HOME PAGE Maratone e altro — 07 febbraio 2012

Autore: Franco Anichini

Dopo la pausa invernale, riprendiamo il racconto delle vicende di maratona. Per la verità il calendario non si è mai fermato, approfittando della universalità della disciplina che le consente di fare letteralmente il giro del mondo.
La vastità del fenomeno è testimoniata anche dalla ricchezza del tabellino riassuntivo dei vincitori, che potrete consultare cliccando sul link che pubblichiamo come al solito in coda all’articolo.
D’altra parte occorre considerare che il 2012 è un anno olimpico, per cui la stagione è fortemente influenzata dall’avvenimento estivo, al punto che diversi campioni hanno rivisto i propri impegni stagionali.

 

Xiamen e Mumbai

La prima maratona dell’anno di un certo rilievo è stata quella cinese di Xiamen, graziosa località marina che tradizionalmente organizza un evento di buon livello.
Quest’anno ha vinto Peter Kamais in 2:07.37 davanti a Dickson Chumba in 2:08,19. Fra le donne la migliore è stata Ashu Kasim in 2:23.09, davvero ottimo, seguita molto da lontano da Miriam Wangari in 2;31,30
Rimaniamo in Oriente per accennare brevemente alla gara organizzata nell’importante città indiana di Mumbai, vinta da Laban Moiben (2:10.48) allo sprint davanti all’etiope Raji Assefa in 2:10.48 e a John Kyui (2:10.54). Purtroppo niente donne…

Selezioni olimpiche USA

Dopo i primi antipasti, i fuochi d’artificio veri e propri si sono accesi in quel di Houston, Texas, località scelta quest’anno per ospitare i trials statunitensi di maratona, in vista di London 2012.
Gare rigorosamente seperate fra uomini e donne e niente lepri. Si vuole così dar vita ad una corsa vera, dove l’intelligenza tattica degli atleti abbia l’importanza che merita
E’ così che abbiamo visto fallire i tentativi di corridori anche molto validi, come Galen Rupp, che hanno forza e velocità ma mancanbo di esperienza specifica in una gara uomo-contro-uomo.
Dal calderone di una gara molto nervosa. è infatti emerso l’uomo più esperto, ovvero Meb Keflezighi, da anni fra i migliori del mondo alle spalle degli inarrivabili africani, Il coriaceo corridore americano ha avuto la meglio abbastanza agevolmente sul più giovane, ma altrettanto noto, Ryan Hall, che ha comunque conquistato la maglietta olimpica arrivando secondo in 2:09,30. Terzo, abbastanza a sorpresa, l’ex-somalo Abdi Abdirahman che in 2;09.47 ha messo fuori il forte Dathan Ritzenhein, prima riserva. Seguono un gran numero di corridori di 25-30 anni, che rappresentano il serbatoio di quella che appare come l’unica nazione non africana a tener botta. In totale, a conti fatti, i corridori che hanno chiuso in meno di 2:20 sono stati ben 50. Niente male!
In campo femminile è emersa un’atleta poco più che trentenne, Shalane Flanagan, che, prima di approdare alla maratona, si è fatta le ossa in pista ottenendo risultati importanti.
Ad Houston l’americanina ha corso in 2:25.38, il che le ha permesso di precedere la sorprendente Desirée Davila (2:25.55) e la rientrante Kara Goucher (2:26.06). Fre le escluse notiamo Deena Kastor, sesta in 2:30.40. Anche qui registriamo una grande affermazione di massa, con addirittura 120 atlete che hanno corso in meno di 2:50

Dubai

Ma la prestazione più eclatante di questo mese di gennaio ce la offre la maratona di Dubai, Emirati Arabi.
Tradizionalmente questa gara è terreno di caccia degli etiopi, che hanno pensato bene di farne uso per rilanciarsi dopo le batoste rimediate lo scorso anno ad opera degli eterni rivali del Kenya.
Stupisce la straordinaria facilità con cui questo Paese riesce ad uscire da una situazione di crisi, specie in campo maschile, attigendo ad un bacino d’utenza enorme ed inesauribile.
L’uomo sugli scudi si chiama dunque Ayele Abshero Biza, giovanissimo campione mondiale juniore si cross-country, fisico cimpatto tipo Haile, che ha esordito in maratona vincendo in 2:04.23. Alle sue spalle Dino Sefir Kemal (2:04.50) e Markos Geneti Guteta (2:04.54) completano quello che potrebbe essere il terzetto olimpico etiope.  Ben 27 uomini hanno corso in meno di 2:20
Fra le donne, altro botto etiope con la 27enne Aselefech Mergia Medessa che ha trionfato in 2:19.31, PB e miglior prestazione dell’anno appena iniziato. Alle sue spalle la keniana Lucy Wangui ha resistito fino all’ultimo, chiudendo infine in 2:19.34, davanti ad altre tre etiiopi di grande livello: Mare Dibaba (2:19.52), Bezunesh Bekele (2:20.30) e Aberu Kebede, che al momento in 2:20.33 sarebbe esclusa dalla squadra olimpica.

 

E siamo appena agli inizi…

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