Maratone e altro — 08 luglio 2010

San Pietroburgo


La maratona delle notti bianche di San Pietroburgo è una gara tradizionale nel panorama russo, ma per vari motivi non è mai riuscita a decollare del tutto, mantenendosi dignitosamente fra le gare di seonda/terza fascia. L’edizione di quest’anno non ha fatto eccezione. L’unica nota di un certo interesse è la sconfitta del kenyano Joel Kemboi Kiplimo ad opera del russo  Mikhail Bykov 2:19.15 contro 2:19.48.
Nella gara donne è emersa nettamente la bielorussa Olga Malevich, classe 1989, che ha corso in 2:41.22 per battere Yelena Kozhevnikova (2:46.45) e Veronika Lopatina (2:48.22) che in passato si è provata anche sui 100km, dove andava come la Vishnevskaya, ma che poi ha abbandonato la distanza.


Seattle


Altra maratona americana del circuito Rock’n’Roll, che proibisce l’uso della musica personale ma che poi assorda tutti con quella diffusa dagli altoparlanti.
Jynocel Basweti, un professionista residente stabilmente negli Usa, ha vinto senza eccessivi problemi in 2:18.20 con un bel finale davanti a Mark Chepses in 2:18.52
La prima donna è stata Sopagna Eap in 2:43.05. che così si qualifica per i futuri trials nazionali.
4080 gli arrivati.


Ulan Bator


Anche la Mongolia fa il suo ingresso nel “pianeta maratona” con la prima edizione della gara dlla sua capitale. Ospite d’onore e vincitore è stato Ser-Odd Bat-Ochir, un corridore noto anche in Europa, che qui si è espresso in 2:25.46 mentre la prima donna è stata Otgonbayar Lursanlundeg in 2:57.02


Turku


La cittù natale del grande Paavo Johannes Nurmi ne celebra l’anniversario di nascita tramite una maratona annuale che ha raggiunto una buona popolarità nazionale, con qualche punta di internazionalità. E’ tuttavia curioso notare che Nurmi, negli anni venti, dominava la scena del mezzofondo mondiale, ma che non ha mai corso la maratona. Per la verità tentò di farlo per partecipare all’ultima Olimpiade della sua carriera, ma questo gli venne impedito con la solita scusa del “dilettantismo”. L’idea che l’atletica di vertice potesse essere praticata solo da atleti “amatori” è stata una delle più grosse stupidaggini che il Comitato Olimpico Internazionale abbia partorito, espressione di una concezione dello sport elitaria ed a tratti razzista che per fortuna è stata spazzata via dalla Storia.
La maratona di Turku quest’anno è stata vinta da Janne Klasila (2:50.39) e da Paulina Tommola (3:13.21). Non sono più i tempi di Paavo Johannes!


Gold Coast


Bella maratona australiana, che si disputa nei pressi dell’aeroporto che serve un’ampia fascia ci costa oceanica, destinata al turismo e come tale promossa con tutti i mezzi a disposizione.
L’adesione frequente di giapponesi di primo livello, unita a quella dei soliti africani,  assicura l’internazionalità della gara, e la partecipazione è ampia, almeno per le cifre di questo Paese ancora scarsamente abitato.
L’edizione di quest’anno è stata dominata dal keniano James Kariuki, che vive in Oriente, nel buon tempo di 2:13.51 davanti a Peter Kiprotich (2:15.47) e Ben Kipruto (2:17.18)
La prima donna è stata Kaori Yoshida in 2:31.31, tanto le è bastato per precedere Matsuo Chiharu (2:36.53) e Mayumi Fujita (2:39.10)


Manila


Rimaniamo in Oriente per citare brevemente la lodevole esperienza della compagnia commerciale Milo, che non si limita a sponsorizzare delle manifestazioni ma le promuove e gestisce in prima persona. Esistono alcune prove di qualificazione, su distanze anche inferiori alla maratona, e poi una finale, questa, che di anno in anno emigra nelle maggiori città del Paese. I vincitori di quest’anno sono stati Abraham Missos (2:39.43) e Luisa Raterta (3:28.41), tempi fatalmente appesantiti dal caldo umido che è la costante e sgradita compagnia di tutte le corse in questa zona.


 

Autore: Franco Anichini

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