TuttoCampania — 12 ottobre 2011

Domenica sera, dopo aver visionato i risultati dei Campionati Italiani Cadetti di Jesolo, mi e’ sorta la necessità di scrivere per dare un segnale al movimento e, qualora non abbiano già provveduto i diretti interessati, a sollecitare una seria riflessione dopo la seconda disastrosa uscita (per chi non ricordi la precedente caduta estiva a Velletri), dalla quale siamo usciti con le ossa rotte, annotando un’ennesima disfatta relativamente alle rappresentative giovanili Cadetti/e e Allievi/e, il nostro futuro…
Risulta lampante il non poter colpevolizzare i ragazzi che, nonostante abbiano fatto del proprio meglio, hanno riportato tali risultati che dovrebbero indurre tecnici, dirigenti e tutti gli addetti ai lavori a costatare lo stato di prossimo collasso cui siamo giunti in Campania.
Bisogna avere il coraggio di essere oggettivi, purtroppo anche a rischio di apparire drastici e di poco tatto, nell’ammettere che i problemi, oltre che essere generati dallo stato delle strutture regionali fatiscenti, mal tutelate e totalmente disorganizzate (tranne rare eccezioni), partono dalle metodiche di reclutamento, gestione ed organizzazione interne, troppo spesso poco professionali, frutto di individualità inutili e delle conseguenti proclamazioni a “dio in terra” di atleti/tecnici di medio livello, preludio di chiusure a riccio ed impossibilità di crescita e condivisione dell’intero movimento campano. Noto con enorme dispiacere in molte, forse troppe, società e tecnici una sorta di “invidia dei poveri” e di conseguenti guerre puerili e sterili ove si dimostrano, in primis proprio agli stessi ragazzi seguiti, dei valori e dei comportamenti estremamente lontani dallo sport e dall’atletica, mentre invece ognuno di noi dovrebbe svegliarsi ed iniziare a fare attività seriamente, non solo come hobby domenicale, altrimenti non saremo mai davvero competitivi su scala nazionale.
Chi e’ seriamente intenzionato a far crescere il movimento, a farlo cambiare, a renderlo ciò che dovrebbe essere e non e’ più, deve scendere in campo, con tutti i propri mezzi e le proprie forze, mettendo soprattutto in atto progetti seri e concreti che portino in 4/5 anni, con una programmazione oculata e pianificata nei dettagli, a permettere alla Campania di dimostrare di saper fare atletica e saperla fare bene! Noi dell’Enterprise ci siamo già mossi in tal senso, modificando gli assetti interni, strutturando una società con mansioni, compiti e obiettivi precisi, aggregando numerose realtà giovanili, attuando percorsi mirati e studiati, perché questo sport possa essere visto soprattutto dall’esterno sotto una diversa ottica, innestando concetti di Organization, Marketing, Campus Scuola-Sport, ecc…
Troppo spesso ci limitiamo a piangerci addosso o a parlare al nostro stesso interno, mentre forse sarebbe ora di smetterla e rimboccarci le maniche, ognuno di noi per quanto gli concerne, mirando a fare del proprio meglio per il bene di tutti (a partire dalle società sportive che devono tornare a reclutare fisicamente i ragazzi per portarli sul campo e dai tecnici che devono essere più aperti al dialogo ed al confronto, oltre che alla collaborazione ed all’aggiornarsi continuamente, senza poi dimenticare la federazione che, ad ogni livello territoriale, deve saper promuovere al meglio l’immagine, la diffusione, la pratica, la programmazione breve/medio/lunga e la gestione del nostro sport e di chi vi ruota attorno, partendo delle sue perle, in primis quelle locali, valorizzando così l’intero movimento, senza soffermarsi unicamente ed esclusivamente sull’organizzazione dei Campionati ufficiali).
Forse in questo momento quanto da me auspicato appare alquanto lontano ed utopico a causa della mentalità rigida e “vecchio stile” di molti, la cui attenzione e’ solo dedita alla cura del proprio piccolo orticello, ma e’ proprio questa la ricetta del disastro odierno che non permette crescita, né miglioramenti, visto che collaborazione tra strutture e professionalità sono concetti che latitano su larga scala e comportando inesorabilmente il ripetersi di quanto accaduto per l’ultima volta proprio a Jesolo in questo week end.
Se mi permetto di affidare a voi tutti queste parole e queste riflessioni e’ perché, nonostante le amare costatazioni, mi ritengo fiducioso nella possibilità di un serio e concreto cambiamento, che ci permetta di poter dire “possiamo farcela”, ma il tutto dipenderà esclusivamente da noi, ognuno di noi, e da come ragioneremo e ci muoveremo nei giorni che verranno…
Con la speranza che la stessa possa uscire dal proprio attuale stato di coma latente, auguro buona atletica a tutti…


