Maratone e altro slide — 15 gennaio 2013

Xiamen

XiamenL’anno nuovo ha appena avuto inizio, e già diverse maratone notevoli si sono disputate in giro per il mondo. Ne diamo conto, cominciando dalla maratona cinese di Xiamen, rispetto alla quale lamentiamo però il vizio tutto orientale di pubblicare solo il risultato dei migliori arrivati e non l’ordine d’arrivo completo, il che impedisce, fra l’altro, d’inserire la gara nell’elenco di quelle più numerose del mondo, cosa che invece probabilmente è.
Gli ospiti africani, presenti in massa, hanno dominato in lungo e in largo la gara maschile, occupando tutte le prime dieci posizioni (le uniche pubblicate). La vittoria è stata questa volta etiope, con Negari Terfa, un solido corridore ormai ben navigato che ha chiuso in 2:07.32, non male considerato l’elevato tasso di umidità. Terfa era stato secondo in questa gara sia nel 2009 che nel 2010. Poco più dietro è arrivato Paul Lonyangata, classe 1992, in 2:07.44. Più staccati Sahle Warga, vincitore della maratona di Toronto (2:08.39), Gebretsadik Abraha (2:09.00) e Peter Kamais (2:09.53).
Anche in campo femminile, netto predominio africano, ma con l’inserimento di una cinese al quarto posto. Ha dominato nettamente Fatuma Sado, anche lei etiope, in 2:27.35 lasciando lontana Eunice Jupkirui Kirwa (2:30.00). Ancora più staccate sono arrivate Eyerusalem Kuma (2:34.31) che nel finale ha battuto Wang Xueqin (2:34.56) nella lotta per il terzo posto.
La Sado ha nel suo palmares belle vittorie nelle importanti maratone di Los Angeles (2012) e di Hamburg (2011). A sua volta la Jepkirui aveva vinto ad Asuncion ed era stata seconda ad Amsterdam nel 2012.

Sabarmati

La stagione in Oriente è nel pieno svolgimento, e l’India, grande Paese non più emergente ma del tutto emerso, si sta dando da fare per mettere il naso alla finestra anche nello sport, e qualche timido passo avanti comincia a vedersi. Non così in maratona, dove le prestazioni degli atleti indiani sono ancora molto modeste. Ci si consola così con uno ingente sforzo organizzativo, che però ha il torto di affidarsi del tutto alla presenza dei soliti africani, che di solito attraversano l’Oceano molto numersi e fanno piazza pulita non solo del podio ma anche delle posizioni di rincalzo, deprimendo così ancora di più la partecipazione locale.
Ne è un esempio la maratona Sabarmati, disputata in quel di Amdavad, dove keniani ed etiopi hanno conquistato tutte le prime 14 posizioni in campo maschile e le prime 8 fra le donne.
Ha vinto l’etiope Wubinesh Girum Zewde in 2:14.26, ben davanti ai connazionali Gudeta Gemechu (2.14.51) e Dibaba Medassa (2:15,24),
Fra le ragazze il successo ha arriso stavolta ad un’atleta keniana, Jacqueline Kiplimo, una specialista delle gare orientali, che ha attraversato vittoriosa la linea del traguardo dopo 2:36.57 di corsa, precedendo Aykalem Woldehariyat (2:37.07) e Peris Jepkorir (2:38.28)

Tiberias

La maratona di Tiberiade, sull’omonimo lago in Israele, è diventata progressivamente una corsa importante nel panorama internazionale, ed ha raggiunto quest’anno una cifra tecnica notevole.
Folto il gruppo di atleti al comando fin dall’inizio, poi piano piano c’è stata la consueta scrematura, dalla quale alla fine è emerso vincitore Dominic Ondoro (2:08.00) davanti a Deribe Robi Malka (2:08.10), Francis Kibiwott (2:08.31), Raya Dereje Tadesse (2:08.46), Sisay Lemma (2:09.08) e Julius Muriuki (2:09.08)
Fra le donne  dominio etiope, con otto posizioni su otto al vertice della classifica finale.
Successo per Ashete Bekere Dido (2:40.22) davanti a Hadish Letay Negash (2:40.39)
Contrariamente a quando si pensa di solito, in pieno inverno da quelle parti fa piutosto freddo, specie quest’anno dove in alcune zone è persino nevicato, e abbondantemente come nella stessa Gerusalemme.

Crevalcore

Spendiamo infine due parole per la prima maratona italiana, che è stata quella coraggiosamente organizzata dagli amici Monica Barchetti e Andrea Accorsi, con l’aiuto di tutto il paese.
Scopo della gara era quello di mantenere viva l’attenzione sulla precaria situazione di quelle terre martoriate dal sisma e non sempre supportate con la dovuta attenzione e sollecitudine dalle nostre autorità centrali.
Ma gli emiliani sono gente tosta. e oltre a protestare agiscono, eccome se agiscono!
Ecco quindi la maratona della Befana, che nelle gare che proponeva ha raccolto la notevole partecipazione di oltre ottocento persone, ma soprattutto ha acceso per un giorno ancora i riflettori sulle cittadine emiliane in diffciltà.
Lo spirito al tempo stesso gioioso e consapevole di tutti gli intervenuti è stato il miglior veicolo di comunicazione per far comprendere, una volta di più, quello che occorre fare.
Per la cronaca, la gara di maratona è stata vinta da Raffaele Focchi (2:37.29) e dalla slovena Aleksandra Fortin (2:57.56), grande amica delle gare italiane.

Houston TX

La maratona texana di Houston lo scorso anno venne scelta come sede per i trials olimpici, e questo fatto ne ha decretato la notorietà. Infatti quest’anno quasi settemila podisti sono accorsi a cimentarsi sulla strada di Maratona. Assoluto dominio etiope, che si sostanzia con i primi sei arrivati, tutti preceduti da Bazu Worku che ha impiegato 2:10.17. Seguono Teferi Balcha (2:12.50) e Solomon Molla (2:14.37). Il primo americano è stato Andrew Carson, settimo in 2:17.16
Dominio etiope anche in campo femminile, con la vittoria di Merima Mohammed, ottima in 2:23.37, seguita da Bizunesh Deba (2:24.26), Meskerem Assefa (2:25.17) e Meseret Legese (2:30.31). La prima americana è stata Tara Moody, sesta in 2:39.10 preceduta anche dalla russa Olena Burkovska (2:34.56)

 

Orlando FL

Il successo di Houston non ha tuttavia scalfito la notorietà della maratona dedicata a Walt Disney, naturalmente corsa in quel di Orlando, Florida. Si tratta di una delle maggiori corse di massa del mondo, che anche quest’anno ha mantenuto le posizioni con i suoi 20.689 arrivati.
Gli organizzatori di questa gara fanno infatti della partecipoazione di massa il proprio fiore all’occhiello, non curandosi eccessivamente del risultato eclatante sul piano cronometrico, peraltro facilmete ottenibile ingaggiando gli atleti giusti e le lepri giuste.
Per la cronaca, comunque ha vinto il brasiliano Adrano Bastos, che risiede da quelle parti, in 2:21.16 mentre la prima donna è stata Renée High in 2:48.30

 

Le maratone del periodo nel mondo

Autore – Franco Anichini 

 

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