsi, non vuole limitarsi. Sono giorni difficilissimi, ogni uscita comporta rischi che bisogna cominciare a conoscere, a ponderare. Stanchezza, crisi di vomito, il ginocchio che fa male. Lucia non si ferma, capisce, valuta che in un determinato momento in cui avverte delle sensazioni negative deve comportarsi in un determinato modo, scopre che dopo può continuare a correre anche più forte. Ricordo perfettamente quando disse. “Non posso non ascoltare i segnali del mio corpo, vertigini, stanchezza…….sono lì subdole ad attendere di potersi manifestare. Posso affrontare la stanchezza del lavoro, dell’allenamento ma quella dovuta alla malattia, quella non posso oltrepassarla”. Con tutto questo stato ad accompagnarla Lucia prende a gareggiare nel podismo, come tutti noi gare brevi, una capatina alla mezza. La passione per la corsa la prende maggiormente, si diverte, impara a conoscersi, a controllare. Questo l’aiuta nel lavoro, nella vita, dove non smette mai di occuparsi degli altri. Poi, effettua un salto di qualità notevole nel podismo. Studia, domanda, impara. I suoi allenamenti sono sempre più intensi, stila un metodo tutto per lei, un metodo flessibile che si adatta alle varie sue necessità. Sa che quei segnali sono solo delle esigenze da assecondare, da guidare verso ciò che lei si prefigge. Le gare a cui partecipa la vedono sempre maggiormente protagonista, non solo nel suo Friuli. Ama le distanze, la mezza oramai le sta stretta, Venezia è vicina, la sua maratona ha un fascino.

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Peluso

  • Giuseppe Vitale ASD IL LAGHETTO

    Grazie Antonio per averci dato la possibilità di conoscere una personalità forte come Lucia.

  • tulimieri giorgio Sala Consilina

    Corri sempre più forte Lucia non mollare mai.
    Come diceva un altro grande uomo Ambrogio Fogar “che il vento sia con te”

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