ANTONIO PAONE
Presidente Gruppo Enterprise

Autore: Antonio Paone

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Peluso

  • silvio scotto pagliara

    Mi scusi , presidente Antonio Paone , ma non è perchè ci sono in vista elezioni al comitato regionale ?
    Cone , ha giustamente fatto presente , lo stato di coma , perenne , forse dovuto ad una cattiva programmazione ? ad un modo sbagliato di incentivare i piccoli orticelli , ad uscire fuori ? o ad un una puerile guerra tra i poveri ? o vuole dire , mi scusi , la mia sincerità , la colpa è del comitato regionale ?
    la saluto e se non ricordo , tra le sue file , ci sono autorevoli presenze nei comitati fidal !
    Un saluto e un augurio per la sua compagine , che lei presiede .
    ad maiora

  • Carlo Braca Free Runner

    Per me non è un problema di comitati o organizzazione delle società o dei tecnici . Purtroppo viviamo nell’era dei telefononi e della playstation e i ragazzi , oggi , giocano così , in ” isolamento” senza dedicarsi più ai giochi in movimento.
    Il colpo di grazia poi lo da la scuola con la scarsa attività motoria svolta per la mancanza di strutture . In fine vi ricordate , prima , i giochi della gioventù erano le campestri di inverno e le gare di atletica leggera in primavera , ghiotte occasioni per eventualmente reclutare giovani talenti. Infatti penso che la maggior parte dei praticanti abbiano conosciuta l’atletica proprio con i giochi studenteschi. Spero che la fidal e meglio ancora il coni si adoperino nel promuovere e diffondere una nuova cultura che valorizzi l’attività fisica tramite l’ATLETICA LEGGERA.

  • Marco Menale

    Caro presidente Paone nella sua lunga lettera leggo molte critiche e se interpreto bene riferite al passato ed al presente. Le critiche spesso fanno bene perchè servono a migliorare e a migliorarsi. Appunto migliorare ma nella sua lettera non leggo ne nuove idee ne proposte. Ne indichi qualcuna tanto per rendersi conto qual’è la sua idea di atletica, perchè a criticare sono bravi tutti.

  • Leonida Ambrosio

    Sarebbe bello, oltre alla costruttiva critica, fare delle proposte concrete. Prima di tutto svecchiamo la mentalità delle società campane di rincorrere e assoldare “pseudo campioni stranieri”, a discapito dei giovani. Quindi al di là delle manifestazioni ufficiali si creino, a cura delle società, delle manifestazioni, tipo triangolari o quadrangolari a livello comunale con l’obbligo di far correre i ragazzi. Le società prendano l’impegno di collaborare con la scuola, dove lo sport é da anni snobbato, per portare gli studenti a praticare l’atletica. Non é possibile vedere fior di ragazzi/e fare attività sportiva con la palla a tamburello. Lancio l’idea da questo forum di indire un convegno tra le società per discutere seriamente di queste problematiche. Aprire giustamente una programmazione a medio termine e farci carico come società della cosa più importante: la salute futura dei nostri giovani. Non dimentichiamo anche la figuraccia agli ultimi mondiali di Atletica.

  • silvio scotto pagliara

    Scusatemi , ma credo che sia solo e soltantro un manifesto ELETTORALE !!!!

