Medicina slide — 18 luglio 2016

lombagiaCon il termine lombalgia si intende un dolore localizzato nella regione posteriore compresa tra l’ultima costa e l’osso sacro. La lombalgia si classifica in due fasi: acuta (durata da 0-7 giorni) e cronica (durata da 8 giorni fino a 3-4 mesi). In ambito sportivo la lombalgia può presentarsi per varie cause e fattori; nel podista il fattore più diffuso è sicuramente il sovraccarico funzionale, che è suddiviso in:

  • sovraccarico da fatica: i continui movimenti di flesso-estensione e torsione sono la causa di microtraumi ripetuti che spesso vengono aggravati da periodi di recupero non adeguati tra uno sforzo e l’altro;
  • sovraccarico da carico sopramassimale: si verifica per esaurimento muscolare, cioè quando la forza muscolare necessaria per sopportare il carico risulta insufficiente e quindi il tutto deve essere supportato dal rachide, il quale può andare incontro a cedimenti strutturali;
  • sovraccarico involontario: causato da un errore tecnico, cattiva forma, caduta o collisione accidentale.

Le condizioni che portano all’insorgere di una patologia da sovraccarico al rachide, possibile causa di lombalgia, si verificano quando:

  • L’atleta non è adatto alle situazioni richieste
  • La biomeccanica del gesto sportivo risulta scorretta
  • Il lavoro sul rachide comporta carichi, tensioni o resistenze che non riflettono la sua fisiologia
  • Sono evidenziabili anomalie morfologiche del rachide congenite o acquisite che ne alterano l’equilibrio meccanico e funzionale

Altre cause comuni della lombalgia sono protrusioni, spondilolistesi (un’alterazione strutturale che comporta uno scivolamento del corpo di una vertebra sull’altra, molte volte dovuta ai microtraumi ripetuti causati dalla corsa!) ed ernia del disco.

Al fine di prevenire la lombalgia nello sportivo (e non solo) è fondamentale il controllo del peso, in quanto il sovrappeso e l’obesità sono tra i maggiori fattori di rischio. E’ importante l’esecuzione di esercizi di stretching muscolare e “scarico”, di esercizi di respirazione diaframmatica, di esercizi di potenziamento dei muscoli addominali e paravertebrali per potenziarne la funzione stabilizzante sul rachide lombare e ridurne l’impatto dei microtraumi. Quindi sarà importante ai fini preventivi dedicare almeno due volte a settimana delle vere e proprio sedute di ginnastica che aiutano la postura statica e dinamica, ma sempre con la supervisione di un fisioterapista, senza il quale si possono effettuare esercizi in maniera errata. Sono molti  i metodi ed esercizi riabilitativi utilizzati nella prevenzione e/o nella fase post-acuta: il fisioterapista in base alla storia clinica e alle condizioni del paziente/atleta potrà decidere un iter personalizzato con esercizi attivi e passivi mirati per riabilitare la zona lombare ed avere una totale guarigione ed evitando future recidive.
In fase acuta le cure principali, dopo un consulto medico, possono comprendere farmaci antinfiammatori, miorilassanti e terapie strumentali (tecar, laser, ultrasuoni).
Nell’immagine è raffigurata la posizione di ‘’scarico’’ della schiena: è necessario mettersi supini collocando gli arti inferiori su di un rialzo. Tale posizione consente di avere a livello dei dischi intervertebrali il minimo di pressione e inoltre si determina, soprattutto sul tratto lombare della colonna, un piacevole allungamento.

 Dr Roberto Calamaro
https://ilpodistafisioterapista.wordpress.com/
Fonti:
La lombalgia nello sportivo – Prof. Diego Sarto, Prof. Massimo Cicinelli
http://www.lasalutedellaschiena.it/postura-schiena.htm

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