Maratone e altro — 02 settembre 2009

Spigolature
Il direttore di gara della maratona di Tokyo, Tad Hayano, ha annunciato che l’organizzazione ha deciso di chiudere in anticipo i termini per la pre-iscrizione alla gara open, avendo raggiunto la quota di 300.000 mila domande. Secondo programma solo 30.000 di queste verranno accolte, il che significa che il 90% verranno respinte. Gli organizzatori si sono riservati tuttavia di allargare il numero degli ammessi, sentite le autorità cittadine. Ricordiamo che la maratona di Tokyo si correrà nel febbraio 2010.
Durante la maratona mondiale la russa Naliya Yulamanova ha dato una tirata fortissima fra i chilometri 30 e 35, ed è stata cronometrata in 16.31. Non si tratta tuttavia dello split più veloce nella storia dei campionati del mondo, in quanto nel 2003 a Parigi Catherine Ndereba si produsse in un 15.58 fra i chilometri 35 e 40!
La tedesca Irina Mikitenko ed il keniano Samuel Wanjiru guidano nettamente la classifica del trofeo World Marathon Major per il biennio 2008/2009 e non potranno più essere raggiunti quale che sia il loro risultato nella prossima maratona di Chicago. I 500.000 dollari del premio (a testa) sono dunque virtualmente assegnati. Irina ha vinto Londra nel 2008 e 2009 e Berlino nel 2008. Samuel ha vinto Londra nel 2009, le Olimpiadi di Pechino ed è arrivato secondo a Londra 2008. Per il biennio 2009/2010 attualmente sono in testa fra gli uomini Merga, Kebede, Wanjiru e Kirui mentre fra le donne emergono Mikitenko, Kosgei e Bai Xue.
I campionati del mondo non portano punteggio per questo ricco Trofeo.


Sapporo-Hokkaido
Finita l’estate e celebrati i Campionati del Mondo, la maratona riprende alla grande il suo programma di gare sparse per il pianeta, ognuna con una sua ragion d’essere. Ad esempio la maratona di Hokkaido si disputa per due motivi: dare un’occasione di rivincita agli esclusi dalla squadra per i mondiali ed al tempo stesso spezzare il lungo periodo di mancanza di gare che, per motivi climatici, in quelle isole salta da marzo a novembre. La nordica isola di Hokkaido soffre relativamente meno di altre per il caldo umido (siamo di fronte alla Siberia russa, poco a nord di Vladivostok)) e quindi ben si presta a queste esigenze. Si è corso tuttavia con una temperatura di 22 gradi alla partenza ed un’umidità del 65%
Anche quest’anno ne è scaturita una corsa di tutto rispetto, con quasi settemila arrivati e vincitori molto validi, specie fra le donne. Fra gli uomini ha prevalso il keniano Daniel Njenga in 2:12.03, dopo una gara tattica al termine della quale è riuscito a prevalere di poco sul giapponese Ryo Yamamoto (2:12.10), anche grazie all’aiuto di Laban Magika, finito terzo in 2:12.24
Migliore il risultato tecnico della corsa femminile, scaturito dalla lotta fra le prime due, che sono state Kiyoko Shimahara (2:25.10) e Akemi Ozaki (2:27.23). La Shimahara è arrivata così al PB ed ha tolto il record della corsa nientemeno che a Masako Chiba. Lo scorso anno aveva vinto la maratona di Honolulu. Anche Akemi Ozaki, da parte sua, è arrivata al personale, e non è da confondere con Yoshimi Ozaki, seconda al mondiale, che è sua sorella maggiore.
Complessivamente i maschi sotto le 2:20 sono stati ventuno, mentre le ragazze capaci di scendere sotto le 2:50 sono state diciassette: niente male!


Quebec – Deux Rives
Invece la motivazione “forte” che tiene in piedi la maratona de “La Ville de Quebec” è l’orgogliosa rivendicazione della propria identità culturale francofona, che di tanto in tanto alimenta anche sentimenti separatisti dall’anglofono Canada. Qui invece si è inteso simboleggiare le due lingue con le due rive a cui la gara è intitolata, che vengono unite dalla corsa. Nel Nord-America, d’altra parte, le minoranze francofone sono viste come una sorta di élite culturale, e dire ad un/a americano/a che ha qualcosa di francese nel suo aspetto, o parlata, o modo di fare ecc. è considerato un raffinato complimento.
A parte questi significati, la maratona in sè stessa non è nulla di speciale, ma raccoglie comunque un migliaio di corridori, e proclama vincitori quest’anno David Savard-Gagnon (2:27.09) e Andrée Paquet (2:55.03)


Perth – City to Surf
Si tratta forse della meno nota fra le grandi città australiane. Oltre un milione di abitanti, situata nella Western Australia, a migliaia di chilometri dal resto del mondo, di fronte ad un Oceano sterminato, da qualche anno punta sulla natura incontaminata e selvaggia del suo territorio per convogliare consistenti flussi turistici, provenienti non solo dal resto del Paese, ma anche dal Giappone, dalla Cina e dalle ricche “tigri” economiche asiatiche. In questo quadro generale non poteva mancare la sua brava maratona, che infatti si celebra da qualche anno, con forte partecipazione giapponese ma vittorie… africane. Anche quest’anno le cose non sono andate diversamente dal solito, e registriamo quindi la vittoria di Joel Kemboi (2:17.56), su Phillip Muia (2:18.41) e Gemechu Woyecha. Particolare il caso della prima donna. Si tratta della ex-greca Magdalini Karimali Poulos (2:43.17), che è divenatta australiana essendosi sposata con un greco colà residente. Nel nuovissimo Continente ha ritrovato la sua lena migliore e si sta levando delle belle soddisfazioni. Seguono Genet Kahsay (2:45.52) e Helen Stanton (2:46.17) 


Isola di Guernsey
Si tratta di un’isola facente parte del Regno Unito, benchè collocata nel Golfo di Saint-Malo a trenta miglia dalla costa francese e a 70 da quella britannica. 53.000 abitanti, dediti soprattutto a pesca ed allevamento e, da qualche tempo, al turismo. Qui la prima maratona si è corsa addirittura nel 1905, poi altre quattro volte a lunghi intervalli di tempo. L’ultima edizione è stata 17 anni anni orsono. Adesso si riprende, e con un buon successo (ralativo) di partecipazione, soprattutto inglese. Hanno vinto Stephen Dawes in 2:43.54 e Heather Foundling-Hawker (ultramaratoneta) in 3:00.50


 

Autore: Franco Anichini

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