  • ANTONIO PAONE

    CHE TRISTEZZA, MI AUGURO CHE CI SIA UN RICAMBIO GENERAZIONALE , CAPISCO CHE 30 ANNI DI ATLETICA FATTI IN UN CERTO MODO NON SI CAMBIANO DALLA MATTINA ALLA SERA.
    PER LE IDEE NUOVE DA PORTARE NON MI PIACE FARE CHIACCHERE ,VEDRETE IN UN PROSSIMO FUTURO QUALE NOVITA CERCHEREMO DI PORTARE NELL’AMBIENTE.
    UN SALUTO A TUTTI

  • Luciano Caputo

    Sicuramente rispetto agli ultimi due anni è un risultato che non soddisfa e fa suonare qualche segnale di allarme.
    Tuttavia è bene ricordare che si tratta di ragazzi di 14 e 15 anni alla prima vera esperienza in campo nazionale.
    Qualcuno non è riuscito a gestire l’emozione con l’inevitabile effetto di ottenere una prestazione al di sotto delle proprie capacità.
    Basta infatti evidenziare che se i ragazzi avessero ottenuto prestazioni vicini ai proprio personali stagionali la Campania sarebbe stata classificata al nono posto ed oggi saremmo a parlare di altro.
    La categoria cadetti ha sempre vissuto, anche in passato di alti e bassi….dipende dalle annate….un anno hai Derkac e De Fazio, un anno hai Rinaldi, Basile, Fucci, Napoli, Ponticiello, Diana e Vigliotti (solo per citarne alcuni) e poi viene un anno che questi talenti purtroppo non li hai e la classifica ne risente…
    Ai nostri ragazzi è mancata quel pizzico di cattiveria agonistica e di esperienza che negli anni passati eravamo riusciti a raggiungere grazie anche a maggiori risorse economiche messe a disposizione dalla Fidal Centrale ai diversi Comitati Regionali.
    Ad esempio, nel 2010, la nostra Regione ha partecipato a ben 4 incontri interregionali mentre quest’anno solo ad uno e grazie a risorse proprie siamo riusciti a mantenere in vita il Promo Indoor che altrimenti non si sarebbe svolto.
    Con i tecnici sociali bisogna collaborare a 360 gradi ma la realtà è difficile e piena di problemi e contraddizioni.
    Abbiamo pochi tecnici che si dedicano all’attività promozionale e su diversi campi il tecnico spesso è costretto a seguire contemporaneamente gli atleti assoluti ed i più piccoli e quasi sempre è un’attività a titolo gratuito. Per cui il singolo, appena scopre il talentino in erba, preferisce dedicarsi in maniera esclusiva a lui e tralasciare tutto il resto .
    Il reclutamento da parte delle società è sempre più difficoltoso ed anche società più attrezzate segnano inevitabilmente il passo
    ed è in questi ambiti che il nostro movimento può e deve crescere ..

    Cordialmente

    Luciano Caputo
    (FTR Fidal Campania)

  • cacciapuoti mario libertas benevento

    ci sarebbe il bisogno che quelle quattro lire che si sono a disposizione per l’atletica in campania siano spese in modo saggio e non che vengano mangiate come succede da quarant’anni dalle solite persone che usano l’atletica per i propri fini e non per l’amore verso questo sport..questa e’ la soluzione…

  • Marco Cascone

    Quello che a me fa paura non è tanto la mancanza di campioncini, ma la diminuzione del numero dei giovani praticanti e dei partecipanti nelle gare giovanili. Questo è il vero nemico da combattere. Ci si deve preoccupare più di questo e di avere buoni rappresentanti di buon livello nella maggior parte delle specialità. Di mini campioni non abbiamo bisogno, abbiamo bisogno dei campioni quando saranno adulti. Troppi atleti bulli ho visto negli anni, così come troppi tecnici pieni di sè per mini atleti imbottiti di allenamenti e capaci di vincere, per forza di cose, gare giovanili..per poi inesorabilmente scomparire nel nulla. Promozione deve essere la parola d’ordine. I valenti tecnici ci sono in Campania, i Campioni (quelli veri, quelli da Olimpiade) verrano fuori poi, per forza di cose. Intanto…la Federazione regionale si attivi in qualsiasi modo (in ragione dei suoi contatti) a favorire la giusta cittadinanza di un Campione già tale, Maksym Obrubaskyy, che è figlio della nostra Regione: nato e cresciuto atleticamente qui da Noi. Fargli avere la cittadinanza (che credo gli tocchi) sarebbe il vero successo. Di Tutti.

  • raffaele colantuono

    visto che nessuno fa delle proposte ne faccio alcune io:si metta a disposizione di un elenco di atleti,a partire dal 2 anno cadetto finoalla cat promesse il 30×100 delle entrate della fidal creando un pool di tecnici con raduni mensile nelle varie provincie ,istituire degli incentivi economici a sacondo dei miglioramenti ,tuttocon massima serietà,.infine vorrei dire checi vogliono dirigenti con passione per tutta l’atletica non solo per le proprie società.

