Cronaca — 07 agosto 2009

Gianni il bersagliere non resiste al fascino della marcia piu’ famosa del mondo e ritorna per la terza volta  a Nijmegen in Olanda in compagnia di altri due atleti della sua polisportiva ‘Le piume nere’ e precisamente con l’olandese Patrick, già alla sua 19ma edizione e la debuttante tedesca Tammy.


Patrick  è un orgoglioso olandese e mi confida che continuerà a partecipare fin quando le sue forze lo permetteranno. La marcia, istituita nel 1909 per addestramento militare, si svolge nella terza settimana di luglio. E’ una marcia estenuante in quanto si mette a dura prova la resistenza atletica dei partecipanti. I soldati marciano in formazione con zaino zavorrato di 12kg , anfibi ed in tuta mimetica. Altri militari, pur nello stesso assetto, marciano in singoli gruppi. Ai soldati è consentita solamente la distanza di 4X40km. Ai civili invece sono consentite tre diverse distanze in ragione all’età ed al sesso. Patrick ha marciato 4X50km e Tammy 4X40km per come previsto dal regolamento. Il sessantenne Gianni il bersagliere, pur avendo la possibilità di marciare 30X50km, ha voluto sfidare la sua resistenza, conclusasi felicemente con la distanza 4X50km.  Dei 45.000 iscritti solamente 37.000 hanno concluso con successo la prova annoverando anche i tre atleti di ‘Le piume nere’. Quest’anno si sarebbe dovuto celebrare il centenario, ma purtroppo la marcia è ancora alla sua 93ma edizione in quanto è stata interrotta per sette anni durante il conflitto mondiale. La spettacolarità dell’evento è ciò che affascina Gianni il bersagliere, che vuole emulare nel nostro territorio nazionale. L’Olanda può essere definita la madre patria dei podisti. A parte la struttura morfologica e logistica del Paese, il popolo olandese cresce con una cultura podistica davvero invidiabile. Il podista non viene deriso da nessuno e tanto meno dagli autisti. Ad ogni suono di clacson o campanello di bicicletta corrisponde un segno di incoraggiamento e di ammirazione. L’annoso problema dell’atleta di coda, piu’ volte denunciato da Gianni il bersagliere, non ha ragione di esistere nel modello olandese. Nel corso della marcia ha incontrato Paolo con cui ha condiviso le sue esperienze, un Capitano alpino ed un gruppo di 5 donne del settentrione. E’ bello incontrare altri italiani!!!. A Gianni il bersagliere è riferito che è già conosciuto a livello nazionale per il suo look con il cappello piumato che ormai ne costituisce la sua firma. Non è affatto necessario  portare il tricolore in quanto basta il cappello piumato per essere riconosciuto italiano. E’ davvero un orgoglio !!!


ginterbartolo@yahoo.it


 

Autore: Gianni Interbartolo

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Peluso

  • FRANCESCO NUGNES N.N.M.

    Bravo il bersagliero ha fatto più di quanto gli era dovuto, ha superato se stesso ed ha dato più notizie dettagliate per iltipo di marcia. Forse un giorno ci sarò anch’io.CIAO Francesco Nugnes.

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