Maratone e altro — 01 luglio 2009

Rio de Janeiro


Scenari unici al mondo per la maratona “Caixa” di Rio de Janeiro, ma anche una forte partecipazione e discreti risultati tecnici. Qui i keniani, se vogliono vincere, devono portare quelli buoni, altrimenti va a finire come quest’anno, quando ha vinto Marcos Antonio Pereira (2:17.11) davanti a Willy Kangogo Kimutai (2:17.24) Marcos Alexandre Elias (2:18.26) e Robert Cheruiyot (2:19.11). Invece in campo femminile le atlete locali hanno corso senza una seria opposizione straniera. Ha vinto Marizete De Paula Rezende (2:42.48) davanti a Ildailda Alves dos Santos (2:45.15) e Maria de Conceicao Carvalho Olivier (2:47.01)


Rosario


La maraton del Dia de la Bandera è una delle più antiche del Paese e da qui presero le mosse i grandi maratoneti argentini degli anni 40-50, a partire da quel Delfo Cabrera che fu capace di vincere nientemeno che le Olimpiadi del 1948, a Londra.
La passione per la corsa nel frattempo è fortemente scemata e con essa anche i risultati tecnici, ma la maratona di Rosario il suo bravo migliaio di concorrenti riesce ancora a raccoglierlo. Hanno vinto Josè Ramon Romero (2:23.46) e la brasiliana Ilaine Wandscheer (2:52.09)

Seattle

Prima edizione per la maratona di Seattle, principale città dello stato di Washington, situato sulla costa pacifica nord. Questo territorio si segnala per il clima fresco e la grandiosità degli ambienti naturali, che ben si addicono alla corsa anche d’estate. Infatti ben 5602 arrivati hanno gratificato gli organizzatori, stimolandoli ad andare avanti. Ha vinto Peter Omae, residente negli Usa, in 2:18.17 davanti a Peter Gilmore (2:18.52) un giovane americano che si è già messo in evidenza in precedenti occasioni. Bene anche la prima donna, Michelle Suszek, al personale con 2:38.37 stimolata dalla dura lotta con Leah Thorvildsen (2:38.49)

Turku


Come ogni anno l’antica capitale della Finlandia onora il migliore dei suoi figli: Paavo Johannes Nurmi, per otto volte medaglia d’oro olimpica nel mezzofondo. La sua impresa più ricordata fu la doppia finale del 1924 quando gli organizzatori cercarono di scongiurare una sua doppia vittoria programmando le due finali dei 1500 e 5000 metri a soli ventisei minuti di distanza. Il grande finnico non se la diede per inteso e vinse entrambe le corse. Nelle Olimpiadi del 1932 era iscritto alla maratona, ma trovarono il modo di squalificarlo per professionismo, la più insulsa, farisaica e falsa delle motivazioni.
I grandi corridori finlandesi che lo seguirono nella storia, sempre, tutti, dopo le loro vittorie si recarono a trovarlo perchè fosse lui a metter loro al collo la medaglia vinta. Quella, e solo quella, per un finnico era la vera premazione.
Con partenza ed arrivo da una delle statue che lo ricordano si è dunque corsa l’annuale maratona, di cui ricordiamo i vincitori: Janne Klasila (2:47.59) e Paulina Tommola (3:02.31). Onore a loro.

Kuala Lampur

Si è celebrata nella capitale della Malaysia un’altra tappa del circuito di maratone africane ed asiatiche sponsirizzate dalla banca Standard Chartered. La caratteristica principale di questo circuito è di avere inventato una classifica a squadre complessiva basata sulle “scuderie” di appartenenza degli atleti. Ciò garantisce una grande partecipazione specialmente ad opera di atleti africani emergenti, e le manifestazioni ne guadagnano perchè ne scaturiscono gare vere, con tutto il gustoso condimento di situazioni tattiche che sono il vero succo delle corse su strada. Ha vinto Julius Nderitu Kuringa (2:17.03) nettamente davanti a Nelson Kirwa Kiprotich (2:18.25) mentre le prime donne sono state Frieda Jepkite Lodepa (2:40.24), Lilian Chelimo (2:43.34) e Viola Bor (2:44.11)

Olympus

Fra le molte corse in montagna che si vanno sempre più diffondendo vogliamo segnalare la corsa del Monte Olimpo, dimora degli Dei. Si parte dal villaggio tèssalo di Dion per salire sulle pendici della grande montagna, fino ai 2917 metri del suo rifugio più alto. Inutile sottolineare il fascino di scalare proprio “quel” monte, ma merita anche aggiungere che la gara è tecnicamente di grande valore, in quanto la scalata è tutt’altro che agevole, anzi, è tale da classificare questa prova fra le più dure del settore.
L’esito agonistico conferma la grande popolarità recentemente assunta in Spagna dalla specialità, ed infatti il vincitore è stato lo spagnolo Jessed Hernandez Gispert, che ha impiegato 4:39.20 per completare l’impresa. Seguono il greco Nikolaos Kalofyris (4:48.28) e il nepalese-francese Dachhiri Dawa Sherpa, un vero mito per gli appassionati di questo genere di corse.
La grande Corinne Favre è stata la prima donna in 5:54.42 davanti alla greca Ireni Maliborska.


 

Autore: Franco Anichini

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