  • raffaele colantuono

    per migliorare e portare più giovani alla corsa si potrebbe proporre a tutte le società che organizzono gare su strada di organizzare gare giovanile come già fanno alcune (una provocazione togliamo ipremi alle società e diamoli ai giovani vediamo quanti giovani si avvicinano o saranno portati dai loro genitori) sarebbe giusto creare un incontro di tutte le società per mettere nuove idee per scardinare quest’atletica fatta per maggior parte di atleti un po con visuale soggetiva.

  • Carlo Cantales

    Mi permetto di aggiungere anche il mio pensiero ai numerosi che mi precedono, prodotti da persone d’esperienza e che vivono quotidianamente le piste di atletica e convivono ogni pomeriggio con i ragazzini…
    Moltissime delle cose dette da tutti sono iper condivisibili, soprattutto tenendo conto che ovviamente ognuno ha la propria ottica ed idea, ma spiace pensare che una critica debba essere interpretata in chiave esclusivamente denigratoria e ci si ponga prima sulla difensiva, poi si additi chi critica e infine si lasci cadere il discorso…
    A questo punto pero’, mi viene da chiedere: quanti sono contenti, non della gestione politica e/o territoriale, ma dell’organizzazione generale che l’atletica si sta autonomamente dando al suo interno?
    Da quando ho iniziato a correre, nel “lontano” 1992, da sempre ho dovuto combattere e (nei primi anni) subire una mentalita’ chiusa ed egocentrica, che vedeva la presenza sullo stesso campo di ragazzi che praticavano la medesima disciplina, facevano le medesime prestazioni (casomai facevano anche i medesimi allenamenti), ma si allenavano separatamente con i rispettivi tecnici, casomai in solitudine!
    Oggigiorno, purtroppo, io vedo ancora situazioni simili, frutto dell’impossibilita’ attuale di aggregare un movimento individualista, mentre forse sarebbe piu’ funzionale, produttivo e piacevole contare su meno societa’ e piu’ atleti/allenatori per ogni gruppo!
    Sarebbe a quel punto possibile avere dei giovani tecnici affiancati a veri e propri pool di allenatori, capaci di crescere, apprendere e farsi le ossa sul campo, con passione e piacere, divenendo i validi tecnici di domani, possibilmente facendo svanire quei tristissimi episodi di “inimicizia” (e purtroppo di persone che identificano altri come “nemici” non latitano sulle piste, per non parlare su strada…), che potrebbero tramutarsi in sanissimo “agnonismo” frutto della competizione tra avversari, veri valori da infondere nei giovanissimi. (Forse era questa una delle interpretazioni de “la guerra dei poveri”)
    Inoltre proposte come quelle di Raffaele, ben strutturate, non farebbero affatto male, forse basterebbe iniziare allargando l’invito a partecipare ai raduni tecnici a tutti gli istruttori/allenatori regionali, creando tavoli di confronto e di aggiornamento, migliorando la conoscenza dei regolamenti (a volte del tutto ignoti) e tornando a fare quella vera formazione che ha reso in passato i tecnici della FIDAL tra i piu’ preparati delle varie federazioni nazionali.
    Credo di riportare il pensiero di molti giovani appassionati (soprattutto i tanti tecnici e dirigenti under 30, visto che mi e’ capitato personalmente di affrontare simili discorsi con almeno tre coetanei negli ultimi 4/5 giorni) e forse coinvolgendoli anche nella proposizione di idee, progetti, varianti e similari, saremo in grado come movimento e come federazione di essere piu’ vicini alle necessita’ collettive, saremmo piu’ al passo coi tempi (sperando di non sentire piu’ la frase “ma si e’ sempre fatto cosi’!”) e saremo piu’ utili alla causa comune, quella di aumentare il bacino d’utenza dell’atletica e di elevare il livello dell’attivita’ regionale che, forte comunque di qualche buona punta, non brilla per la propria media…
    Infine non sottovaluterei affatto il problema della carenza estrema di strutture ed impianti, fulcro di tante carenze, che impongono questa regione a gareggiare su di un numero limitatissimo di impianti, spesso neanache in condizioni ottimali, quindi figuriamoci lo stato dei campi “d’allenamento” o di quelli interdetti dalle amministrazioni locali per necessita’ di altri sport/buisness che (anche per scarsa incisivita’ nostra) surclassano del tutto quelle dell’atletica.
    Ben vengano poi lettere che possono essere interpretate come manifesti elettorali, purche’ queste stesse sveglino anche solo una persona in piu’ e la inducano ad innovare o a migliorare una sola virgola di questa nostra amata, ma stremata, atletica!
    Ciao a tutti e a presto!

