Maratone e altro — 09 giugno 2009

Stockholm


La maratona di Stoccolma è una delle più frequentate e meglio organizzate fra le numerose maratone scandinave che punteggiano il calendario estivo, nel solco di una tradizione secolare che vedeva tutti i corridori europei di buon valore recorsi a quelle latitudini per sfuggire al caldo estivo.
Poi la moda è scemata, conseguentemente al diminuito valore tecnico degli europei, ma la purezza dell’aria nordica, frizzante anche d’estate, e la stimolante bellezza dei luoghi attira ancora molte migliaia di appassionati. Correre nei boschi poggiando i piedi sopra venti centimetri di muschio è ancora oggi un’esperienza insostituibile.
Stoccolma è la festa svedese della maratona e raccoglie tutti questi appassionati, e così anche quest’anno alla fine ha potuto contare un totale di 13.718 arrivati, di cui circa il 25% donne. Un gran bel successo, che conferma questa corsa meritevole di essere tenuta in considerazione per le prime dieci del mondo.
Le gare vere e proprie hanno visto due vincitori nettissimi: il keniano Paul Kipkemei Kogo (2:15.35) e la svedese Isabellah Andersson (2:33.52). Numerosi italiani presenti, ma nessuno in particolare evidenza sotto il profilo tecnico.

San Diego

Ad appena una settimana dalla innovativa maratona di Los Angeles, un’altra corsa californiana ha raccolto quasi 14.000 arrivati, nonostante il clima caldo dei luoghi in questa stagione. Bisogna dire però che la vicinanza dell’oceano rende il clima quasi sempre secco e perciò ben respirabile.
Un’altra caratteristica della maratona di San Diego (dedicata al Rock’n’Roll) è di avere una larga partecipazione femminile. Per la verità quest’anno i maschietti sono stati appena un poco più numerosi delle donne, ma questa grande partecipazione femminile ormai non fa più notizia negli States in quanto sono moltissime le corse dove i numeri si pareggiano, o quasi. E’ la conseguenza di una regola ferrea, che impone agli organizzatori di prevedere tutti i premi assolutamente uguali (dai dollari dei primi ai gadgets della massa). Una regola simile ci sarebbe anche da noi, ma viene tranquillamente ignorata, a cominciare dalla Fidal, che dovrebbe farla applicare. Bene hanno fatto dunque le nostre podiste ad organizzarsi in una Associazione che sta iniziando una sacrosanta campagna in proposito.
A San Diego, sul piano agonistico, si è rivisto il Marocco, alla vittoria con Khalid El Boumlili (2:11.16) nettamente davanti a Samuel Mugo (2:12.37) e Tesfaye Tola (2:13.02). Le tre Nazioni dominatrici della corsa lunga si sono dunque confrontate ancora una volta.
Ed altrettanto immancabile vittoria russa in campo femminile, con Yuliya Gromova giunta al personale in 2:27.37, davanti a Hellen Kimutai (2:29.32) e Nuta Olaru (2:30.40).
Sempre negli States, a York, tredicesima vittoria stagionale per Chuck Engle (2:41.35) sulle ventisei maratone finora disputate quest’anno.


Edinburgh


Maratona nazionale di Scozia nella storica Edinburgo, con percorso storico-spettacolare molto suggestivo ma reso difficile dall’aspra natura dei luoghi. Comunque moltissimi podisti hanno risposto al fascinoso richiamo della corsa scozzese, con 8254 arrivati, ed un discreto riscontro tecnico. Ha vinto infatti il quasi esordiente Martin Williams, personale in 2:18.24, davanti ad Andi Jones (2:18.48). Prima donna è stata Holly Rush in 2:41.38

Sao Paulo e Christchurch

All’inizio dell’inverno australe, invece, si corre la maratona di Sao Paulo do Brasil, una delle città più popolate ed inquinate del Pianeta. La corsa è sport discretamente popolare in un Paese più vocato per gli sport di squadra, non solo calcio ma anche grandi pallavolo e basket.
Comunque al traguardo ci sono arrivati in quasi tremila, tutti preceduti da Elias Kemboi Chelimo (2:13.59) vincitore di Roma 2007, che non ha dovuto faticare molto per precedere Franck Caldeira (2:17.23) e Jose do Nascimento Souza (2:19.17). Quasi altrettanto facile la vittoria al femminile per Marizete Moreira dos Santos in 2:41.45 davanti a Marizete De Paula Rezende (2:45.04)
Rimaniamo nell’altro emisfero per relazionare sulla maratona neo-zelandese di Christchirch, vinta da un nome abbastanza nuovo, il 24enne Michael Aish che ha prevalso in 2:18.18 davanti a Paul Martinico (2:22.50), mentre prima donna è stata l’australiana Sandra Prosenica in 2:52.27 dopo dura lotta con Kirsty Somers-Edgar (2:52.42)


Liechtenstein


Anche il piccolissimo Stato alpino del Liechtenstein ha la sua maratona, e naturalmente si tratta di una gara in montagna, con salite vertiginose ma tutto sommato non eccessivamente influenti sul risultato. Sia per la tradizione che per il fascino dei luoghi, la partecipazione è sempre molto nutrita per questo genere di prove, ed anche quest’anno ha toccato le ottocento unità. Ha vinto senza problemi lo specialista neo-zelandese Jonathan Wyatt, un buon maratoneta anche in condizioni normali che da alcuni anni d’estate si stabilisce in Europa e fa incetta di corse in montagna. Le sue preferite sono appunto le maratone, o comunque le gare che prevedono sia salita che discesa su distanze piuttosto consistenti. Qui Jonathan ha coperto il percorso in 3:01.01, mentre la prima donna è stata la svizzera Tanja Amiet in 3:45.18

Bydgoszcz-Torun

maratona polacca in linea, con partenza dalla storica cittadina di Bydgoszcz ed arrivo a Torun, che è il principale centro delle attività di fondo del Paese. Ha vinto il bielorusso Andrei Gordeev, ospite fisso delle corse polacche, in un buon 2:17.30 davanti al keniano Emmanuel Lagat (2:20.29). Buono anche il risultato femminile per Arleta Meloch (2:37.33) davanti a Valentina Delion (2:45.30)


 


  

Autore: Franco Anichini

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