Maratone e altro — 06 gennaio 2010

Xiamen


Con una gara in progressione l’etiope Feyisa Lilesa, classe 1990 (!), ha vinto la maratona Internazionale di Xiamen, in Cina. Egli ha superato il connazionale Getashew Terfa solo al chilometro 41, relegandolo al secondo posto, salvato in 2:09.40. Samuel Mugo (2:10.11) e Kiprotich Kenei (2:10.46) hanno salvato l’onore del Kenya.


Ancora etiope la prima donna, che si chiama Atsede Bayisa, ed ha corso praticamente da sola chiudendo in 2:28.53, seguita da lontano dal gruppo delle cinesi, tutte precedute da Juan Sun in 2:34.12


 


Santa Caterina


Nel cuore della penisola del Sinai, giusto ai piedi della montagna di Mosè, monaci ortodossi fondarono nei primi secoli dell’Era Cristiana un grande monastero dedicato a Caterina d’Alessandria, che i credenti considerano Santa. Il Monastero divenne un luogo di culto isolato dalla natura severa dei luoghi, ma non dalla volontà dei monaci, che anzi ne fecero un punto di accoglienza e di ascolto. Quando la regione entrò nell’orbita dell’Islam, come ancora oggi, il monastero venne rispettato per ordine esplicito scritto di suo pugno da Maometto in persona. In conseguenza di ciò, non solo il monastero fu salvo, ma venne anche evitato di circondarlo da altri edifici di fede islamica. Il decreto di Maometto esiste ancora oggi, in originale, e viene mostrato con orgoglio ai visitatori. Nella sua campagna d’Egitto, anche Napoleone pervenne da quelle parti e, megalomane come sempre, volle affiancare il proprio nome ed emise quindi un decreto similare.


All’interno del monastero esiste un luogo dove vengono mostrati reperti della fuga nel deserto di Mosè, ovvero il pozzo miracoloso dal quale attinse acqua ed il roveto in fiamme che gli parlò. Almeno, così si narra.


Prima che il Sinai diventasse meta del turismo di massa, i monaci si diedero da fare per celebrare le figure che li ispiravano. Sulla cima più alta del monte costruirono una chiesetta, a ricordo dell’ascensione di Mosè e del suo incontro, mentre sulla cima leggermente più bassa costruirono un luogo di culto dedicato a Santa Caterina d’Alessandria. Per raggiungere i due luoghi i monaci costruirono una scalinata in pietra, molto antica e disagevole, formata con i pietroni irregolari, molto irregolari, che trovavano a fondo valle. Nelle notti del Sinai, lunghe processioni di persone, alla luce delle torce, percorrono il ripido sentiero per giungere all’alba alla chiesetta che sta in cima, e da questa visuale unica salutare la nascita del sole: uno spettacolo che chiude la gola, credenti o no.


In questi luoghi e su questo tracciato, nella notte fra due anni, si corre la maratona del Sinai, coniugazione fra corpo ed anima, che è l’essenza della corsa stessa.


Quest’anno la gara è stata vinta dalla guida egiziana Abdel Rahman el Zamely, in 3:23.43 (buono per quel percorso!) e dall’italiana Giorgiana Perino, che ha impiegato 4:10.28. Gli italiani presenti erano numerosi, e fra questi segnaliamo il quinto posto di Graziano Monaco e la vittoria nella mezza da parte di Emanuela Balleria.


 


Honolulu


Facciamo un passo indietro per andare e recuperare le ultime maratone importanti del 2009, cominciando da quella di Honolulu, ultima grande maratona dell’anno negli States, ospitata nella principale città delle fortunate isole Hawaii. Dominio keniano, che hanno fatto cinque su cinque, e nuova vittoria per Patrick Ivuti che ha bissato il successo dello scorso anno, stavolta impiegando 2:12.14. Seguono Nicholas Chelimo (2:13.10), William Chebon (2:14.59), Jimmy Mwangangi (2:17.17) e Gilbert Chepkwony (2:18.48).


La russa Svetlana Zakharova ha invece vinto la corsa delle donne, grazie ad un seconda parte più veloce della prima, che le ha permesso di rimontare tutte le atlete che erano transitate alla mezza prima di lei. 2:28.34 il suo buon tempo finale. Seguono Kikoyo Shimahara (2:29.53), Pamela Chepchumba (2:32.41) e Kaori Yoshida (2:35.46)


Gli arrivati sono stati quest’anno addirittura 20.321.


 


Hofu


Il calendario giapponese è in pieno sviluppo e vi si inquadra perfettamente l’ottima maratona di Hofu, che cade nella domenica che precede il Natale e per quetso motivo viene talvolta dimenticata. Quest’anno ha vinto Akinori Shibutani in 2:13.38 davanti a Tomoaki Kunichika in 2:14.38, mentre la prima donna è stata Nuziko Hirao in 2:45.08. Da segnalare che giungendo ottavo in 2:17.19 Ser-Od Bat-Ochir ha realizzato il nuovo record nazionale della Mongolia.


 


Monterrey


Altra buona maratona messicana, stavolta senza stranieri, vinta da Evaristo Alfredo Moctezuma (nome d’arte?) in 2:31.41 davanti a Leonardo Rodriguez Narvaez (2:33.27) e David Gutierrez Miranda (2:36.51). La prima donna è stata Angelica Martinez Sanchez (3:06.08). Si sono contati 2296 arrivati


 


Caracas


La Maraton de la Navidad di Caracas, Venezuela, è stata vinta dal messicano Larryn Sanchez in 2:18.03 in condizioni ambientali definite terribili dalla stampa locale. Al secondo posto il venezuelano Oscar Alastre Lugo in 2:19.46 mentre la prima donna è stata Norelys Lugo in 2:52.32

Autore: Franco Anichini

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