  • Roberto Marabini – atleta CA002358

    Come si fa a promuovere l’atletica se la principale forma di reclutamento, cioé le gare di corsa su strada della domenica mattina, sono diventate un clamoroso autogol? Dirigenti, giudici, organizzatori, tutti in prima fila a fingere di far rispettare (per poi ovviamente aggirare, ma questo è un altro discorso…) delle regole assurde messe in piedi solo allo scopo di raccattare quattro soldi per la Federazione e far valere un quarto d’ora di potere al quaqquaraquà di turno?
    Il risultato? Ogni domenica decine di ragazzini non vengono iscritti, vengono allontanati con la scusa del tesseramento o del certificato, di queste pezze burocratiche che solamente in Italia sappiamo inventare e così bene poi sappiamo aggirare!
    E il ragazzino che voleva correre? Quello che nella squadra di calcio fa panchina e avrebbe tutta la voglia del mondo (altro che playstation) di far vedere che lui ha le palle e che si può essere Maradona anche correndo? Lui non ha i santarelli che ogni volta riescono a iscriverlo (dai: domani facciamo un bel controllo su tutti gli iscritti ad una gara, verifichiamo davvero tesseramenti e certificati, con reale controllo della carta d’identità: così finalmente squalifichiamo tutti i dirigenti e tutti i giudici presenti)… dicevo, il ragazzino se ne torna a casa e mai più si ripresenterà ad una gara di corsa.
    Meno regole e più atletica! Meno dirigenti e più atletica! Meno giudici e più atletica! Meno addetti stampa e più atletica! Meno majorettes e più atletica! Meno speaker e più atletica! Meno sindaci, parroci ed elicotteri alla partenza e più atletica! Meno soldi ai soliti quattro gatti che vincono e più atletica! Meno tasse federali di iscrizione delle gare e più atletica!
    Vorrei chiudere con la risposta che ho sempre dato ai dirigenti federali (o ai giudici) quando fin da ragazzino mi rimproveravano la mia insofferenza verso regolamenti che loro per primi non conoscono e che applicano in maniera assolutamente ingorante e arbitraria: “Caro dirigente federale, caro il mio giudice, caro il mio allenatore, tieni presente che tu, oltre ad essere spesso un danno, senza gli atleti sei inutile! Mentre io, senza federazione, senza società, senza tecnico e senza giudici, posso correre sempre e quando voglio.”
    In altre parole: l’atletica serve per far fare sport agli atleti, non per gratificare le frustrazioni di pseudo-dirigenti, le alchimie di tecnici stregoni, la catatrofica incompetenza dei giudici, con tutto il loro contorno di nani e ballerine.

  • rendaenzo tecnico federale

    QUALCHE ANNO FA RICORDO CHE DIEGO PEREZ FU PRATICAMENTE ‘ASSALTATO’ A SCAFATI IN UNA RIUNIONE TECNICA. BENE, IL MOTIVO ERA CHE LUI CERCAVA COMUNQUE UNA STRADA PER COINVOLGERE DEI NOTI TECNICI DAL VALORE INDISCUTIBILE CHE PERO’ NON AVEVANO UNA EFFETTIVA GRANDE DISPONIBILITA’ A SVOLGERE IL LAVORO. PERO’ ORA LE COSE NON SONO CAMBIATE IN MEGLIO ALMENO COSI PARE E NON MI RIFERISCO SOLO AD ASETTICI RISULTATI. IL ‘DISCORSO’ IN RISPOSTA ALL’ARTICOLO DI ANTONIO PAONE, DI LUCIANO CAPUTO NOSTRO VALENTE FIDUCIARIO E’ IN PARTE CAPZIOSO. IL DISCORSO E’ POLITICO PRIMA E POI TECNICO. LE IDEE E LE PROPOSTE QUALCUNO CE L’HA MA SE NON E’ INTERPELLATO O INCARICATO NON VEDO COME LE POSSA MANIFESTARE. SI TRATTA PUR SEMPRE DI PROPOSTE ARTICOLATE. RIPETO E’ UN DISCORO INNANZITUTTO POLITICO/SPORTIVO . NON MI DILUNGO ULTERIORMENTE, anche perchè non mi sembra a volte di vivere in un contesto democratico, SOLO VOGLIO AGGIUNGERE: LA RISPOSTA PIU’ CONCRETA E’ QUELLA DEL NOSTRO GRANDE RAFFAELE COLANTUONO . UN ABBRACCIO E FORZA CAMPANIA

  • rendaenzo tecnico federale

    SCUSA MARCO SOLO VORREI AGGIUNGERE E RICORDARE CHE ANCHE DARYA DERKACH E’ FIGLIA DELLA NOSTRA REGIONE….ALTRIMENTI HA RAGIONE NUOVAMENTE , COME SPESSO, RAFFAELE COLANTUNO. SALUTI A TUTTI

  • Giuseppe D’orso amatori atletica frattese

    Condivido pienamente quanto scritto da Roberto Marabini ed aggiungo che le colpe maggiori sono degli amministratori locali che nel caso specificodi frattamaggiore in quel poco di verde rimasto hanno pensato bene di costruite zone industriali……

  • Gianpaolo Ciappa Resp. Settore Marcia Campania e R

    Caro Presidente,mi sento di esserere del tutto d’accordo con il suo pensiero.Sono anni che l’atletica campana non riesce a fare che pochi passi avanti che poi ne fa due indietro.Naturalmente colpevolizzare l’intero ambiente,mi sembra inutile e poco costruttivo!!
    La sua Società ,come lei ben sa ,ha subito dure critiche e maldicevoli attacchi,credo che essersi mossi rapidamente ed in modo molto concreto abbia generato soprattutto equivoci!! Penso personalmente che lei ed il mio pensiero è stato apertamente dichiarato,si è mosso molto bene,le cose o si fanno o non si fanno!! Forse ha dovuto in qusto momento accettare troppe collaborazioni ed in futuro credo e spero che una scrematura vada assolutamente fatta!! La professionalità con la quale dirigenti e tecnici campani gestiscono la nostra atletica non è e non può essere per il momento ricambiata da gratificazioni che ne giustifichino il TOTALE IMPEGNO!!Purtoppo per dedicare tempo e per sostenere l’attivita’ ci vuole la ferma volontà di investire risorse che pochi possono permettersi e che in molti casi vengono utilizzatte per scopi personali!!Mi creda se le dico che ho potuto seguire la mia passione per il semplice fatto di avere una solida attività lavorativa ,ma quanti possono dire altrettanto?? Credo che uno dei problemi possa essere comunque risolto nelle sedi giuste,quello dei nostri impianti sportivi .Molti campi sono inagibili(Vedi pista del collana) altri sono divenuti in accessibili in quanto di proprietà del calcio(vedi San Paolo) oppure di ……….. Mi scusi ma di questo vorrei parlarne da vicino.Infine i ragazzi, loro colpe ne hanno veramente poche,è chi li addestra che è sicuramente piu’ colpevole per il solo fatto di non avere le capacità di educare allo sport ,di educare alla vita e di fornire ai ragazzi metodi,forme e sicurezze!!!!!!IL proprio orto va curato ,piccolo e anche male!!!.Diamo finalmente istruttori pagati e preparati ,colti ,pazient e UMILI, ai ragazzi e vedra’ che atleti in futuro si formeranno.Forniamo tecnici meno dilettanti ai nostri atleti e vedrà Presidente arriveranno anche i risultati importanti nelle categorie assolute.IL SEGRETO é IL RECLUTAMENTO,MA E’PIU? IMPORTANTE DOPO :NON PERDERLI I RAGAZZI!!!!! La saluto affettuosamente e a presto . Gianpaolo Ciappa

  • Renda Enzo tecnico federale

    Condivisibile per molti aspetti il commento di Gianpaolo Ciappa che dimostra anche grande coraggio e limpidezza di pensiero. io penso che il suo “non perderli” è riferito alla capacità di saperli gestire e sviluppare tecnicamente anche da allievi in poi dandogli i giusti e doverosi stimoli. Ma la cosa importante è che la Lettera del Presidente abbia pare, anche se ancora in minima parte, provocato una scossa nell’ambiente. speriamo bene.

  • ANTONIO PAONE

    NOTO CON PIACERE CHE QUALCOSA VIENE FUORI , ANCHE LE CRITICHE FANNO BENE. SAREBBE BELLO POTER VALUTARE E AFFRONTARE PIU IDEE ESPOSTE PER ABBINARLE AI NOSTRI PENSIERI DI GESTIONE ATTIVITA’. NOI, COME GRUPPO, SIAMO PRONTI AD INVESTIRE SU IDEE E PROGETTI INNOVATIVI CHE PORTINO CONCRETEZZA E LUSTRO ALLA NOSTRA REGIONE. QUELLO CHE CI INTERESSA E MOSTRARE CHE ANCHE IN CAMPANIA SI PUO FARE QUALCOSA ,PRIMA PARLARE MA POI AGIRE.PER LE STRUTTURE E UN VERO REBUS , DIRETTAMENTE COME GRUPPO ABBIAMO CERCATO DI ACQUISTARE IL CAMPO SCUOLA DI BENEVENTO E FARNE UNA PICCOLA FORMIA,PROGETTO PRESENTATO AL CONI ROMA ,ACCETTATO E POI ACCANTONATO IN QUANTO QUALCUNO E INTERVENUTO PER FARE CAOS E CREARE IL NULLA.RISULTATO? IL CAMPO DI BENEVENTO, CHE POTEVA ESSERE GIA’ UNA STRUTTURA RISTRUTTURATA E FUNZIONALE COME GIOIELLINO CAMPANO, STA IN PIENO DISFACIMENTO COME TANTE ALTRE STRUTTURE. MA NON MI SONO ARRESO, STIAMO CONTATTANDO ALTRI COMUNI E PROVINCE PER CERCARE CREARE UNA STRUTTURA POLIVALENTE, CHE SIA FUNZIONALE SIA COME BUSINESS CHE COME SPORT.NEL NOSTRO SETTORE CI DEVE ESSERE CHE FA IL TECNICO ,CHE FA IL DIRIGENTE E CHI FA ANCHE L’IMPRENDITORE,AVERE TECNICI PREPARATI E BRAVI FA SI CHE VENGANO PAGATI E STIMOLATI, PER FAR QUESTO BISOGNA VEDERE IL SETTORE FIDAL IN OTTICA BUSINESS. IL DETTO SENZA SOLDI NON SI CANTA MESSA ,ANCHE SE TRISTE , E TRAGICAMENTE REALISTICO. UN SALUTO ALLA PROSSIMA.

  • raffaele colantuono

    tutti hanno ragione,sarebbe opportuno urgentemente prima che inizia la solita campagna elettorale,che ci si riunisse per mettere idee e proposte nuove da presentare ai giovani atleti di qualsiasi sociatà,magari il nuovo comitato fara sue queste idee per tutta l’atletica campana.

  • silvio scotto pagliara

    Ciao,Raffaele , una cosa di sicuro da fare , e non ci vuole la zingara a dirlo . è quella di mandare a casa tutto il comitato regionale .
    Adda’ veni baffone !!
    Ps: raffaele. ma nel comitato non ci sono dirigenti del presidente Paone ?

  • ANTONIO PAONE

    CARO SIGNOR SILVIO .PERCHE CONTINUI A RIPETERE CHE NEL COMITATO CI SONO MIEI DIRIGENTI? ,QUANTO SAPETE BENISSIMO CHI LO GESTISCE. OGNI NOVITA ,A PRESCINDERE I MIEI UOMINI, E VISTA CON DIFFIDENZA. MANDARE A CASA IL COMITATO SIGNIFICA AVERE PERSONE IN GRADO DI SOSTITUIRLO. MI SPIACE DIRLO MA IN GIRO NESSUNO E IN GRADO DI GESTIRE LA FIDAL IN MODO IMPRENDITORIALE E, ANZI ,L’ANTICIPO A ME E,AL MIO GRUPPO NON INTERESSA NESSUNA POLTRONA. CI AUGURIAMO, SOLAMENTE,CHE ALTRI PRENDANO COSCIENZA E INCOMINCINO A
    FARE ATLETICA
    SALUTI

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